venerdì 4 settembre 2009

Non è finita l'estate dei veleni della politica italiana e già si prepara un autunno che promette burrasche.

Forse davvero con le prime piogge autunnali è finita un'estate torrida e potremo alla fine godere di un clima migliore; si ricreda però chi pensava che i primi freschi venti del nord potessero servire a rendere più sereno e respirabile anche l'infuocato clima politico italiano.
La stagione dei veleni purtroppo non è finita .
Alla burrasca di questi giorni , e con le dimissioni di Boffo, seguirà un periodo di bonaccia, destinata però inevitabilmente, alla prima occasione che permetta di pareggiare i conti, di trasformarsi nuovamente in una burrasca, in un regolamento di conti , in una guerra continua contro tutto e contro tutti ,che sicuramente , come ogni guerra non gioverà a nessuno, men che meno al paese.
A poco valgono gli inviti di Fini alla pacatezza , alla calma, al fermarsi prima che si possa raggiungere il punto di non ritorno; rimangono inascoltati, al pari delle grida manzoniane.
Resta solo da chiedersi , ascoltando il presidente della Camera, che cosa lo obblighi o lo costringa a rimanere in una maggioranza con cui non riesce più a condividere nulla. Non si illuda Fini di poter cambiare il Pdl dall'interno, il potere e la sua arroganza non indietreggiano davanti ad alcun ostacolo, sopravvivono senza cambiare fino alla loro disfatta.
Così giornalisti inviati, come famelici segugi, alla caccia di notizie che possano intimidire gli avversari, scavare nei meandri inconfessati ed inconfessabili dei vizi privati di ognuno al fine di zittirli, imperversano nel paese, nelle procure, nei meandri e nei corridoi dei tribunali, ansiosi  di rivincite, se non per sè almeno per il loro padrone.
Penne, intrise di inchiostro e sangue, aspettano la prima buona occasione per scagliarsi contro veri o presunti nemici, non personali certo , ma di quella che considerano la "loro" causa.
Ora Boffo si è dimesso , con la soddisfazione di alcuni e la tristezza e la preoccupazione di altri.
Avesse rassegnato le sue dimissioni anche Feltri, smentito dalla proprietà del giornale, saremmo riusciti ad avere la tanto agognata tregua ,  oltre che naturalmente aumentare il livello medio dei nostri giornalisti e dei nostri giornali.
Ma la battaglia di Feltri non sembra essere isolata, si intravvede e si sospetta sullo sfondo un burattinaio occulto, una guida nascosta, che tira file e personaggi.
Di tutte le erbe se ne vuole fare un unico fascio, non si capisce , o si finge di non capire , la differenza tra chi anela ,ed ha diritto , ad avere una vita privata e chi per scelte, legittime e personali, ha deciso, al contrario e liberamente di scendere in campo, di diventare personaggio pubblico , portandone con questo tutte le conseguenze, nel bene e nel male.
Forse bisogna essere lontani dalle vicende per poterle inquadrare con assoluta imparzialità.
E' per questo che i giudizi più sereni e "ricchi di prospettive"  sulle vicende italiane e sui suoi sviluppi arrivano dalla stampa estera.
L'Economist , tanto per sottolineare il clima e l'andazzo e come la stagione dei veleni non sia finita, parla di un " ritorno di Superman", volendo con questo far capire come questa sia la nuova strategia d'attacco di Silvio Berlusconi, dopo gli scandali sessuali che lo hanno coinvolto .
The Economist parla dell'offensiva del cavaliere che, «come l'eroe dei fumetti» , tre mesi dopo lo scandalo sessuale che lo ha coinvolto «si sta ora scagliando contro i suoi accusatori, giornalisti , di sinistra o cattolici , ma anche nei confronti della gerarchia della chiesa.
E' però un'Economist amareggiato quello che, pur ricordando come nessun governo Italiano possa contrapporsi impunemente alla Chiesa così apertamente , considera poi come Berlusconi, sia pure in difficoltà e fuori controllo, sia pure platealmente innervosito abbia comunque ancora delle buone carte da giocare» al suo attivo.
Infatti , dopo le profonde critiche della Chiesa e degli ambienti cattolici sui comportamenti del premier «il Vaticano potrebbe temere una rappresaglia da parte del presidente del Consiglio» che si potrebbe concretizzare con «l'abbandono dell'iniziativa legislativa restrittiva sul testamento biologico o il blocco a una inchiesta parlamentare ostile sulla pillola abortiva. C'è anche il rischio che i suoi seguaci laici possano promuovere una legge per il riconoscimento delle coppie di fatto, gay compresi. Ma la carta più forte nelle mani di Berlusconi - secondo The Economist - potrebbe essere quella etica.
Il 1° settembre un Tribunale italiano ha reso noti dettagli sulla sentenza contro Boffo, che sembrano confermare la sostanza delle affermazioni del Giornale. Due giorni dopo, Boffo si è dimesso. L'unica cosa sorprendente è che i vescovi italiani lo avevano considerato adatto a restare in una posizione così di alto profilo e così vulnerabile per cinque interi anni dopo la sua condanna».
C'è n' è per tutti, come si vede, nelle vicende italiane e con più ci si allontana da queste con più il giudizio su di esse è obiettivo.
Forse è questa la nuova tattica di "Superman" se tutti sono colpevoli, se tutti hanno qualche vizio da nascondere, e se in fondo "Dio assiste anche i peccatori" come dice il Papa, allora davvero siamo tutti assolti e possiamo pesarci tutti innocenti. Aspettiamo ora di vedere quale sia la tattica della Chiesa ed il giudizio del paese.