venerdì 3 luglio 2009

Maroni critica il Vaticano , tanto le elezioni sono lontane ed il clero ha già cristianamente apprezzato i soldi dati alla scuola cattolica.

Il governo ha approvato , nella giornata di ieri, il tanto discusso ddl sulla sicurezza.
Inutile dire che sono rimaste inalterate tutte le precedenti posizioni dei due diversi schieramenti politici.
Il Pd e l'opposizione criticano e parlano di un provvedimento inutile, disumano e dannoso. La maggioranza al contrario esulta soddisfata.
Sullo sfondo, sempre defilato, pronto alle critiche ma attento a precisare e successivamente a puntualizzare o smentire il Vaticano.
Questa volta le critiche sono affidate a monsignor Marchetto che giudica disumana e cristianamente discutibile la legge.
Piccata e scortese la risposta di Maroni "dal Vaticano la solita liturgia".
Nessuno però si preoccupi di un presunto scontro tra potere spirituale e potere temporale.
In fin dei conti è il solito balletto, una sorta di tango rituale.
Le agenzie non avevano fatto in tempo a battere la risposta del ministro che subito, il portavoce  della Santa Sede, affermava che "Non consta che ci siano state critiche che si debbano qualificare come critiche del Vaticano, ma solo opinioni personali, espresse dall'arcivescovo Agostino Marchetto, numero due del Consiglio per la pastorale dei migranti.
Lo scontro come si vede tra stato e chiesa è rimandato a data da destinarsi, in fondo, per mantenere dei buoni rapporti tra i due poteri , si può sacrificare anche un pò di carità cristiana.
Maroni può sentirsi così libero di esprimere taglienti giudizi sulla chiesa, visto che le elezioni sono lontane, anzi si sono appena concluse.
Il Vaticano al contrario può ritenersi soddisfatto dei molti soldi che ha ricevuto per la scuola privata, in fondo non si è trattato di " carità" , questi sono stati soldoni, sonanti e consistenti, a testimonianza che di  solo "amore" o di "carità"  non si vive, non si va da nessuna parte.