Neda l'iraniana , simbolo del suo popolo che sfida un regime teocratico che si crede infallibile ed eterno.
La voce di Neda, l'iraniana uccisa sabato pomeriggio a Teheran e divenuta il simbolo stesso della rivolta , diventa sempre più flebile man mano che il tempo passa. Alla rabbia degli iraniani si sostituisce gradatamente la paura, mentre il ricordo lascia posto alla triste e cruda realtà. E le parole del leader supremo Ali Khamenei, non lasciano dubbi, sono state chiare a tutto il paese, "se non termineranno i disordini e non avranno termine la manfestazioni, il sangue scorrerà per le strade". Mentre migliaia di manifestanti percorrono a piedi i viali di Teheran , con sempre maggiore frequenza e rimandate a tutto il mondo dai blog e da internet si possono vedere, sfrecciare nervosamente nella calca generale, le moto dei miliziani del regime che come falchi piombano sulle inerme prede, sulle donne e sui bambini, roteando i loro bastoni , rompendo gambe, braccia e mascelle, provocando feriti e morti. Le immagini diffuse parlano di un paese diviso, prossimo o vicinisssimo ad una guerra civile. I sostenitori del regime ingrossano l'esercito, le fila del clero più reazionario e la milizia volontaria dei pasdaran ; il resto della popolazione sembra ingrossare quelle manifestazioni e percorrere protestando quelle strade.
Teheran è una capitale sempre più spettrale e chiusa, impenetrabile ai giornalisti, ai fotoreporter ed agli occhi del mondo; la repressione è durissima, mentre c'è chi parla di centinaia di arresti. Molti buoni consiglieri chiedono che l'America ed Obama rimangano neutrali. Il rischio di un pubblico sostegno ai mainfestanti da parte di quell'america che qui tanti considerano ancora il "Grande Satana", servirebbe solo a far etichettare come traditori gli oppositori del regime, servirebbe solo a far naufragare e fallire ogni loro velleità. L'Onu parla di gravi violazioni dei diritti umani, ma questa non è una novità per il regime iraniano. Inutile poi per gli oppositori sperare nel sostegno di un mondo arabo che non conosce le minime regole democratiche e che rispetta solo ed esclusivamente il potere, e ciò che questo rappresenta. Allora si dirà che Nida è morta per niente e che tutta quella gente che protesta nelle strade e nelle piazze , contro un regime oppressivo e disumano, lo fa per nulla, senza prospettive , senza possibilità di sostegno alcuno , senza speranza. Forse. Forse finirà così, forse vincerà la repressione o il regime , certo è che le volontà di quei manifestanti sono evidenti e chiedono cambiamenti radicali nel paese, sfidando la teocrazia al potere. La loro voce deve sentirsi, proprio per questo, chiara e forte nei blog, nei media occidentali , in quella parte di mondo che sostiene la libertà e la democrazia o tutto ciò che può ad essa avvicinarsi e contro l'oscurantismo di quel regime. L'Europa in questo può molto, può essere parte attiva, voce autorevole, attore primario, nella condanna degli uni e nel sostegno degli altri.
Perchè sempre e per tutto esiste una speranza, nulla è eterno a questo mondo , non lo sono i governi , non i regimi ed i loro sostenitori, nessuna lotta o battaglia è mai persa in partenza, anche quelle che potevano sembrare impossibili. E se Ali Khamenei è convinto di parlare in nome e per volontà del popolo, della fede o di Allah, non resta che ricordare come nella storia dell'uomo sia accaduto, più e più volte, di accorgersi come neanche la volontà di "Dio" sia mai riuscita a sfidare ed attraversare, immutabile ed eterna, i secoli ed i millenni; sicuramente non ci riuscirà nemmeno l'attuale regime iraniano.


















2 commenti:
In Iran come in molti altri paesi non c'è il rispetto per i diritti umani, bisogna fare qualcosa
Iran libero
addio Neda
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