venerdì 5 giugno 2009

Il mondo di Berlusconi e quello del Governatore della Banca d'Italia.

Di contestazione in contestazione , prosegue la campagna elettorale del nostro Premier.
La sua immagine del paese è , come si vede sempre più distorta, la sua convinzione è infatti che tutto prosegua al meglio.
Il Cavaliere, dopo aver dichiarato a Porta a Porta che ai precari spetta la cassa integrazione, ha contestato in diretta a "Radio anch'io" persino il governatore Mario Draghi, che nel suo discorso all'assemblea di Bankitalia del 29 maggio scorso aveva parlato di 1,6 milioni di lavoratori che resterebbero senza sostegno in caso di perdita del lavoro.
Con fare da esperto , rodato in materia,  Berlusconi afferma che «Questa è un'informazione del Governatore che non corrisponde alle cose che emergono dalla nostra conoscenza della realtà italiana».
Come volevasi dimostrare il nostro premier consce poco la "realtà" italiana, il suo è il mondo dei sogni, quello delle favole, dove tutto finisce bene , almeno per lui , se non per gli italiani.
Dalle tabelle elaborate da Bankitalia al contrario emerge che , "in caso di sospensione del lavoro tra quelli a restare senza copertura ci sono 80mila lavoratori autonomi parasubordinati (diversi dai collaboratori), la grande maggioranza dei circa 450mila collaboratori e quasi 700mila lavoratori a tempo determinato e interinali.
Si prosegue poi osservando , "con un elevato grado di approssimazione che, oltre alla vasta platea del lavoro irregolare, circa 1,6 milioni di lavoratori dipendenti o parasubordinati (pari all'11% del totale), per tre quarti occupati nei servizi, non avrebbe diritto ad alcun trattamento in caso di sospensione o cessazione del lavoro, anche dopo le recenti misure del governo.
E' questa purtroppo la realtà italiana , non quella che immagina il nostro Presidente, o forse quella che preferisce far credere.
Una maggiore preparazione e qualche dato in più gli costerebbe forse qualche cattiva figura in meno.

1 commento:

Torquemada ha detto...

"io non ho mai fatto gaffes"
Silvio Banana IV