venerdì 26 giugno 2009

Addio al controverso re del pop Michael Jackson.

La notizia rimbalza , per i suoi fans peggiore di un cataclisma , da una parte all'altra del pianeta; è morto, ad appena 50 anni, Michael Jackson, "la più grande icona del pop americano", personaggio per tanti aspetti controverso e discutibile ma sicuramente una delle più grandi "stars" del secolo.
Le sue canzoni ed i suoi brani , al pari del suo personaggio leggendari, hanno accompagnato la vita di tre generazioni.
Il suo album più famoso "Thriller", del 1982, è stato il disco più venduto al mondo.
Un album che divenne il simbolo di una rivoluzione, non solo musicale ma culturale e sociale , nei confronti di un'America, appiattita e repressa, all'interno di una cupa e reazionaria società reaganiana.
Fu subito la "rivelazione", il risveglio, un aprire gli occhi al suo scattante passo di danza , un "rimettersi in movimento" e in "gioco" per una intera generazione che non chiedeva altro se non una profonda rottura con il qualunquismo intransigente che pervadeva non solo la società americana.
Fu subito creatività, ritmo e gioia, isteria collettiva e frenesia, pianti e urla, al pari dei Beatles, e come per i Beatles.
Il nostro secolo ci ha oramai abituato al fatto che le rivoluzioni sociali sono precedute da grandi rivoluzioni musicali.
E Jackson divenne la bandiera di una "rivoluzione", non solo americana ma mondiale, ed entrò ben presto nel mondo della leggenda, fu lui stesso leggenda.
Ma Jackson fu anche profonda contraddizione, lui nero e simbolo stesso della "vitalità" nera, non riusci mai ad accettare pienamente la sua storia e le sue origini, si sottopose così ad una serie interminabile di delicate operazioni per "diventare" bianco.
La sua eccentricità non si fermò qui, e non fu solo e tanto nell'abbigliamento , nel trucco, nel suo modo di porsi o di essere.
Jackson fu anche trasgressione, non solo musicale; seppe ad esempio portare al parossismo ed agli estremi livelli quella ricerca di un'"eterna bellezza e giovinezza" che è così tipica dei nostri tempi e della società moderna.
Poco importa se negli ultimi tempi la sua mentalità e le sue idee, i suoi desideri come le sue voglie , sembravano stridere, in un corpo in decadimento, ed il rischio per lui era di trasformarsi in un triste ridicolo pagliaccio, in una orrenda maschera di ciò che non sarebbe più potuto essere, un eterno ed immaturo Peter Pan.
Ora Jackson, il re, è morto, a noi ha lasciato in eredità le sue cose migliori, tutto il resto, le sue manie , le sue ossessioni, gli scandali e la sua presunta depravazione, finiscono con lui.

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