venerdì 24 luglio 2009

Vicenza e il no ai presidi del Sud , ennesima provocazione o un modo di dare voce ad una giusta protesta ?

A Vicenza si insiste , e così viene mantenuta ferma una mozione del Consiglio Provinciale per cui i posti disponibili come Presidi nelle scuole vengano riservati solo ai veneti.
La mozione approvata di sicuro farà discutere ancora per un po' di tempo anche perchè è stata approvata con il consenso di 26 consiglieri su 27, opposizione e Pd compreso.
Ma questa volta non si tratta del solito becero razzismo leghista, neanche dell'ennesima provocazione del Carroccio che nessuno, per non alienarsi il  consenso popolare, si è sentito in dovere di contrastare.
Neanche si parla di diversa professionalità, a secondo delle regioni di provenienza.
Anzi tutti si ostinano a dire , compreso il governatore Galan, che nella regione sono già impiegati presidi "meridionali" di compravate capacità.
Questa volta non è sul merito, sulla bravura, sulla preparazione o la capacità che si sta discutendo.
A Vicenza dicono " che è una questione di rispetto della normativa. E se la normativa è uguale per tutta Italia, tutti la devono rispettare. Altrimenti ogni Regione decida per sè, e noi saremo ancora più contenti".
Ma cerchiamo di capirci un po' di più, di fare almeno chiarezza, poi ognuno i farà le sue idee.
Per farlo si deve tornare al 2004 quando, dopo oltre un decennio, venne bandito un concorso per dirigente scolastico, gestito dalle varie regioni.
Il bando aveva assegnato ad ogni regione un certo numero di posti disponibili, con una percentuale di abilitati che poteva superare  il numero dei posti messi a concorso al massimo del 10 per cento.
Alcune regioni , in genere al nord, furono virtuose e si attennero alle disposizioni, in  altre come in Campania o in Sicilia, gli idonei furono parecchi di più di quello che prevedeva il bando.
Ora , quando venne concessa la cosiddetta mobilità interregionale, in 6 regioni settentrionali (Lombardia, Piemonte, Liguria, Friuli Venezia Giulia, Veneto ed Emilia Romagna) su 118 poltrone disponibili vennero nominati ben 108 neodirigenti provenienti dal Sud.
Altrettanto dovrebbe accadere ora, dove, per una copertura di 647 posti autorizzati qualche giorno fa dal ministero dell'Economia per il 2009/2010 si è scoperto che esistono ancora 660 candidati da collocare nelle vecchie graduatorie, tutti concentrati  in Lazio, Marche, Campania, Puglia, Sicilia e Sardegna, mentre nelle restanti regioni le liste sono esaurite da tempo.
Come si vede oltre che cornuti anche mazziati.
Proprio le Regioni più virtuose sono quelle che dovrebbero essere più penalizzate.
Inutili questa volta nè le lamentele nè le invocazioni al ministro, superflue le dichiarazioni dell'Assessore all'Istruzione della Campania, Corrado Gabriele, che commentando la vicenda dichiarava "Siamo alla dichiarazione di secessione se addirittura organi di rappresentanza democratica come il consiglio provinciale di Vicenza votano unanimi di chiudere le porte in faccia ai presidi del Sud, incaricati ufficialmente di fare il proprio lavoro nelle scuole della provincia vicentina. Il Paese è davvero sull'orlo di una pericolosa deriva antidemocratica".
Non è così, il paese è questa volta chiamato , tutto assieme, a rispettare identiche regole, è solo questione davvero di democrazia e di  non permettere che, ancora una volta, l'Italia sia davvero divisa in due , non tra nord e sud, ma tra chi è furbo e chi è mazziato.