martedì 4 agosto 2009

Cassa per il mezzogiorno, era il simbolo dello spreco di denaro publico e del clientelismo , ora pensano di ricostituirla


La notizia è di quelle che fanno sobbalzare, c'è ancora davvero qualcuno che pensa di ricostituire una nuova Cassa per il Mezzogiorno.
La Cassa nacque nel 1950 e cessò definitivamente ogni sua attività nel 1992. In totale ha elargito alle regioni meridionali un totale di 279.763 miliardi di lire, pari a circa 140 miliardi di euro.
La spesa media annuale è stata di 3,2 miliardi di euro. Una cifra notevole per quei tempi.
Nonostante alcune opere significative la sua politicizzazione ha comportato via via un forte degrado della spesa, una sua bassa qualità e una diffusa illegalità.
E' bastata la minaccia di costituire una nuova Lega del Sud da parte di Miccichè e del governatore della Sicilia Lombardo, per rendere di nuovo attuale la costituzione di una nuova Cassa.
Lo sua "modernità" le è sempre derivata dal fatto che con essa si è sempre potuto elargire finanziamenti a pioggia ed a fondo perduto, senza renderne conto a nessuno, in fondo tutto poteva servire per lo sviluppo del sud, anche le "cattedrali nel deserto".
Ora , Il presidente del Consiglio Berlusconi ne discuterà probabilmente oggi pomeriggio ad Arcore con Tremonti, al fine di poter realizzare il piano di sviluppo per il Sud promesso ai "secessionisti" del Pdl, che ora cantano giustamente vittoria. I loro ricatti in fondo sono serviti eccome.
E' certo significativo che i tempi cambiano, al pari delle idee e dei programmi, e questo non sempre è un male, ma è sicuramente curioso notare come , proprio quello che era nato come il "governo del nord", alla fine si troverà costretto dagli eventi a diventare un "governo per il sud".
E pensare che alla fine quando venne disciolta nel 92 dal governo Amato, tutti convenivano come quella Cassa del mezzogiorno , non fosse servita ad altro che ad arricchire alcune cosche mafiose e molti politici di ogni estrazione, e che in fondo fosse un esempio tipico e negativo dell'assistenzialismo , dell'inefficienza e dello sperpero del denaro pubblico. Quella Cassa non era per nulla riuscito a cambiare il sud, almeno quello onesto.
Ora gli "eventi" , ed il rischio per Berlusconi di perdere il governo ed il potere , la rendono attuale e di moda, senza che nessuno si alzi a criticarla, nemmeno quanti, anni addietro, scioccamente ed ad ogni piè sospinto si alzavano persino dai banchi dei deputati per gridare "roma ladrona", a significare che non ci sarebbe più stato nè assistenzialismo nè clientelismo.
Forse ora arriveranno a chiedere di cambiarle nome, magari diventerà cassa per lo sviluppo o per l'Italia , ma non cambierà molto nella sostanza, visto i personaggi, visto i modi, e visto il contesto.