giovedì 11 giugno 2009

Il Pdl e la Carlucci si leggano la sentenza del Consiglio Costituzionale francese sulla legge antipirateria e poi meditino

Per i tanti sostenitori, anche nostrani , che vogliono limitare o impedire l'accesso a internet a chi viene scoperto a scaricare illegalmente file pirata dalla rete arriva un'altra doccia fredda.
Come si sa, una legge estremamente restrittiva al riguardo era stata predisposta dal governo francese e sostenuta dallo stesso Sarkosy.
Tale legge prevedeva per chi venisse scoperto a scaricare illegalmente file coperti da diritti di autori multe salatissime oltre che , dopo la terza segnalazione, anche la sospensione della connessione.
Alla legislazione francese si erano subito ispirate, con proposte di legge più o meno simili, anche altre nazioni europee come la Svezia e, guarda caso anche l'Italia , ove il Presidente del Consiglio e la sua famiglia nutrono notevoli interessi nel settore della distribuzione cinematografica e dei diritti di autore.
Il Pdl infatti si era fatto subito aftto promotore di una legge al riguardo, presentata dalla Carlucci e visibile sul suo sito, per provvedimenti restrittivi del peer to peer.
In Svezia l'ira dei cittadini e dei fruitori di internet si è subito riversata nelle urne elettorali, penalizzando i partiti sostenitori di leggi restrittive dello sharing, e permettendo che un partito , nato solo per "liberalizzare" gli accessi a internet, si conquistasse il 7% dei consensi.
Ora si pronuncia anche il Consiglio Costituzionale francese, stabilendo che la connessione a internet è uno dei diritti fondamentali del cittadino e quindi nessuna autorità può alienarlo.
La decisione del Consiglio Costituzionale francese è destinata a fare storia ed a segnare un punto decisivo a favore di quanti sostengono che non debba cambiare il peer to peer, ma che al contarrio si debba provvedere al più presto, in un mondo globalizzato, ad una nuova "legislazione universale" sul diritto di autore.
Fino ad ora come si vede i sostenitori di normative restrittive dello sharing non hanno trovato nè molti consensi nè molta fortuna.
In Italia già ora , cittadini e stampa devono mobilitarsi per difendere il diritto all'informazione ed alla libertà di stampa , non vorremmo doverci presto mobilitare, assieme ai nostri giudici, per difendere anche, in un paese ogni giorno un po' meno libero, anche il diritto al libero accesso alla rete.

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