mercoledì 10 giugno 2009

Leggi "veloci" quando interessano il Cavaliere; oggi verrà posta la fiducia sulle intercettazioni.

E'  velocissimo il nostro Parlamento come si vede quando si tratta di approvare leggi che interessano, in forma diretta o indiretta, il nostro Premier.
Il nostro Governo ha infatti deciso che oggi verrà posta la fiducia alla Camera sul disegno legge delle "intercettazioni".
Come si sa il nostro premier non teme la crisi economica, per questa basta l'ottimismo e poi, in fondo, lui lo ha dichiarato anche a Porta a Porta che in Italia  "non c'è nessuno che perdendo il lavoro non venga aiutato dallo Stato. C'è la cassa integrazione per i precari, così come per i lavoratori a progetto".
Per Berlusconi il vero problema, la vera urgenza del Paese, sono le intercettazioni telefoniche.
E' riuscito a convincere gli italiani che queste incidono negativamente sulla "qualità della vita" di milioni di cittadini e sono un grave impedimento alla libertà individuale di ognuno.
Peccato sia un problema che per ora ha interessato "personalmente" solo lui e pochi altri , se tralasciamo gli indagati per mafia, per terrorismo o per stupro.
Da "domani" così  si dice , tutti avranno un diritto in più , quello di parlare liberamente al telefono, e per un popolo , che possiede un così alto numero di apparecchi telefonici , pare diventerà una vera "conquista epocale", un po' come la scoperta della ruota.
Inutile spiegare al Cavaliere che per la stragrande maggioranza degli italiani non cambierà nulla rispetto al passato.
Inutile dirgli che della sua legge, a milioni di cittadini, non ne importa proprio un bel fico secco, e che anzi  hanno l'impressione netta che questa diventerà dannosa per la giustizia non chè un serio ostacolo nella lotta contro il crimine.
Lui , il Cavaliere, prosegue per la sua strada , tra l'altro già intenzionato a cambiare anche la "giustizia" .
Chissà che in un futuro prossimo non riesca a cambiare anche la "criminalità", stabilendo delle regole più restrittive anche per questa.
Da "domani" quindi non solo saranno ostacolate con la nuova legge le intercettazioni telefoniche, ma anche quando saranno permesse ed effettuate , il loro contenuto non potrà essere reso noto nè pubblicato dalla stampa, anche se non più coperto da segreto istruttorio,  "fino alla conclusioni delle indagini preliminari, ovvero fino al termine dell'udienza preliminare".
Come si vede, un'altro bel lacciolo al diritto di informazione, al diritto di cronaca ed alla libertà di stampa, che passa ora , non solo tra le maglie di una concentrazione monopolistica dell'informazione che non ha eguali nel mondo occidentale, ma anche sotto le forche caudine dei rigori di una legge che, tra l'altro,  prevede pene, anche pecuniarie, estremamente severe ed elevate.
Ancora una volta , come si vede, quello che interessa al Cavaliere sono la "giustizia" e la "l'informazione", per le quali il nostro Parlamento è pronto a sfornare nuove leggi a raffica, non per renderle più efficenti e severe o più libere ed indipendenti , ma solo per piegarle ancora una volta a interessi, non del paese o della democrazia, ma di un concetto del tutto personalistico dello stato e del potere.

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