giovedì 24 settembre 2009

Pillola abortiva RU486 , indagine, polemiche, libertà, calcoli politici.

E' un Pd già diviso dalle ultime posizioni e dichiarazioni di Rutelli , sempre più in avvicinamento a Casini, quello che ,ora e ancora, deve fare i conti con il problema della pillola abortiva.
Sui temi etici e "morali" non c’è davvero pace in casa del Pd.
Sul banco degli imputati questa volta ci sale la Teodem Dorina Bianchi , capogruppo Pd in Commissione Sanità, che, nella giornata di martedì martedì pomeriggio aveva votato a favore dell' indagine conoscitiva sulla pillola RU486, ed ha accettato il ruolo di co-relatrice affidatole dal presidente Antonio Tomassini, del Pdl.
La sua scelta aveva però scatenato le critiche dei due candidati alla segreteria del partito Pier Luigi Bersani e Ignazio Marino.
Erano evidenti , non solo da parte loro, i timori riguardanti l'uso strumentale della Commissione , da parte della maggioranza, utilizzata per frapporre ostacoli ed impedimenti alle precedenti decisioni dell'Agenzia italiana del farmaco.
Persino il cattolico Fioroni era riuscito a dichiarare  che "L'indagine aveva il solo scopo di  coprire la falsa promessa della destra al mondo cattolico di bloccare la Ru486, promessa che ora non si riesce a mantenere".
Pare che ora la  Teodem Dorina Bianchi , non ci stia a farsi cristianamente crocifiggere dal Partito, e dichiari che il suo voto sia stato condiviso ed approvato dalla Finocchiaro.
Vera o falsa la dichiarazione, a tanti nel Pd non è parso opportuno, non solo il voto in commissione della Bianchi ,ma la primaria scelta di inserire la Senatrice stessa in Commissione.
Chi è causa del suo mal pianga se stesso, si diceva una volta; i dirigenti del Pd avrebbero di che meditare al riguardo.
Così, per colpa degli uni ora e degli altri prima, scopriamo che in un baleno al Senato è stata approvata l’apertura di una indagine conoscitiva sulla pillola Ru486 nonostante la stessa sia stata approvata dall'agenzia del farmaco e nonostante essa sia già in uso, da parecchio tempo, in diversi Paesi europei.
L'indagine è stata autorizzata quindi, non in base a preoccupazioni di carattere sanitario, ma in base a precisi calcoli o convenienze politiche.
Questa pillola non "introduce" in Italia l’aborto, non ha bisogno di inventarlo visto che è praticato da millenni , semplicemente lo rende meno pericoloso per le donne.
E' solo e sempre una "dolorosa" e "drammatica" cura; lo è per tutte, lo è anche per la coscienza di tutti, non solo  dei cattolici  , ma anche dei laici.
Si può capire l'opposizione della chiesa, ma non si può condividerla nè sopportarla perchè lesiva della libertà dell'invidio e della dignità della donna.
Ad ogni cattolico osservante si può riconoscere il diritto di non farvi ricorso,  ma davvero proibirla agli italiani è una vera infamia, una crudeltà che non elimina l'aborto.
Spesso però i calcoli politici sono più forti della ragione e delle libertà individuali, molti politici, e sopratutto il Presidente del Consiglio , proprio in questi giorni, vivono la forte tentazione di ingraziarsi i vescovi  e la gerarchia ecclesiastica, dopo gli ultimi dissapori sul caso Avvenire.
Le elezioni  si stanno avvicinando rapidamente , si coglie già il clima , meglio preparasi per tempo , in fondo una "pillola" può anche attendere; non ci sarà danno per nessuno si pensa, nemmeno per l'aborto che continuerà ad esistere.
Pazienza poi se ne soffriranno le donne in attesa, la laicità dello stato, la libertà individuale o quant'altro, la cosa veramente importante per i nostri Onorevoli è che non ne abbiano a "soffrire" loro,  pagando magari elettoralmente la scelta di affrettate o inopportune decisioni in materia.
Come si vede, si fa di tutto per "l'interesse" e per il "bene" di  tutti i cittadini.