mercoledì 5 agosto 2009

La Rai interrompe le trattative con Sky e sceglie Mediaset gettando così dalla finestra 400 milioni di euro dei contribuenti. Interesse pubblico o privato ?

Scende in campo ora anche Zavoli , ex Presidente Rai attualmente alla guida della Commissione di vigilanza, per consigliare ,all'attuale presidente Garimberti ed al direttore Masi, di trovare al più presto un accordo tra loro prima che sia troppo tardi  e chiedendo, se non sia il caso, di riaprire la trattativa con Sky dopo che questa, a dire il vero  non troppo inaspettatamente, era stata repentinamente interrotta.
La questione tra l'altro rischia di diventare estremamente ingarbugliata e delicata , sopratutto politicamente, dopo l'intervento del Capo dello Stato che chiede, senza mezzi termini e neanche tanto velatamente, se non sia il caso di ricominciare da capo la trattativa.
In questi giorni il direttore della Rai, Mauro Masi, colpevole del mancato accordo con Sky, si trova sotto il tiro dell'opposizione che lo accusa di di aver favorito Mediaset nella trattativa sulla piattaforma di Murdoch.
Le accuse tra l'altro non sembrano tanto pretestuose ed infondate visto che l'azienda televisiva di stato, rinunciando ad apparire su Sky, perderebbe 400 milioni di euro in sette anni, soldi che alla fine pagheranno tutti i contribuenti.
Zavoli conclude  il suo intervento odierno, dichiarando che "Riportare i canali Rai e RaiSat sulla piattaforma Sky corrisponde, oltre che alla richiesta di un'utenza sempre più vasta, anche a criteri di utilità imprenditoriale e industriale, considerando che i canali di Rai Sat, cancellati dalla programmazione di Sky, non sono più ricevibili altrove.
La Rai ,  potendosi mettere nella condizione di ricevere questo invito, darebbe una prova inequivocabile di voler essere, com'è sua prerogativa e dovere, un autentico, reale servizio pubblico, cioè rispondente alla legge costitutiva e agli indirizzi della Commissione parlamentare".
Ma se gli interessi della Rai e del servizio pubblico , oltrechè indiscussi e sacrosanti principi di utilità imprenditoriale e industriale porterebbero inequivocabilmente ad un accordo con Sky, interessi sottaciuti e forse  inconfessati  spingono in tutt' altra direzione.
Sullo sfondo di tutto , su tutta la trattativa pesa ancora quella stranezza tutta italiana per cui il Presidente del Consiglio , essendo il proprietario di Mediaset e controllando di fatto la Rai, concentra nelle sue mani quasi tutta l'informazione del paese. Ritorna così di estrema attualità l'irrisolto problema del conflitto di interessi; era uscito dalla porta, per rientrare ora prepotentemente dalla finestra.
Resta da chiedersi se ancora una volta gli interessi pubblici riusciranno ad essere piegati e sottomessi agli interessi privati.
A pensare sempre male, dice un proverbio, si commette peccato, il vero problema è che molto spesso si indovina, e qui è facile, non solo pensare male, ma anche indovinare.