mercoledì 1 luglio 2009

Niente scuse per la strage di Viareggio. Individuiamo tutte le colpe, non nascondiamo nessuna.

Come sempre accade in Italia appena avviene un disastro, ha subito inizio con il balletto delle accuse anche quello dello scaricabarile.
Lo si è visto ultimamente con il terremoto.
Ad un grande disastro naturale si è risposto con l'urgenza dei soccorsi, ma si è scoperto che anni di disattenzione e di superficialità nel costruire costano poi moltissimo in vite umane ed in risorse.
Anche la strage di Viareggio inevitabilmente seguirà un medesimo scontato copione.
Come sempre sarà difficilissimo trovare i colpevoli materiali di quanto accaduto. Al contrario, per una sorta di dovuto rispetto alle vittime ed ai loro famigliari , si dovrebbe cercare con ogni mezzo di andare fino in fondo.
Tutti danno per scontato che le colpe e le responsabilità vadano accertate e  che , se qualcuno ha sbagliato, anche involontariamente, questi deve pagare.
Ma già ci si sente dire che che "le ferrovie italiane so­no fra le più sicure d’Euro­pa" e, proprio per sostenerne la tesi si mostrano le statistiche ufficiali.
Si dice, e gli sprovveduti scoprono, che il "tra­sporto delle merci su rota­ia è decisamente più sicu­ro di quello su gomma" e che poi , le morti che avvengono sulle strade non sono nemmeno paragonabili a quelle avvenute sulle rotaie.
Tutte cose vere naturalmente ma non sufficenti ad inquadrare una situazione ed un problema che non si può far finta di ignorare.
In Italia gli incidenti sono sicuramente pochi rispetto al resto d'Europa, ma come non vedere che il nostro trasporto merci su rotaia è striminzito, asfittico, ridotto all'osso, rispetto a quello di altri paesi che in questo settore hanno investito tecnologie e risorse. All'incirca il 90 per cento del nostro trasporto di merci avviene ancora su strada , con tutti i danni che ne conseguono.
Se solo si guardasse un po' più a fondo si scoprirebbe che tutto il nostro materiale ferroviario è vecchio, spesso vecchissimo, e per trovarne di simile a volte è necessario far riferimento all'India.
Come non accorgersi che la nostra "linea ferroviaria", tolto alcune tratte, è altrettanto vecchia e decisamente insufficente a sopprtare un traffico che tendenzialmente aumenta, e che liberalizzato permette ai privati di arrichirsi e di guadagnare, mentre il trasporto pubblico arranca e mantiene solo costanti le perdite.
Si ha a volte il dubbio che nessun amministratore pubblico abbia mai visto viaggiare , dato l'orario, quei treni pendolari che assomigliano sempre più a lager in cui vengono stipate le "vittime" incolpevoli dell'inefficenza pubblica ed amministrativa del nostro paese.
Ecco allora che qualche riflessione va fatta ad alta voce.
Senza ombra di dubbi va detto allora che è ora di investire risorse nel settore del trasporto pubblico e locale, ma è giunto il momento di riconoscere chiaramente che le società pubbliche vanno gestite con criteri manageriali e non clientelari; è ora di dire che amministratori e consigli di amministrazione incompetenti ed inefficienti, mentre servono a parcheggiare politici "trombati" , portano  inevitabilmente al disastro tante società pubbliche che servono al paese ed ai cittadini.
Certo ora si debbono trovare  i colpevoli di quanto accaduto, lo meritano le vittime , ma proprio l'amore della giustizia e quello della verità ci obbligano ad alzare un po' gli occhi per inquadrare e scoprire anche le colpe di una classe politica incompetente, che da ben dieci anni non prepara un piano nazionale dei trasporti.
Le colpe appartengono certamente al passato, ma i disastri e le tragedie peggiori sono sicuramente quelle che non servono nemmeno ad evitarne altre. Questo sarebbe ancora più tragico e naturalmente ancora più colpevole.

Nessun commento: