venerdì 17 luglio 2009

Brunetta prosegue, da buon generale, la sua guerra contro i fannulloni; ma la statura da sola non basta a rendere tutti come Napoleone.

E' un Brunetta gongolante quello che comunica i dati; "Quattordici milioni di giornate lavorate in più, allo stesso prezzo , e le assenze sono scese del 38%, con un recupero di giorni lavorati pari appunto a 14 milioni".
Come si vede i dati sono buoni e penalizzando ancora di più l'assenza per malattia dei dipendenti pubblici i dati potrebbero ancora migliorare.
Ma anche Brunetta sa perfettamente che dei dati positivi sulla diminuzione delle assenze, non necessariamente si traducono in un aumento di produttività della pubblica amministrazione.
Comunque sia qualsiasi dato positivo è da tutti bene accetto, anche se sostanzialmente qualche dubbio rimane.
 Il primo e più evidente è che viene registrato lo stesso trend positivo anche nel settore privato, dove tra il primo quadrimestre del 2009 e lo stesso periodo dell'anno scorso, si registra su un campione di imprese, una flessione delle assenze per malattia di circa il 18%.
Qui francamente risulta difficile seguire l'entusiasmo del ministro o condividere le sue conclusioni.
Con tutta la buona volontà di questo mondo non si riesce proprio a pensare, come lui, che il settore pubblico stia oramai diventando d'esempio anche al settore privato.
Qui si è più propensi a credere che molto dipenda dalla crisi in atto e dalle sue conseguenze, anche psicologiche, come la paura di perdere il posto di lavoro o la necessità di lavorare di più proprio perchè il partner ha già perso il proprio posto di lavoro.
C'è da dire che questa impari lotta di Brunetta, combattuta sia sul campo che a forza di proclami pubblici, merita di essere seguita, se non altro per poter giudicare alla  fine se non sia stata una fatica di Sisifo o la solita battaglia di un moderno Don Chisciotte contro i mulini a vento.
Il desiderio di tutti, al di la dei riusltati sulle assenze, rimane sempre quello, e cioè avere una pubblica amministrazione efficente,  non solo "presenzialista".
Questo non si raggiunge solo con i proclami o con le guerre di immagine, servono progetti, risorse e mezzi, produttività , preparazione, tenacia, unite ad un controllo periodico del grado di soddisfazione degli utenti.
Ma serve sopratutto dire, allargando la battaglia e lo scontro in atto , che gli uffici pubblici vengono creati per soddisfare le necessità dei cittadini e non per venire incontro alle esigenze elettorali e clientelari di questo o quel partito, di questo o quel ministro.
Così  facendo i pubblici dipendenti perdono di vista gli obiettivi e faticano poi a capire i motivi per cui sono stati assunti.
E qui francamente mi pare che , non solo la "battaglia non sia ancora cominciata, ma che neanche si trovino grandi generali pronti a combatterla.
A volta la statura rende simili a Napoleone, ma la statura da sola non basta a far di un uomo un generale, e neanche un grande condottiero, e così si finisce per combattere le battaglie più facili o meno difficoltose, quelle che non fanno certo vincere le guerre.