martedì 1 settembre 2009

L'orgoglio delle frecce tricolori ricorda che , almeno loro, non sono mercenari.

Le Frecce tricolori lasceranno una scia bianca rossa e verde sui cieli di Tripoli, lo ha confermato proprio ora l'ambasciatore libico a Roma, mettendo così definitivamente la parola fine al braccio di ferro che ha contrapposto le nostre frecce tricolori al regime Libico.
Niente da dire , è piaciuto ad ogni italiano vedere con quanta determinazione e con quanto coraggio le nostre "frecce" abbiano ostinatamente opposto un netto rifiuto alle richieste (ci auguriamo solo loro) della Libia.
Ma esiste un errore di fondo, un vizio iniziale che ha fatto rischiare l'incidente diplomatico tra i due paesi.
Mai le frecce tricolori avrebbero dovuto presenziare ai festeggiamenti di Gheddafi, mai i nostri "aviatori" avrebbero dovuti essere "prestati" , come un trofeo, poco importa se di pace o di guerra, al Colonnello Gheddafi.
Ho apprezzato l'orgoglio che i nostri aviatori hanno dimostrato, il loro ricordare al mondo l'orgoglio dell'italianità , il rifiuto di vendersi, almeno loro, come prezzolati mercenari.
Ma detto questo io non avrei mai voluto vederli sfilare per i cieli della Libia, e sopratutto mai nel giorno di festa del loro "dittatore", mi dà un certo fastidio vedere i colori nazionali, quelli della bandiera e dell'unità del paese, sventolare per l'onore e la gloria di Gheddafi.
Certo , l'errore non è stato loro, ma è stato un errore di fondo.