lunedì 28 settembre 2009

Berlusconi, l'Italia che non c'è e la speranza in un futuro Presidente.

E' un Silvio Berlusconi "fuori di sè" , quello che conclude la prima festa nazionale della Libertà a Milano, che urla a squarciagola , tronfio, soddisfatto di se, sicuro dell'accoglienza e del tributo, qualunque cosa dicesse, fosse vera o falsa , sciocca o vanesia , idiota o con qualche parvenza o sprazzo di intelligenza e di ragione, tutto avrebbe digerito o perdonato la sua platea ed il suo popolo.
Ognuno ha il leader che si merita diceva un proverbio evidentemente non ci meritavamo altro.
E accade così che il suo discorso, infarcito dalle fondamenta di retorica e di qualunquismo, sentito ed ascoltato oramai da 15 anni a questa parte senza molte novità, viene accolto dai militanti al grido "'Silvio, Silvio" e poi dalla canzone "Meno male che Silvio c'e".
E il Cavaliere per soddisfare i suoi fedelissimi, per stimolare gli apatici neuroni di una platea che si era dimostrata fredda ed insensibile persino di fronte alle sottigliezze ed alla ragione di Fini, si inventa all'istante una opposizione "tutta sua" che vive e prospera solo nei suoi pensieri, che solo lui vede e sente, poco importa se così assomiglia sempre a più a un Don  Chisciotte  che si scaglia contro immaginari mulini a vento.
Peccato che del  Cavaliere spagnolo , il nostro, non possieda nè la grandezza , nè l'idealità, nè i nobili principi, ma solo un uguale ridicola visione del mondo, dei suoi mostri e dei suoi "mulini a vento".
Ed è così che un'opposizione, giustamente preoccupata degli effetti di una crisi che ogni persona di buon senso paventa , diventa "un' opposizione anti-italiana  che tifa  per la crisi" e, senza neanche accorgersi o pensare che l'unica forza politica italiana rappresentata in parlamento che aveva chiesto irresponsabilmente il ritiro dall'Afghanistan era un suo alleato, la Lega, eccolo urlare di essere " orgoglioso dei nostri militari, che sono là coraggiosamente per difendere la pace, mentre l'opposizione brucia in piazza le sagome dei nostri soldati, inneggia a meno sei... Non ci stiamo, è inaccettabile avere un'opposizione di questo tipo nel nostro paese. ......Vergogna, vergogna, vergogna..." ha urlato Berlusconi, nel microfono e tra gli applausi.
Vergogna sì quando ci si inventa persino un'intera opposizione che non c'è, quando quattro "scalmanati" senza idee e senza anima vengono additati come "l'opposizione", quando si dimentica persino di avere, sotto il governo Prodi , tra le altre cose anche votato contro quella missione.
Di questo passo le "scemenze" di qualche leghista potrebbero essere spacciate come  il "pensiero del governo",  visto che il Cavaliere ha voluto ricordare la sua indissolubile unione con la Lega e come , Fini ed i suoi ne sono avvisati,  "nessuno riuscirà a dividerlo dalla Lega".
Ma c'è n'è per tutti nel discorso di Berlusconi, anche per Obama che oltre ad essere onorato, assieme alla consorte, della vecchia  trita battuta sull'abbronzatura  : "voi non ci crederete, ma sono andati a prendere il sole in spiaggia in due, perché è abbronzata anche la moglie", da oggi potrà essere giustamente orgoglioso di essere stato classificato da Berlusconi come  " UNO BRAVO".  Fosse mancato questo apprezzamento chissà come avremmo potuto giudicare il Presidente degli Stati Uniti.
Si spinge oltre però il Cavaliere nei giudizi, e nel dubbio, forse legittimo, che i suoi sostenitori non abbiano ancora ben colto il fenomeno Obama, diventato serio di colpo e afferma : "Vi do una ottima notizia: Obama è uno molto bravo. E questo ci deve fare contenti". Anche perchè  "i rapporti sono facili ed è anche una persona ironica e autoironica".
Fine della battute ? No , a dire il vero qualcuno sottolinea come la migliore sia arrivata dopo quando il Cavaliere ha azzardato   "CON NOI NUOVA MORALITA" .
Logica conseguenza vorrebbe che a questo punto qualcuno abbandonasse l'aula, e invece scrosci ed applausi, a testimonianza che si è oramai perso il senso della misura e della realtà, che quella gente vive in un mondo onirico fatto di immaginazione, di ciò che si vorrebbe, di ciò che si immagina. Qualche maligno inizialmente pensava che in circolazione ci fosse Tarantini con qualche chilogrammo di "roba", ma è subito stato smentito.
Nulla di "stonato" , nè di male in fondo.
Quella platea ha avuto ciò che si cercava , a testimonianza che la vita spesso non è quella che si vive ma quella che si "pensa" di vivere.
In fondo poi ,  tanto per rendere l'idea, il clima, il confronto culturale , basti pensare come poco prima quegli ascoltatori avessero accolto con un  grande ed ideale applauso l'ingresso di Feltri.
I grandi giornalisti Italiani , al pensiero, forse si rivolterebbero nella tomba.
E se Casini e l'intera opposizione affermano che è ora di rivolgersi al presidente della Repubblica perchè non è possibile in alcun modo falsificare e ridicolizzare la realtà di questo paese nè l'intera opposizione  il Cavaliere continua imperterrito per la sua strada, al massimo lui ed il suo governano pensano di mettere il bavaglio a quanti ancora lo criticano apertamente, quel mondo di farabutti che vanno dagli oppositori ai magistrati , da Santoro a Travaglio, da Repubblica all'Unità, dalla Commissione Europea a Rai Tre, chi più ne ha più ne metta.
Pensavo proprio in questi giorni, ascoltando il discorso di Obama all'Onu , come questi potesse essere il mio "presidente" ideale, mentre invece devo accontentarmi di Berlusconi e dei suoi piatti ed inverosimili discorsi.
Mi è stato di sollievo e di speranza  un pensiero Manzoniano che ripetevo scherzosamente  proprio alcuni giorni fa ad un giovane amico , e cioè che "Dio non turba mai la felicità dei suoi figli se non darne loro una più grande e duratura".
Ebbene, se gli americani hanno dovuto sopportare Bush per avere un Presidente al pari di Obama, chissa  quale "mirabile" Presidente  riusciremo ad avere noi  Italiani tra qualche anno, dopo essere stati costretti  a sopportare così a lungo il Cavaliere ed i suoi proclami.