martedì 30 giugno 2009

Berlusconi eviti le sciocchezze, almeno fino al G8 e non cominci la solita storia del complotto e della sinisitra per ogni dissenso.

E' difficile essere disoccupati  e non essere tristi ed incazzati.
Certo si ha un bel dire di essere ottimisti,  di sorridere alla vita , ma poi i problemi della quotidianità ti sovrastano e ti sommergono sotto una sfilza di bollette, quella della luce, del gas, del mutuo o dell'affitto.
Allora te la prendi con la società , con la sfortuna e la cattiva sorte, con il Presidente del Consiglio , come con il Papa o con il mondo intero.
Ai disoccupati Napoleani non è sembrato vero di potersela prendere niente popo di meno che con Berlusconi e con il suo governo.
Così il Cavaliere è stato accolto al teatro San Carlo di Napoli, dove ha partecipato a un'iniziativa di Confindustria per premiare i napoletani eccellenti nel mondo, dai fischi e dagli insulti.
Una moltitudine di disoccupati e di cassaintegrati lo ha accolto al grido di "buffone, buffone".
Lapidaria e scontata la risposta del Premier, segnale inequivocabile, non della comprensione o della partecipazione ad un fenomeno o ad una situazione, comunque dolorosa per chi la vive, ma della mediocrita intellettuale e della pochezza dell'uomo, nonchè del politico.
"Quelli che sentite sono gli organizzati dalla sinistra, sono quelli che conosciamo bene e questa sinistra si dovrebbe vergognare. Abbiamo, ahimè, questa sinistra che in effetti è la nemica del Paese".
L'Italia è sempre più un paese strano, un paese in cui i disoccupati sono di sinistra, lo sono i magistrati e lo sono i giornalisti. E'  irreale ed inconsistente oramai questo paese, così pronta a capire il suo Premier ed a farsi ammagliare dai suoi richiami elettorali, ma sempre più incompresa ed incomprensibile al Premier forse a causa delle diversità abissali che separano la società italiana dalle frequentazioni tipiche di Palazzo Grazioli e di villa Certosa.
E' sconfortante considerare come basti in fondo pochissimo qui per essere disprezzati, tacciati di catastrofismo o di appartenere alla sinistra, basta perdere il lavoro o protestare per una vita grama o difficile, oppure farlo per le proprie ragioni come per i propri diritti, basta solo pensarla diversamente da come la pensa Berlusconi o il suo governo , ci si sente subito emarginati ed esclusi; alla faccia della democrazia ed alla faccia del libero pensiero..
basta in fondo pensarla solo diversamente da Berlusconi e dal suo governo. 

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