mercoledì 24 giugno 2009

Al Nord, la Lega va all'incasso e chiede al Pdl 3 Regioni come "pagamento" per la vittoria elettorale, chissa se Berlusconi sorride ancora.

La vittoria del centrodestra nella tornata elettorale appena terminata è stata sicuramente innegabile ed indiscutibile. Si potrà dire che le aspettative erano sicuramente maggiori nel Pdl, e che a conti fatti la buona riuscita dipende più dal successo della Lega che da un'avanzata complessiva del nuovo partito, ma poi qui ci si deve fermare.
Al di là del voto europeo, molte sono state le amministrazioni provinciali e comunali passate dal centrosinistra al centrodestra.
Quello che però ha fatto pendere la bilancia dei consensi verso destra è stato il successo pieno di Bossi e della Lega.
 E' tanto evidente questo per tutti, che Bossi ed i suoi colonnelli gongolano mentre si ripetono, sornionamente ad alta voce per essere da sentiti da tutti, anche e sopratutto dagli "Siamo determinanti e per questo vogliamo di più".
E se Berlusconi ha di che sorridere per il successo complessivo del suo schieramento, proprio la buona performance del Carroccio pone il Cavaliere in seria difficoltà politica.
Il sorriso del Premier rischia di essere più d'immagine ed obbligato, che sincero e sentito.
Il primo problema per il Pdl rischia di partire proprio dal cuore stesso della Lombardia, dalla capitale del Nord divenuta simbolo di una strisciante richiesta complessiva che diventa questione di principio.
Proprio a Milano infatti il Pdl arranca e il centro destra vince solo di misura su Penati grazie ai voti dei Leghisti.
Ma non si tratta solo della Lombardia oramai , una valanga verde ha ridisegnato la mappa politica del nord.
Nel Veneto i candidati del carroccio hanno fatto scintille ed il pieno di voti e consensi è stato tanto eclatante da permettergli di espugnare anche città come Venezia e Belluno, tradizionalmente considerate roccaforti del centrosinistra.
Ora Bossi ed i suoi vogliono tirare un po' i remi in barca, ritirare le reti con i "frutti" della buona pesca, mettere all'incasso quella cambiale in bianco , che prima era saldamente nelle mani di Berlusconi.
Memore del suo trascorso socialista Bossi ha imparato che i voti non si contano ma si "pesano", ed i suoi, proprio perchè determinanti, sono più preziosi dell'oro.
Mi pare di vederlo il Cavaliere, con un sorriso che si smorza e si trasforma in ghigno , la fronte, imperlata di nervoso sudore e che cede un po' di cerone in eccesso, mentre un Bossi serafico , guardandolo dritto negli occhi, gli ripete che questo successo e questa valanga di voti sono "sicuramente il viatico migliore per avere un governatore leghista in Veneto". Ma non solo , visto che il "popolo apprezza i "nostri uomini e le nostre donne", li apprezzerà ancora di più , come dice Calderoli, anche in Lombardia e in Piemonte".
E pensare che proprio ieri Berlusconi aveva scherzosamente e, secondo lui spiritosamente, detto a Franceschini che si sarebbe augurato nella sua vita ancora molte di queste "sconfitte".
Be auguri presidente per la sua "bella vittoria", in democrazia si dà sempre l'onore dell armi, e se in fondo tutti noi non fossimo così pensieroso e preoccupati, saremmo persino tentati di dirle : "contento lei ed i suoi elettori contenti tutti".  

1 commento:

Andrew ha detto...

La lega è furba, l'ho detto sempre