lunedì 21 settembre 2009

Brunetta vaneggiante riconferma tutto; Bondi, in delirio, parla di operazione culturale.

Non c'è mai fine alle scemenze , vanno in gruppo , si accoppiano fra di loro sempre alla ricerca di "buone compagnie", basta dargli un inizio e rischiano di non avere più fine quando neanche la decenza o un minimo di intelligenza riescono più a fermarle.
Se "ieri" Brunetta poteva tranquillamente dire che "ci sono élite irresponsabili che stanno preparando un vero e proprio colpo di stato" e magari aggiungere , in un crescendo di idiozie  impressionante ed allucinante, che "la sinistra si fa condizionare da una élite di merda" costituita da "cattive banche, da cattiva finanza, da cattivi giornali e che questi dovrebbero andarsene a "morire ammazzat"; oggi , sempre al ministro, è persino possibile affermare che non stava vaneggiando, che non era colpa di un momentaneo calo di sangue al cervello, e che in fondo aveva un poco esagerato con le "dichiarazioni" lasciandosi prendere da una foga oratoria inaspettata , da quella forma di rancore o di astio che cova spesso, come fuoco sotto la cenere, proprio negli animi di quanti, "nati poveri, non belli, non particolarmente dotati dalla natura", si sono fatti strada a gomitate , in un mondo difficile e spesso ostile.
No , niente di tutto questo, oggi il ministro Brunetta afferma che "su l'élite lui proprio non si pente, non è un ipocrita"; "la frase era però scherzosa" e, in pratica se è stata strumentalizzata è tutta colpa "di giornaloni o giornalini che si attaccano a una battuta". Quest'ultima, se era una battuta, rischia di essere un po' vecchia.
Pensare che il povero Ministro Bondi intervenendo a commentare le dichiarazioni di Brunetta aveva confuso " una battuta" con una "meritoria opera culturale" del collega ministro delle Funzione Pubblica.
Se sono questi i progetti culturali "perseguiti" dal ministro Bondi il futuro del paese rischia di essere sempre più oscuro e preoccupante.
"Salvate Brunetta da Brunetta" dice oggi Gian Antonio Stella  sulle pagine del Corriere.
Salvate il paese dai vaneggiamenti  irresponsabili dei nostro governanti, verrebbe da dire ad un normale cittadino ,con un quoziente intellettuale almeno decente.
A nessuno, e sicuramente non ad un paese che affronta la sua peggiore crisi del dopoguerra , giova questo clima politico di contrapposizione, questo scontro quotidiano, voluto dal premier ed imitato dai suoi ministri, questi strilli continui, contro la stampa, contro i giudici, contro una sinistra che non potrebbe far male ad una mosca e che al massimo riesce ad autoflagellarsi ed autopunirsi.
Si pensa forse , in questa maniera, di distogliere il paese dai suoi problemi reali mostrando in continuazione nemici irreali ed improbabili.
Gli insuccessi del governo , di questo o di quell'altro ministro, secondo i "nostri", non sono mai dovuti ad incapacità personale ma sempre all'ostilità di  "poteri forti" ed indistinti, che operano nell'ombra per sovvertire uno stato governato dal miglior presidente del Consiglio degli ultimi 150 anni; a volte se ne incolpano i giudici , a volte la stampa, a volte tutti assieme.
Neanche li sfiora il pensiero che in fondo sia la stampa che i giudici non fanno altro che il loro mestiere.
Che dire quindi dei nostri "personaggi da copertina" che si guadagnano solo urlando le prime pagine dei giornali ? Potremmo forse essere tentati di dire, a loro giustificazione, che ognuno tira l'acqua al proprio mulino come meglio crede e secondo le proprie personali capacità.
Ma questo non basta a giustificare l’enfasi e l'animosità  con cui i nostri governanti affrontano e ingigantiscono sia i problemi , veri o presunti, sia i loro avversari.
Potremmo dire che così facendo distolgono l'attenzione dai loro insuccessi, forse invece è semplicemente il caso di dire ,  con Gad Lerner, che questo modo di fare è in fondo solo rivelatorio di quel " complesso d’inferiorità che continua ad affliggere questi sedicenti portavoce del popolo", questi tribuni della plebe i quali in fondo non vogliono riconoscere e nemmeno ammettere con se stessi di fare parte della medesima, modestissima élite di questo paese, dopo avere , tra l'altro, spintonato tanto per passare dalla seconda alla prima fila".