giovedì 13 agosto 2009

La Padania" può pure parlare veneto , ma il dialetto non sarà mai la lingua dei giovani come vuole la Lega.

Edizione storica oggi per la Padania, esce "bilingue" , veneto con traduzione in italiano.
In apertura di prima pagina vi si trova una foto della basilica di San Marco , usata come nuova torre di Babele, davanti a cui sventola una bandiera con lo stemma della città e la scritta: "Lengue e dialeti xe el futuro dei zoveni".
Tradotto in lingua italiana corrisponde a "Lingue e dialetti sono il futuro dei giovani".
L'affermazione mi lascia piuttosto scettico e dubbioso, convinto sempre più che il dialetto, al contrario, sia la lingua dei vecchi.
Basta percorrere la valle Camonica, terra cara a me come a Bossi , per accorgersene.
Il  dialetto è ancora oggi lingua diffusa, ma dai cinquant'anni in sù.  
Per quanto riguarda i giovani si nota come , con sempre maggior frequenza   parlino solo ed esclusivamente italiano, abbandonando la lingua madre esclusivamente per  l'inglese.
E' normale sia così , in fondo si tratta di generazioni cresciute ragionando e pensando in Italiano, cantando e socializzando in inglese.
E'  la stessa facilità dei giovani alla socializzazione che li porta, non solo  ad aprirsi  alla cultura ed alla lingua nazionale , ma al mondo intero.
Sarebbe un vero disastro il voler rinchiudere i nostri giovani, non solo fisicamente negli angusti confini delle nostre valli, ma anche nei ridotti spazi linguistici di culture sempre più anguste, dimenticate o morte, prive di slancio e di universalità.
Le lingue "morte" non rinascono mai per  imposizione o per legge, nè tanto meno rinasceranno per volontà di Bossi.
Ecco perchè, non solo trovo destinata all'insuccesso questa nuova iniziativa della Lega, ma la trovo proprio anche controproducente, per le stesse comunità a cui è rivolta.
Mi piace il mio dialetto, lo uso quasi quotidianamente, ma adoro la lingua italiana , così dolce , fresca e soave, al confronto con i duri suoni gutturali , intercalati dall'onnipresente " pota", che escono da attempate e stantie bocche "camune" ,
Ecco perchè mi sembrerebbe più opportuno spendere meglio i nostri soldi e le nostre energie, fare "battaglie" culturali o civili migliori , guardare avanti e non indietro, educare i nostri giovani alla conoscenza della lingua italiana evitando che, nell'era della tecnologia, si possano creare situazioni di analfabetismo di ritorno.
Se poi ancora rimangono risorse ed energie utilizziamole per  diffondere, anche tra i non giovanissimi, la conoscenza della lingua inglese.
Non pensiamo che il piccolo mondo delle nostre valli possa essere l'universo intero, non crediamo che la nostra angusta e limitata cultura sia destinata a diventare universale, non creiamoci da soli stupidi confini, ma allarghiamo il nostro orizzonte e la nostra mente.
Non creiamoci da soli,  per una innata e inconscia paura al confronto, ristretti territori, piccoli spazi destinati a essere , non nostre dimore, luoghi e nidi familiari da cui partire per spiccare il volo, ma solo cupe e  tristi prigioni in cui ci rinchiuderemmo da soli.
Gabbie inimmaginabili ed impossibili,  in cui solo pochi riuscirebbero ancora a sognare ed immaginare quanto si nasconda ai loro occhi e alla loro menti oltre quei monti o quelle alte cime, ma luoghi sempre più impossibili da raggiungere essendoci, preclusi da soli , per nostra scelta , ogni "mezzo" o possibilità per poterlo fare.