sabato 6 giugno 2009

"Lavorava da 44 giorni consecutivi", compie una strage provocando la morte di 7 persone; "così fan tutti" dice il suo titolare ad Anno Zero.

Roman Baran è il camionista polacco che l'8 agosto dello scorso anno provocò un incidente sull'A4 che costò la vita a 7 persone.
Roman , anche lui morto quel tragico giorno, sembra stesse lavorando per il 44esimo giorno consecutivo perché i ripo­si certificati sul foglio ferie fir­mato dall’azienda, in realtà non li aveva mai goduti.
Ad ammetterlo l'altra sera ad Anno Zero è stato Arman­do Bizzotto, il  cotitolare del­l’azienda di autotrasporti Bfc di Tombolo di cui il 48enne polacco era dipendente.
"Ma non era un falso e comunque lo fanno tutti", si giustifica l’im­prenditore.
Ma alcuni dipendenti della società insistono e hanno dichiarato ai microfoni di Rai due che venivano trattati "con disumanità e che Roman aveva lavorato inin­terrottamente, senza mai un giorno totale di riposo per 44 giorni".
Ecco il rac­conto dei ritmi lavorativi: «Non avevamo tempo di respi­rare, non potevamo tornare a casa. Giorno e notte, ventiquat­tr’ore su ventiquattro. Qual­che momento di riposo buttati in cuccetta, ma poi basta".
Così ogni giorno, sulle nostre strade, qualcuno muore e come unica giustificazione vi è quel triste  ed incosciente  "così fan tutti".
L'incidente è sicuramente stato causato da Roman Baran, ma anche lui ne è stato vittima, vittima di quel fatalismo, di quella rassegnazione che ci costa tante vite umane.
Non solo ci sentiamo di dire che "lo fanno tutti" ma solo un po' di onestà  ci porterebbe a riconoscere che "lo sanno anche tutti", camionisti, datori di lavoro, associazioni, sindacalisti, forze dell'ordine e politici.
Nessuno purtroppo interviene e nessuno controlla, gli interessi in gioco sono tanti, troppi, e le categoria coinvolte sono potenti , anche sindacalmente.
Purtroppo quando le colpe sono di tutti si rischia di non avere più colpevoli davvero, a meno che non se ne trovi uno morto, che non sia in grado di difendersi, ameno che non si incolpi il caso o la sorte.
Ma questo non ci risolleva .
Proprio perchè sappiamo "che lo fanno tutti" e che "lo sanno tutti" questo non basta a lavare le coscienze nè ad assolvere tutti dalle loro colpe.
 

1 commento:

Anonimo ha detto...

Sono totalmente d'accordo.