mercoledì 2 settembre 2009

Berlusconi da Danzica dichiara guerra all'Europa.

Berlusconi, a Danzica per la celebrazione del 70 anniversario dell'inizio della seconda guerra mondiale, risponde con una durissima dichiarazione alla richiesta di chiarimenti sui D respingimenti agli immigrati da parte dell'Unione Europea.
"Parli solo il presidente della Commissione, non i portavoce. Altrimenti non daremo più il nostro voto, bloccando di fatto il funzionamento della Ue, e chiederemo il dimissionamento dei commissari" sbotta , come consuetudine minacciando, il nostro Premier.
In pratica, le affermazioni ed il tono , assomigliano più ad una dichiarazione di guerra che ad un pacato avvertimento.
L'Europa minimizza, anche perchè le minacce del Cavaliere non la impensieriscono più di tanto, il personaggio è famoso, in patria ed all'estero.
Quelli più preoccupati dovrebbero essere gli Italiani , che hanno occasione, ancora una volta, di valutare quanto le critiche ed il dissenso infastidiscano ed innervosiscano ,oltre ogni limite , il nostro Primo Ministro.
Dalla nostra postazione ravvicinata possiamo vedere come l'elenco dei nemici di Berlusconi si allunghi a dismisura , giorno dopo giorno ; si spazia dalla sinistra ai magistrati, dai giornalisti delle principali testate italiane e straniere al Tg3 , ora anche all'Europa ed alla sua intera Commissione.  
In pratica nella lista dei nemici compaiono, prima o dopo, tutti quelli che hanno avuto la sventura di criticarlo, di non approvare il suo operato o semplicemente di porgli, direttamente od indirettamente , domande giudicate imbarazzanti od allusive.
Dando per assolutamente scontato che , vivendo in democrazia , dobbiamo  tutti , volenti o nolenti,  accettare un premier che è stato scelto e votato dalla maggioranza degli italiani, è utile però assieme ,  sostenitori e non, porsi ora alcune domande.
A me personalmente, ad esempio, non pare proprio così logico e scontato avere un Primo Ministro così intollerante alle opposizioni ed alle critiche, che non risponde alle domande dei giornali ma anzi li querela, che non risponde all'Europa ma anzi la minaccia, che non risponde alla legge ed al paese, protetto com'è dal lodo Alfano, che controlla , infischiandosene così palesemente ed arrogantemente del problema del conflitto di interessi , tante televisioni private e pubbliche e così tanti giornali.
Penso alle grandi democrazie e noto qualche differenza , non solo di stile, ma anche di sostanza.
Forse la nostra è ancora una democrazia dove la stampa può sentirsi libera di criticare e dove ognuno può personalmente dire la sua, approvando o criticando, ma certo è che gli spazi per poterlo fare si vanno assottigliando ogni giorno di più ed i sintomi ed i segnali che possano anche far temere e presagire il peggio ci sono tutti, e sono talmente evidenti che solo i ciechi, gli stolti, gli interessati ed i menefreghisti, potrebbero alla fine non notarli.