giovedì 25 giugno 2009

Iran è guerra civile; migliaia di studenti dispersi, morti e feriti per le strade di Teheran.

Lo scontro in Iran sembra avvitarsi su se stesso e assumere una dimensione nuova man mano che passano i giorni.
La protesta, nata a seguito degli evidenti, e oramai accertati brogli elettorali, sembrava mettere in discussione la sola vittoria di Ahmadinejad senza osare mettere in dubbio l'autorità politica e religiosa di Khamenei.
Ora invece , nonostante la "guida suprema" si sia schierata apertamente con il Presidente uscente e abbia minacciato i manifestanti, le proteste non hanno avuto termine.
E' la prima volta che questo accade in Iran ,ed il fatto non può passare inosservato.
Quanto accade nel paese non è più una lotta tra opposte fazioni di uno stesso regime, tra conservatori e riformatori come all'inizio si poteva supporre.
Piano piano la protesta si è trasformata , è diventata una vera e propria lotta aperta al regime iraniano, alla sua autorità religiosa, a Khamanei stesso.
Basta guardare quelle strade sempre più insanguinate, migliaia di donne e uomini che scandiscono le loro proteste o le loro ragioni, e i tanti ragazzi , in un paese in cui i due terzi della popolazione ha meno di 30 anni.
E' difficile immaginare come il regime teocratico iraniano non abbia percepito nè ancora visto il baratro verso cui è destinato; come ancora non si sia accorto dello scollamento profondo tra il suo potere e la volontà popolare.
Era parso in un primo tempo che Moussavi attendesse un solo cenno di Khamanei per riunificare il paese, per far rientrare le proteste.
Così non è stato, Khamanei ha scelto l'intolleranza di Ahmadinejad precipitando il paese nel baratro, creando una frattura oramai insanabile tra gli opposti schieramenti.
Teheran è una città sotto assedio , vi si combatte oramai una guerra civile aperta che avrà termine solo con la sconfitta di uno dei due contendenti, non è più possibile alcuna pacificazione o mediazione.
E se la vittoria toccherà a Moussavi non ci sarà più posto nel paese per Khamanei e per i conservatori.
Il regime ha mostrato la sua faccia peggiore ha scelto la repressione e lo scontro , instaurando il terrore e l'odio tra la popolazione.
Circa 2000 sono , secondo i blog, gli studenti dispersi di cui si sono perse le tracce; la qual cosa rende questa dittatura che si proclama religiosa molto simile alle peggiori del Sud America.
In questo momento ancora non è ragionevolmente possibile fare una previsione a breve sull'esito dello scontro in atto.
Quello che è oramia certo è che la situazione è rapidamente peggiorata e degenerata fino a diventare drammatica.
Il regime sta lottando aspramente proprio perchè ha capito che in gioco vi è il suo potere e la sua stessa sopravvivenza.
La diplomazia e la politica sicuramente devono attivarsi, non è possibile non condannare quanto accade in Iran , non è pensabile non ascoltare le voci angosciate dei tanti giovani, delle tante Neda che muoiono ogni giorno nel paese sotto i colpi di un regime cieco e feroce.
Ma la diplomazia e la politica devono muoversi in punta di piedi, senza fare troppo rumore, scegliere l''atteggiamento più consono e più produttivo, non solo al fine di essere d'aiuto alla battaglia dei riformatori , ma anche per non aggravare il sanguinoso scontro già in atto.

Nessun commento: