lunedì 17 agosto 2009

I diversivi di Bossi.

Sarà l'aria fresca di Ponte di Legno che tonifica corpo e mente, sarà il periodo di riposo agostano, fatto sta che Bossi ne inventa una al giorno per movimentare, non solo il clima politico, ma anche i pensieri di alleati e degli oppositori.
Prima è stata la volta delle gabbie salariali , poi è venuto il momento dell'insegnamento del dialetto nelle scuole, ora si riparla di inno nazionale e poi ancora di Roma che è ridiventata ladrona.
Per quanto riguarda l'inno nazionale Bossi taglia corto, "gli altri" cantino pure quello che vogliono, quello di Mameli può anche andare bene per il paese, ma "l'inno della Padania" oramai è deciso, è il "Va pensiero", tutto il resto sono chiacchere.
Ma il nuovo movimentismo della Lega non è solo dettato da propagando estiva, in vista anche delle prossime elezioni regionali. Bossi ha fiutato l'aria ed il clima nel governo e La lega sta dettando in fondo il suo programma ed i suoi progetti.
Ma la coalizione di centro destra ed il premier che fanno ?
Quale è il programma concordato del Pdl ? dove sta andando davvero questo governo Berlusconi ? quali sono i suoi progetti politici da realizzare ?
Fino a l'altro giorno sembrava il federalismo , per primo fiscale.
Ora qualche cosa e qualche dubbio sono intervenuti ad inquietare Bossi, che così torna nuovamente ad alzare il tiro ed i toni , imbracciando, si vedrà tra non molto, forse anche i suoi famosi fucili.
La questione meridionale, che prima era "un problema", è diventata, dopo le minacce di fondare un partito del Sud, la nuova priorità di questo governo.
Qualcuno addirittura ha ricominciato a parlare di Cassa del Mezzogiorno e di "grande questione irrisolta.
Ora non è pensabile per nessuno predicare e pensare il federalismo fiscale e la responsabilità delle scelte politiche regionali, se poi l'irresponsabiltà alla fine viene comunque sostenuta e premiata.
Le scelte non possono avvenire a giorni alterni, i programmi non possono vivere di esternazioni ed alla giornata.
Una scelta certa va fatta , ma una volta deciso, bisogna perseverare fino alla fine , con coerenza anche se si trova chi strattona la giacchetta da una parte e dall'altra.
A Bossi si può chiedere obiettivamente tutto, ma non di farsi carico dei problemi del Sud, queste scelte di sintesi sono di competenza del Premier.
Ma anche al premier si deve chiedere coerenza, una volta scelto la strada del federalismo , vi può essere la solidarietà nazionale , ma deve cessare lo spreco regionale delle risorse nazionali.
Se alla fine si mescola solo federalismo ed assistenzialismo, a seconda dele convenienze e delle opportunità, tirando una volta la coperta verso nord ed una volta verso sud , si finirebbe per avere un solo grande pasticcio "nazionale".
Se deve al contrario essere federalismo fiscale , come sembrava deciso, si deve essere chiari con tutti e parlare di tagli degli sprechi, di responsabilità, di scelte locali virtuose.
Altre soluzioni non esistono e non aiutano, anzi quelle pasticciate ed incerte sicuramente danneggiano , per prima cosa l'unità del paese.