mercoledì 29 aprile 2009

Maroni parla da leghista e non da Ministro dell'Interno.

Secondo Roberto Maroni bisogna evitare che il referendum passi perche' altrimenti si determinerebbe una situazione "non governabile"
Il ministro dell'Interno, parlando con i cronisti, avverte che "se il referendum raggiungesse il quorum e vincesse il si' , sarebbe inevitabile trarne le conseguenze".
Andrebbe detto al Ministro che gli Italiani già da queste sue affermazioni dovrebbero trarre le dovute conseguenze , se già non lo avessero fatto o se ancora non avessero avuto sufficienti motivi per farlo.
Ad un Ministro  degli Interni, in un paese normale, non dovrebbe essere permesso , in casi simile, di schierarsi così subdolamente e palesemente. Un ministro degli Interni in questi casi dovrebbe astenersi, essere neutrale, preoccuparsi solo di salvaguardare ed assicurare i diritti di tutti, democraticamente.
Non si entra "nell'arena" , occupando quella posizione, a gambe tese e schierandosi per il no o per l'astensionismo, sperando così di far fallire una democratica consultazione referendaria.
Questo non è un comportamento che si addice ad MInistro degli Interni, è solo il pensiero di un "leghista" qualsiasi.

Veronica ed il Cavaliere si sono divisi male i compiti , lei avrebbe dovuto dedicarsi alla politica, lui allo spettacolo.

Eccola qui Veronica Lario in Berlusconi , ritornata alla ribalta. Arriva sempre nei momenti difficile del Cavaliere, a volte per ricordargli l'età, la ragione, il senno, la decenza. Peccato sia spesso inascoltata.
Di certo leggendo quanto scrive, e seguendo i suoi ragionamenti, in una italiano sciolto e scorrevole, viene da pensare che forse da sola avrebbe degnamente sostituito tante troniste e veline.
Ora Veronica interviene nuovamente dopo aver letto della partecipazione del presidente del Consiglio alla festa per il diciottesimo anno d'età di una ragazza napoletana che chiama il Cavaliere "papi".
"Che cosa ne penso? La cosa ha sorpreso molto anche me, anche perché non è mai venuto a nessun diciottesimo compleanno dei suoi figli pur essendo stato invitato".
Poi Veronica abbandonando i fatti personali , entra in discorsi più seri ed impegnati, parla di politica, e parla di dittatura che vede e sente imminente, si rammarica della scomparsa del centrosinistra, constata che in fondo il Cavaliere corre oramai da solo "su un strada senza ostacoli e senza opposizione".
Il traguardo per lui è la su quel colle del Quirinale.
Parla seria Veronica e come tanti in questo paese sospetta che la politica sia oramai morta, e a differenza del marito se ne dimostra preoccupata.
Accenna anche al testamento biologico e non sembra condividere le scelte di Berlusconi , dice che  "La tecnica oggi ci impone dubbi più grandi di noi" e che Beppino Englaro  "È stato linciato e non doveva essere permessa una cosa del genere".
Riguardo alla nuova polemica sulla scelta del Cavaliere di candidare veline ed attricette nelle liste del Pdl per le europee, Veronica non ha peli sulla lingua, non sembra tentennare , non accenna alla minima indecisione, non indietreggia per diplomazia.
Sembra abbia liquidato la cosa con tre parole , condivisibilissime: " Ciarpame senza pudore" di cui lei ed suoi figli sono vittime innocenti.
Mi fermo qui , non approfondisco più, mi piace, mi conquista non poco questa Veronica così poco schierata con Berlusconi e che affronta la politica ed i problemi con serietà, senza avventatezze.
Mi spiace purtroppo solo che in famiglia si siano divisi male i compiti, a lei più seria, dovevano lasciare la politica , al marito lo spettacolo ed il varietà.  

martedì 28 aprile 2009

Europee: UDC candida Emanuele Filiberto di Savoia, dopo le veline un aspirante Re..

Dopo i pettogolezzi la conferma. Ora è ufficiale , Emanuele Filiberto di Savoia sarà candidato per l'Udc alle Europee nella circoscrizione Nord Ovest.
L'annuncio in una conferenza stampa alla Camera con il segretario del Partito Lorenzo Cesa e Michele Vietti.
Emanuele Filiberto seguirà "il musulmano, ora convertito al cattolicesimo" Magdi  Allam, candidato come lui, anche se, per quanto riguarda Allam , si fatica ad eccepire all'uomo, sulle competenze, ed allo spessore.
Dopo le "veline" e le troniste , così numerose nelle liste, si sentiva la mancanza di un aspirante Re, si rende più nobile un "qualche cosa" che rischiava di banalizzarsi e diventare troppo "popolare".
Se in fondo al Savoia non sarà consentito conquistare Roma come fecero i suoi predecessori con l'onore delle armi, a lui, più ambizioso e fortunato, forse riuscira , con molto meno fatica, di conquistarsi un posto in Europa.
Gli saranno bastate, non la maestà , nè l'onore, nè la gloria, saranno state sufficienti solo un paio di simpatiche "comparsate" in Tv e alcune foto sulla "stampa rosa".
I suoi avi invece saranno costretti a rigirarsi nella tomba, loro, che per fare l'Italia hanno combattuto in armi contro i Pontefici, vederlo, per fare se stesso, candidarsi in un partito così "clericale".
Lorenzo Cesa, nel presentarlo ai cronisti, avverte il bisogno di precisare che : ''Emanuele Filiberto non e' solo un uomo di spettacolo, ma sa fare proposte e sa fare politica''.
E' già strana e sospetta la precisazione , sembra un autocertificazione, fatta solo per autoconvincersi, più che convincere.
In ogni caso, onore e gloria anche a Lui,  in fondo, se non è meglio , non è neanche peggio di tanti o tante altre.
Basta poco oramai per "rappresentare" questa Italia, qualche velina, un paio di attori,alcuni tronisti e ora un aspirante Re.
Per tutti c'è posto, se lasciamo da parte "l'onore" e anche la "gloria" del nostro paese.
Emanuele, se sarà fortunato, potrà far suo, ed iscrivere magari sul suo "scranno" in Parlamento,  il motto che fu dei suoi avi : "eletto per volontà di Dio e della Nazione".
A noi l'onere, scusate, l'onore di farci così ben rappresentare.   

lunedì 27 aprile 2009

Quando le veline diventano Onorevoli e quando gli onorevoli assomigliano sempre più a delle veline

E' la politica come un grande schermo, il Parlamento come il "set" di un film dove registi, più o meno esperti, girano le loro scene, muovono i comprimari e le comparse.
E naturalmente sullo sfondo si agitano le piccole "stelline" di casa nostra che ambiscono alla fama e che spesso si accontentano di molto meno.
E' tuttavia un segno dei tempi, del qualunquismo dilagante, del disimpegno totale, della mancanza di idee, di prospettive, di valori.
E' sempre più frequente questo vezzo di candidare, nel nostro parlamento come in quello europeo, tutte le "veline" che si trovano disponibili sul mercato. Purtroppo è un'abitudine che impera oramai in tutti i partiti, e la colpa è chiaramente degli italiani.
Non contano più i programmi , non la ragione, non la competenza specifica in un campo piuttosto che nell'altro, non la scienza e neanche la coscienza, conta il "simbolo", la "fama" guadagnata sul nulla, conta l'apparire.
Le più ricercate sono le donne , non solo perchè più numerose elettoralmente degli uomini, non si spiegherebbero le scelte in questo caso.
Basta scorrere un poco i nomi e ci si accorge subito.
E' pur vero che tutti i partiti fanno a gara , ma qualcuno si è aggiudicato il primo premio, il posto d'onore.
Eccole ad esempio le candidate del Pdl , nell'ordine ci sono Barbara Matera (ex "letteronza"), Angela Sozio (ex del Grande Fratello), Camilla Ferranti (reduce da Incantesimo), Eleonora Gaggioli (dal set di Elisa di Rivombrosa).
Il Cavaliere le definisce "Volti nuovi e freschi".
Sarà, il fatto è che queste dovrebbero andare al Parlamento Europeo a difendere e rappresentare gli interessi del paese, non a girare un film o partecipare ad un concorso per miss europa.
Consideriamo poi che la scelta delle candidate la dice lunga su come il Cavaliere valuti e consideri le donne.
In fondo, sono solo "gingilli da utilizzare come specchietti per le allodole" , piccoli esserini da promuovere e catapultare alla ribalta , della vita, dello spettacolo, del Parlamento , da parte di generosi e paterni signori maschi, da parte di veri "Cavalieri".
Le donne sono tutto questo , peccato non si sia ancora accorto nessuno che le donne sono semplicemente e banalmente delle persone.
Peccato davvero, perchè poi non ci si deve meravigliare se la politica cade spesso così in basso, nel disinteresse generale.
Bastava già, è vero , guardarsi un po' attorno da tempo per accorgersi di questo, in fondo perchè contrariarsi solo ora.
Quando si desiderano sempre più spesso "veline" come onorevoli perchè stupirsi se poi gli Onorevoli sembrano sempre più spesso, anche intellettualmente, a delle veline.
Dicevamo prima che le donne sono sentite spesso come "specchietto per le allodole".
Se loro sono per qualcuno degli "specchietti" noi non abbiamo di che essere allegri, le allodole siamo noi.

Picchiato un disabile nel Catanese per un cellulare e pochi spiccioli. Speriamo che il giudice abbia coraggio.

Dimostrare coraggio è sempre stato, nelle antiche civiltà , considerato un atto nobile, un sentimento da uomini. Nei tempi tempi moderni il coraggio è diventato meno selettivo, spesso accompagna la vita di molte donne.
In genere essere coraggiosi richiede sacrificio, unito a valori e sentimenti.
La vigliaccheria al contrario costa molto meno, anche se ai deboli in genere dà spesso l'illusione della forza che non riescono a trovare in altre maniere.
Anche il bullismo è molto simile , entrambi sono tipici di uomini e di società piatte, senza valori nè idee. La vigliaccheria ed il bullismo accompagnano spesso la nostra vita o la nostra giornata, ne leggiamo quasi quotidianamente.
Oggi è capitato a Paternò dove due ragazzi incensurati di Santa Maria di Licodia sono stati tratti in arresto ed accusati dei reati di rapina aggravata e lesioni ai danni di un disabile 35enne.
Per un magro bottino di 5 euro e un cellulare, nella notte tra il 20 ed il 21 aprile, dopo aver incontrato l'uomo per strada, hanno iniziato a deriderlo, poi lo hanno picchiato con calci e pugni sottraendogli il cellulare ed una banconota di 5 euro.
Lo hanno poi costretto a salire sulla loro auto, lo hanno portato fuori paese e lanciato all'interno di una fontana.
Solo le richieste di soccorso di alcuni passanti hanno permesso di salvare il disabile.
Neanche di fronte al grave handicap si sono fermati quegli animali, non sono servite le suppliche, la coscienza di accanirsi contro un indifeso.
Hanno pensato solo a "divertirsi" , si sono sentiti "forti", "potenti", veri "uomini" , padroni della situazione.
I veri uomini hanno diversi comportamenti , dimostrano diversamente il loro "coraggio", non si accaniscono contro i deboli e gli indifesi, questo è più un atteggiamento di animali da branco.
Noi abbiamo una sola speranza e la riponiamo nel coraggio del Giudice che sarò chiamato a giudicarli.
Speriamo abbia il coraggio di essere inflessibile e durissimo nell'applicazione della legge, lo faccia con serenità lui che è forte , lo faccia per quell'uomo e per tutti i deboli che vivono al mondo.

venerdì 24 aprile 2009

Il commissario tedesco Ue Verheugen meriterebbe di essere cacciato da Bruxelles a calci nel sedere dai suoi stessi connazionali.

L'industria italiana è stata spesso osteggiata in Europa, tolte pochissime eccezioni sono state scarsissime le "acquisizioni" all'estero delle nostre imprese.
Con maggior frequenza siamo stati terra di conquista delle altrui.
Ora il movimentismo di Fiat crea non pochi problemi ad alcuni nostri "amici" europei.
Prima Chrysler dove solo la benedizione e gli altolà di Obama sono serviti ad ammorbidire le banche Americane.
Ora Opel accende le "invidie" ed i sospetti dei fratelli Europei per un'azienda come la Fiat ,che rischia di diventare, per qualcuno di loro, troppo grande.
Fiat non ha bisogno di essere difesa , in genere lo sa fare benissimo da sola . Trovarsi però davanti ad un commissario Ue all'industria come il tedesco Guenter Verheugen che esprime, chiedendosi "dove trovino i soldi", "forte scetticismo rispetto alle indiscrezioni sul possibile interesse di Fiat per la tedesca Opel", lascia veramente tutti allibiti.
Simili osservazioni inftti danneggiano in modo palese ed ingiustificato una società industriale che Verheugen avrebbe invece il dovere di tutelare.
E allora il fatto diventa estremamente sospetto, ha ragione chi sostiene che "i casi sono due, o il commissario vuole far cadere sul nascere ogni tentativo di salvare Opel, e questo sarebbe contrario al suo mandato, oppure cerca di ostacolare una soluzione targata Fiat, per favorirne un’altra. E questo sarebbe gravissimo".
In ogno caso Guenter Verheugen non merita di essere solo ufficialmente invitato al silenzio come è stato fatto, meriterebbe di essere cacciato da Bruxelles a calci nel sedere dai suoi stessi connazionali.

giovedì 23 aprile 2009

E' scontro tra Roma e Parigi per un saluto fascista di Alemanno . L'Italia smentisce, ma una foto qui conferma.


E scontro tra il sindaco di Parigi e quello di Roma . Al teatro dell'Odéon, alla presenza di Dario Franceschini e di alcuni membri del Pd arrivati con il "Treno per l'Europa", il sindaco di Parigi riconosce pubblicamente tutta la sua distanza umana e politica da Alemanno.
"Difficilmente riuscirò ad avere buoni rapporti anche con Gianni Alemanno che è stato accolto al Campidoglio con i saluti fascisti". Si rompono così di colpo dopo la dichiarazione i buoni rapporti tra le due città , gemellate da antica data.
Alemanno è pronto nella risposta :"Quello che ha detto il sindaco di Parigi su di me è falso, offensivo e intollerabile". Non si può, per dare soddisfazione ad una propaganda di parte, inventare fatti che non esistono né tanto meno interrompere le relazioni istituzionali Roma e Parigi".
Anche il presidente della Camera , Gianfranco Fini entra nella polemica e si schiera dalla parte di Alemanno espremendogli solidarietà personale e politica "per il clamoroso abbaglio del sindaco di Parigi, derivante da cattiva informazione o da una strumentalizzazione politica".
Anche il governo ha deciso di chiarire a livello diplomatico quanto accaduti al teatro dell'Odeon attraverso i ministri degli Esteri, Franco Frattini, e delle Politiche europee, Andrea Ronchi che sono immediatamente entrati in azione dichiarando che "Il sindaco di Roma non ha mai fatto saluti romani o altri gesti o atti che inneggino al fascismo.
"Il governo italiano deplora le dichiarazioni del sindaco Bertrand Delanoë e si augura che, in nome della storica amicizia tra i romani e i parigini, vi siano immediate scuse ufficiali del primo cittadino di Parigi."
Tutto bene quindi quel che finisce bene dirà qualcuno, doverose le precisazioni dei nostri uomini politici, se non fosse per un piccolo particolare che dà ragione a Delanoe.
Sarà forse propaganda di parte, si tratterà di strumentalizzazione politica , forse ora , col senno del poi ,si potrà considerare "offensivo ed intollerabile", ma sicuramente è difficile sostenere che non sia vero.
Colpa di una foto purtroppo, che nessuno crede sia un fotomontaggio e che venne diffusa da alcuni quotidiani e ripresa da numerosi blog.
Sarà stato l'entusiasmo, forse la felicità del momento, un "maschio" e "virile" ritrovarsi tra vecchi "camerati" in vena di affettuosità, ma quella foto è lì, a eterna memoria se non si vuole considerarla a eterna "vergogna" e nessuno purtroppo ne ha mai smentito l'autenticità.

mercoledì 22 aprile 2009

Una legge lombarda voluta dalla Lega fa scuotere la testa ai "normali " cittadini Lombardi

La Regione ha deliberato e , per punire i kebab si è deciso di cambiare la vita anche ai numerosi frequentatori di pasticcerie, pizzerie da asporto, piadinerie, rosticcerie e gelaterie.
Si dice che la legge sia stata voluta dalla Lega e che il Governatore Formigoni e la sua maggioranza non abbiano fatto altro, come al solito, che sottostare al ricatto. vero o falso poco importa tutti assieme l'hanno votata.
Si tratta in pratica di regole "freschissime" e originalissime, quasi stravaganti "per la vendita di alimenti destinati all’immediata consumazione".
Ci si è pensato per mesi, c'è stato un muro contro muro tra i favorevoli ed i contrari, ma alla fine il Consiglio ha partorito tutta una serie di divieti.
D' ora in poi, pare che non si potrà più mangiare un trancio di pizza, la brioche o gustarsi un cono gelato per strada.
Nessun locale di queste categorie potrà più vendere bibite se non prodotte in casa, e questi esercizi dovranno rigorosamente chiudere all’una di notte.
Tutto questo pena il pagamento di una sanzione che varia da 516 a 3.098 euro , e che per i recidivi prevederà la sospensione della licenza per tre mesi.
I consiglieri leghisti esultano e il Pdl applaude.
I "normali" cittadini Lombardi scuotono, pensierosi e un poco inquieti, la testa, preoccupati oramai di essere gli unici in Lombardia ad esserne ancora dotati.

Arriva un nuovo monito di Napolitano, il Parlamento aveva preparato una legge che avrebbe reso i datori di lavoro irresponsabili delle morti bianche

Ancora una volta Napolitano lancia il suo monito: "Siamo in attesa di vedere la nuova scrittura delle norme" in materia di sicurezza sul lavoro.
La dichiarazione del Presidente della Repubblica fa seguito all'appello dei familiari delle vittime del rogo Thyssen ,preoccupati che non fosse modificato l'articolo 10 bis del testo unico sulla sicurezza.
La nuova formulazione dell'articolo prevede "che la responsabilità del datore di lavoro sia subordinata ad alcune condizioni in base alle quali la responsabilità è esclusa se l'evento è da imputarsi a preposti, a un medico competente, a dei progettisti o a dei fabbricanti, ma anche ai lavoratori, per violazione delle norme previste dal testo unico sulla sicurezza". La norma tra l'altro sarebbe retroattiva.
Come si vede si sarebbero fatte tutta una serie di eccezioni che avrebbero permesso una miriade di scappatoie per i datori di lavoro.
Facile prevedere come sarebbe andata.
E si che quando capita una qualsiasi disgrazia sul lavoro tutti sono pronti a schierarsi, a giudicare, ad indignarsi ed a promettere, tutti pronti ad affermare che le morti bianche sono una piaga sociale per il paese, una vera emergenza che scuote le coscienze. Ci si ricorda solo in quei momenti, a disgrazia avvenuta, poi quando si fanno le leggi si tende a dimenticare ed a favorire le irresponsabilità.
Ora tutti indignati gli Onorevoli e pronti a dire che si pensa sempre male di loro, pronti a giurare che è stato uno sbaglio e che si rimedierà.
Sarà anche così, ma a me pare che questo sia l'andazzo , in ogni occasione ci si prova, salvo poi, se qualcuno protesta, rimangirasi le decisioni , non per sempre ma solo fino alla prossima volta.

martedì 21 aprile 2009

Lo strano vizio di una certa "sinistra" di trovarsi spesso a difesa delle peggiori dittature al mondo.


''Ancora una volta dal presidente iraniano parole farneticanti e inaccettabili nei confronti degli ebrei, del sionismo e di Israele.
Espressioni che devono essere respinte nel modo piu' netto e che non possono trovare cittadinanza in alcun consesso internazionale''.
Non sono mie le parole, sono di Piero Fassino, responsabile esteri del Pd, un uomo credo che nessuno possa definire di "destra".
Ho deciso di riportare le dichiarazioni di Fassino dopo il mio post di ieri e dopo aver letto i commenti di chi si dichiara o si considera di sinistra.
Non è che la compagnia di Fassino nel sostenere le stese tesi che ieri sostenevo io dia autorevolezza o ragioni aggiuntive al mio pensiero o al suo.
Credo anche che la sinistra sia un mondo politico estremamente variegato e dotato di una certa litigiosità che l'ha portato nel tempo a dividersi, da fiume in piena nell'ottocento nei mille rivoli odierni , usciti oramai dagli argini sia a destra che a sinistra dall'alveo naturale.
Ma detto questo provo sempre un forte imbarazzo quando mi trovo costretto a confrontarmi con un certo "tipo di sinistra".
"Compagni" che trovo schierati a difesa del regime Cinese nonostante il genocidio in Tibet, nonostante il sostegno dello stesso governo nel genocidio del Darfur.
"Compagni" che si dichiarano di sinistra ma che, chissà per quale strano vezzo o casualità, li trovi sempre pronti a sostenere le peggiori dittature al mondo, senza chiedersi il perchè, senza vergognarsi almeno un poco.
Gente che solo a parole vuole la pace in Palestina o la fine del razzismo , ma che poi si trova sempre pronta , a volte a negare il genocidio degli ebrei, a volte a sostenere le farneticanti parole di chi come il presidente Iraniano chiede la distruzione di Israele, impicca nel suo paese gli omosessuali , lapida o fa lapidare, donne colpevoli solo di aver amato al di fuori del matrimonio, reprime ed opprime gli studenti e gli oppositori.
Gente che, magari come me, chiede una terra ed uno stato per il popolo palestinese ma che a differenza del sottoscritto lo vuole solo sterminando gli ebrei ed elimando Israele.
Questi compagni credono di avere dalla loro mille giustificazioni o ragioni storiche, trovano giustificazioni nell'uno o nell'altro comportamento , nenche si rendono conto che stanno diventando sempre più intolleranti , antidemocratici , e simili spesso a quella destra che, sempre a parole combattono, ma di cui imitano sovente inveterati e antichi atteggiamenti. Pensano di adempiere ad un dovere per difendere un'idea tutta astratta di "popolo", o perchè chiamati dalla storia, per perseguire degli interessi di classe , per la difesa del proletariato.
Questi compagni non rappresentano solo una vecchia idea di sinistra che non riuscirà ad andare da nessuna parte, ma con i loro atteggiamenti non faranno fare un solo passo avanti all'intera sinistra.
Personaggi che a volte con le loro posizioni e con le loro indifndibili idee, neanche si rendono conto di essere un problema per la sinsitra e di creare in questa non un qualche leggero , ma un forte imbarazzo.

lunedì 20 aprile 2009

Ahmadinejad con il suo discorso risponde alle aperture di Obama e avvisa il mondo, la sprovveduta Europa abbandona il Summit.

Questa volta bene ha fatto l'Italia a non partecipare alla conferenza Onu sul razzismo a Ginevra.
Come già preannunciato, Mahmoud Ahmadinejad , ha avuto la sua platea internazionale.
Di più, ha avuto e gustato il suo trionfo, obbligando i delegati dell' unione europea ad abbandonare la conferenza.
E' un vero peccato che le diplomazie di mezzo mondo si siano comportate da emeriti sprovveduti.
Nel suo intervento il presidente iraniano ha criticato l'insediamento di un «governo razzista» nel cuore del Medio Oriente dopo il 1945.
A questo punto ai delegati dell'Unione europea non è rimasta altra scelta che lasciare la conferenza.
Certo , il presidente iraniano non è nuovo a simili dichiarazioni, e ripaga da par suo quanti ancora si illudono di poter avviare una normalizzazione dei rapporti diplomatici con l'attuale regime iraniano.
La disponibiltà dell'Occidente , le offerte di dialogo di Obama, non servono ad altro che a convincere il regime iraniano di poter alzare ulteriormente la posta e le richieste.
Il discorso di Mahmoud Ahmadinejaddi , definito da tutti vile, inaccettabile , odioso nonchè falso serve però a catalizzare attorno all'Iran e al suo Presidente tuto un certo mondo arabo.
Non si illuda l'Occidente , questa è stata la risposta del regime iraniano alle aperture americane.
L'Iran sarà ben presto una potenza nucleare con cui dovremo fare i conti e saranno salatissimi.
Obama parla al cuore del mondo, riesce a riaprire il dialogo con quella parte di America Latina che sembrava oramai persa e in rotta di collisione. Sarà però difficile, per Obama e per l 'America, dialogare con l'estremismo islamico che non sembra capire altro lnguaggio che quello della "forza" , dell'intransigenza e "dell'autoritarismo".
Al mondo occidentale resta la sola strada di un accordo di pace in Palestina che , da solo, riuscirebbe a fare piazza pulita, in un colpo ,di ogni pretesto arabo, togliendogli le loro stesse intrinseche motivazioni.
Senza questo non resterà molto, se non prima o poi quello scontro che nessuno in occidente sembra volere.

sabato 18 aprile 2009

Dicono che Berlusconi abbia deciso della Tv pubblica con pochi fidati amici, in casa sua, a Palazzo Grazioli e ne sia uscita l'ennesima lottizzazione....

Quando si crede in fondo che lo stato si possa gestire come un'azienda privata e che il governo non sia altro che un consiglio di Amministrazione, viene istintivo prendere decisioni di governo nel salotto di casa, con pochi e fidati consiglieri ed "amministratori" della cosa pubblica.
Dicono i bene informati che sia così che Berlusconi e "compagni" abbiano deciso, al megavertice di Palazzo Grazioli, che Clemente Mimun passerà dal Tg5 a dirigere il Tg1, che Mauro Mazza passerà dal Tg2 a Raiuno e che Maurizio Belpietro se ne andrà o al Tg5 o a Rai 2.
"Su questi nomi non ci piove", sembra abbia detto il Premier, e se l'anomalia di una discussione sulla tv pubblica svolta nell'abitazione del premier finisce giustamente per scatenare le opposizioni che parlano di : "Ennesima ferita della democrazia, un'indecente conferma del conflitto d'interessi", poco importa, le decisioni sono già prese, il dado è stato tratto e gli italiani ancora una volta taceranno.
Tacciono sempre negli ultimi periodi, sia sulle cose importanti che sulle minuzie, in genere lasciano fare.
Non si interpreta questo silenzio se non come semplice rassegnazione.
Si dice poi che il Premier , al termine della riunione , mancando ancora i nominativi e gli organigrammi di Rai 3, normalmente affidati all'opposizione, abbia detto, accomiatando gli "invitati , "Adesso andate da Franceschini e fatevi dare i loro candidati".
Come si vede i giornalisti indicati forse non saranno le migliori firme italiane, non brilleranno certo per coraggio ed obiettività, ma sono tutti di comprovata "fede", gente che non crea problemi, che non da "rogne".
Per il resto, se le notizie che circolano sulla riunione si dimostreranno fondate, sarà questo solo l'ennesimo esempio, e nemmeno il più chiaro e lampante, di come qualcuno intenda la democrazia, la vita democratica, la partecipazione, l'organizzazione dello stato , l'amministrazione della cosa pubblica.
Gli italiani, purtroppo, assomigliano sempre alle famose scimmiette che non vedono, non sentono e non parlano.

venerdì 17 aprile 2009

Il Vaticano ritorna sul problema dell' Aids e del preservativo ancora a sproposito

Le parole di Benedetto XVI sul preservativo e l'Aids, pronunciate durante il volo che lo avrebbe portato in Africa, sono state usate ''da alcuni gruppi con un chiaro intento intimidatorio'' nell'ambito di una ''campagna mediatica senza precedenti''.
E' durissima la nota diffusa dalla segreteria di Stato vaticana che critica la risoluzione del Parlamento del Belgio che condannava, come ''inaccettabili'' , le parole del pontefice sul preservativo e l'Aids pronunciate durante il volo che lo portava in Africa.
Il Vaticano, si legge "deplora che una assemblea parlamentare abbia creduto opportuno di criticare il Santo Padre, sulla base di un estratto d'intervista troncato e isolato dal contesto, che è stato usato da alcuni gruppi con un chiaro intento intimidatorio, quasi a dissuadere il Papa dall'esprimersi in merito ad alcuni temi, la cui rilevanza morale è ovvia, e di insegnare la dottrina della Chiesa".
Il documento del parlamento belga , piaccia o meno alla Segreteria vaticana, piaccia o meno al Pontefice , è invece un chiarissimo esempio di divisione dei poteri tra Stato e Chiesa, oltre che una posizione scientificamente e umanamente corretta , lucidissima e condivisibile da parte di ogni persona di buon senso.
"Non spetta al Papa - aveva detto il premier Belga - mettere in dubbio le politiche della sanità pubblica, che godono di unanime sostegno e ogni giorno salvano migliaia di vite umane".
Una posizione che, tra l'altro era già stata sostenuta coerentemente anche da Francia e Germania e che spiace non aver visto condivisa da parte del Governo Italiano.

The Pirate Bay: chiuso il processo con quattro condanne ma siamo tutti colpevoli o dobbiamo rivedere i diritti di autore ?

Si conclude con una severa condanna il processo in Svezia ai quattro responsabili di The Pirate Bay, uno dei maggiori siti di scambio di file via Internet al mondo.
I giudici hanno condannato i quattro ragazzi a un anno di prigione per complicità nella violazione dei diritti d’autore.
La denuncia iniziale era partita da diversi giganti dei media, tra cui spiccano Warner Bros, Mgm Pictures, Colombia Pictures Industries, 20th Century Fox, Sony Bmg, Universal e la Emi.
Il sito internet era stato poi chiuso e sequestrato dalla polizia Svedese nel maggio del 2006.
Naturalmente, a questa prima sentenza, seguirà un processo di appello , ma il processo travalica già i confini del paese e diventa un fatto epocale per chi vive di internet.
Tutto il mondo ha gli occhi puntati sulla Svezia, del fatto si interesseranno migliaia di blog, famosi e sconosciuti , s ne parla su youtube, su twitter, su facebook.
Il messenger impazzira nella rete, per seguire gli esterefatti e sorpresi commenti.
La guerra comunque è già scoppiata ed è una lotta titanica, tra Davide e Golia, tra i giganti dei media e quattro sconosciuti, tra la libertà e la costrizione.
Non si tratta qui di stabilire se "The Pirate Bay" favorisse o meno la pirateria, non c'era bisogno in questo caso di alcun processo, lo sapevano milioni di persone al mondo.
Qui si tratta di stabilire, una volta per tutte, se favorire la condivisione di file multimediali non autorizzati sia un reato o meno.
Se lo è siamo tutti colpevoli.
Alzi la mano chi non ha mai scaricato da internet un film , una canzone o un programma ?
Se questo è un reato, milioni di persone al mondo delinquono ogni giorno senza per questo sentirsi criminali.
La consistenza del fenomeno non ha mai impedito, alle società produttrici o agli autori , di arricchirsi e di avere comunque ingenti proventi; anzi ,spesso la diffusione illegale ha favorito la conoscenza e la commercializzazione di molti prodotti.
Qui non si tratta di proteggere sotto varie forme la ricchezza a cui qualcuno crede di aver diritto per aver prodotto o commercializzato un opera, qui si tratta del destino e del futuro di internet, della sua diffusione, della conoscenza e del sapere mondiale.
Senza la condivisione avremmo senz'altro un mondo meno ricco di conoscenze senza per questo arricchiere di un centesimo le grandi aziende produttrici o distributrici.
Se davvero si crede che condannando quattro persone e chiudendo in sito si possa fermare il fenomeno della condivisione e dello sharing vuol dire che non si è capito molto della globalizzazione e di internet.
Chiusa "The Pirate Bay"nasceranno (e sono già nati) milioni di altri siti "illlegali".
Bastano pochi spicioli in più nelle tasche di chi è già milionario per fermare il progresso ? ne vale veramente la pena ? Io non lo credo.
La rete è nata e si è sviluppata proprio per far circolare e rendere universali , pensieri, conoscenze e contenuti.
Nessuno riuscirà a fermare "la Rete" , la potranno solo ostacolare , ma non proibire.
Allora tanto vale dichiarare da subito che il processo svedese , il processo alla condivisione e a internet è già perso in partenza per le case produttrici e distributrici, per tutti quei governi, compreso il nostro, che pensano di porre rimedio al fenomeno con leggi restrittive e punitive.
Ha colto nel segno chi rammenta che non è condannando, qua e la dei ragazzi o colpendo nel mucchio che si risolverà il problema.
"La Rete - si dice - è fatta apposta per far circolare liberamente contenuti e al giorno d'oggi, non esiste niente di più semplice, naturale, economico, efficiente e socialmente condiviso della condivisione di file multimediali sulle reti P2P".
Questo cambiamento è epocale, diffusissimo, universale , economicamte vantaggioso e giovanile. Il sapere di molti giovani, la loro cultura , i loro svaghi viaggiano così, non sarebbero altrimenti sostenibili diversamente, chiedetelo a un qualsiasi ragazzo nato negli anni Ottanta o Novanta, chiedetelo a ogni fruitore di internet.
E' questa la rivoluzione moderna , per tanti versi è per l'uomo moderno quello che è stata la scoperta del fuoco o della ruota per gli antichi, è la rivoluzione, è il progressso, è la storia che avanza.
Chi pensa di contrastarla o di ostacolarla senza capire che non è questa la strada, non vive nel suo tempo , appartiene al passato e lo giudica immodificabile.
Ancora non ci sono proposte che sappiano conciliare i diversi interessi in campo ma è già chiaro he se qualche cosa si deve cambiare lo si dovrà circoscivere al diritto d'autore.
Il mondo guarda sempre avanti, non indietro , nessuno potrà fermare il progresso, nessuno riuscirà a fermare la storia, per quante risorse vi possa impegnare, per quanto tempo vi possa dedicare.
Ogni rivoluzione lascia sul campo i suoi morti, forse sarà destino debba morire il diritto d'autore così come è stato pensato, ma ogni rivoluzione guarda sempre avanti, prepara il futuro , non si richiude mai a riccio in difesa del passato.

giovedì 16 aprile 2009

Si dovranno rimangiare l'idea di non aumentare l'imposizione fiscale se vorranno ricostruire l'Abruzzo.

Regna ancora una certa dose di incertezza sulla stima dei danni in Abruzzo , ma tutto lascia pensare che ci si avvicini drammaticamente a quei 12 miliardi di euro che gli esperti hanno previsto .
E se questo rende evidente la dimensione del fenomeno, ci si accorge che non si tratta di noccioline o di pochi spiccioli da raccogliere.
Si possono organizzare tutte le lotterie che si vogliono, si possono lanciare appelli per messaggiare in continuazione ad un euro, ma alla fine ci si dovà piegare alla necessità.
Neanche si può pensare che possa bastare quel 5 per mille proposto da Tremonti.
Le spese per la ricostruzione non potranno essere coperte facendo ricorso alle sole generose offerte degli Italiani .
In serata il governo ha smentito con forza di aver «preso alcuna decisione in merito», ma si va facendo sempre più strada l'idea di una tassa "una tantum" a carico dei redditi più alti.
Nonostante le critiche rivolte all'opposizone che aveva lanciato la proposta, nonostante l'accusa di "statalismo stalinista" lanciata a giuliano Amato che l'aveva sostenuta, gira e rigira ,non si intravedono altre strade.
Non è tempo di finanza creativa, quella ha fatto il suo tempo ed ha rovinato il mondo, Berlusconi e Tremonti possono frenare la proposta di Letta in tal senso quanto vogliono, ma quella loro promessa elettorale di ridurre le tasse ha avuto vita breve nonchè gambe corte, ed alla fine mi sa che se la dovranno rimangiare.

Non solo Berlusconi ma tutto il Paese si piega al ricatto di Bossi e della Lega.

Dicono che Silvio Berlusconi mastichi amaro, per due motivi.
Il primo perchè una vittoria del quesito referendario sarebbe stata a tutto vantaggio del Pdl, il secondo perchè deve giustificare al paese, ma sopratutto ai terremotati come, nonostante le diffcoltà, questo maggioranza decida di buttare al vento, o meglio di regalare alle pretese leghiste ed alla presunzione di Bossi circa 400 milioni di euro.
Purtroppo la Lega non ha permesso alcun accorpamento del referendum alle elezioni , anzi ha minacciato addirittura di uscire dalla maggioranza, facendo così cadere il Governo se qualcuno si fosse azzardato ad assumere una simile decisione.
Ora ci si consola magramente dicendo che una crisi di governo sarebbe costata di più, si spera così di riuscire a convincere gli italiani dubbiosi.
Sarà anche vero, ma ancora una volta si dimostra al paese che i nostri politici non sono al governo per perseguire l'interesse del paese e dei cittadini, bensi per piegare le istituzioni e le leggi ai loro interessi, poco importa se personali o di partito.
Quello che ne esce è la scarsa fiducia di questi governanti nei confronti dei loro elettori e delle loro convinzioni.
Si poteva essere favorevoli o contrari al referendum, ma si dovevano mettere i cittadini nella condizione di scegliere al meglio, secondo coscienza.
Sicuramente non si doveva ricorrrere a piccoli artifici, di bassa "lega", per tenere lontani i cittadini dalle urne, per non farli votare.
Forse questi atteggiamenti derivano dal fatto che gli elettori vengono giudicati incapaci di intendere e di volere.
C'e da dire che spesso i nostri silenzi, la nostra eterna sopportazione, quel continuo piegare la testa di fronte al potere ed all'arroganza, non aiutano certo un cambiamento di opinione.
Dimostriamo purtroppo e complesivamente, come cittadini Italiani, notevoli difficoltà nell'essere attivi, attenti e partecipi nella vita pubblica.
Troppo spesso , quel non riconoscerci nello stato, nella collettività , nella società ci relega al ruolo, non di attori, ma di comprimari delle altrui scelte politiche, ridotti al ruolo di eterni sudditi, sempre pronti a piegarci, ciecamente ed acriticamente, ai padroni di turno, ai politici di turno.
Sono, i nostri atteggiamenti ed i loro, i segni evidenti di una democrazia stanca, ripiegata su se stessa, vecchia ed ammalata.
E in fondo quel continuo alzare , da parte dei nostri politici , con arroganza tipica, la "testa" e la "posta", fa da contraltare al nostro continuo piegare le idee e la ragione, le ginocchia e la fronte ai piccoli interessi di "bottega" , all'arroganza ed ai soprusi.

mercoledì 15 aprile 2009

E' patetico sentirli parlare di riequibrio nell'informazione e riferirsi solo a Santoro senza accorgersi di Rete 4 , Italia 1 e Canale 5.

Il direttore generale della Rai, Mauro Masi, ha chiesto a Michele Santoro di riequilibrare Annozero e che questo dovrà, "sin dalla prossima puntata, attivare i necessari e doverosi riequilibri informativi in ordine ai servizi andati in onda dall'Abruzzo".
Nella lettera del Direttore Generale è stata anche valutata «gravemente lesiva dei sentimenti di pietà dei defunti e in contrasto con i doveri e la missione del servizio pubblico una vignetta di Vauro che parlava di "aumento delle cubature nei cimiteri".
Per tale motivo la Rai ha quindi comunicato a Di Bella, a Marano e allo stesso Vauro, che la Rai in via cautelativa e da subito non intende avvalersi delle prestazioni del vignettista.
Che si fosse alla resa dei conti con Santoro , lo si era capito da subito.
In Rai , ma non solo in questa, non tira più vento favorevole all' opposizione, o ci si adegua o si rischia il posto.
Dico subito , per sgomberare il campo da ogni sospetto , che non mi sono per nulla piaciute le ultime puntate di Annozero, le ho trovate squilibrate , a volte inappropriate, dei veri e propri incidenti di percorso.
C'è tuttavia del patetico quando si sente qualcuno che , parlando di "riequilibrio" nell'informazione , pensa sempre e solo a giornalisti che come Santoro , "cantano", predicano o scrivono fuori dal coro.
Mai una volta che si pensi all'informazione di Rete 4 , Italia 1 o Canale 5.
Certo si dirà che tutte queste reti non sono pubbliche ma private.
Il dramma è che proprietario ne è il Presidente del Consiglio che, come tale, controlla direttamente o indirettamente anche la televisione pubblica.
Non si sente proprio più nessuno in questo paese che abbia la voglia ed il coraggio di dire che questa è un'anomalia tutta Italiana, che non giova per nulla alla pluralità o all'equilibrio dell'informazione oltre ad essere anche un serio ostacolo alla stessa vita democratica.

martedì 14 aprile 2009

Santoro e Annozero, per qualcuno è un secondo terremoto e si pensa così alla resa dei conti.

Come era prevedibile non si placa per nulla la polemica sulla puntata di Annozero dedicata al terremoto.
L'ultimo intervento al riguardo è di Sergio Zavoli, che ha sottolineato la necessità, nei programmi di inchiesta, di «dar voce a istanze diverse». Credo fose proprio quello che si stava facendo.
Da parte sua il presidente della Commissione di vigilanza ha anche ricordato che i vertici Rai stanno acquisendo gli elementi per formarsi sulla vicenda un loro parere, il più obiettivo possibile.
Personalmente il periodico dibattito , che segue ogni trasmissione di Annozero, non mi entusiasma più di tanto. Resto nel profondo convinto che Santoro , al pari di ogni altro conduttore, possa condurre le sue trasmissioni come meglio crede, può piacere o meno , come giornalista o conduttore, ma nessuno può pretendere una televisione di stato che trasmetta solo quello che iene approvato o condiviso dal "regime" o dal "governo".
Ecco perchè non trovo per nulla condivisibile il pensiero di Fini e Berlusconi quando dichiarano che la "trasmissione di Santoro è stata un'indecenza". Forse ultimamente stanno seguendo troppo le trasmissioni di santoro e così si sono persi quanto in onda su Rete 4, Italia 1 o Canale 5.
E' proprio vero che anche l'indecenza ha le sue "articolazioni" e che i parametri di giudizio, anche in questo campo, divergono da individuo ad individuo o a secondo delle sensibilità o delle culture.
Se è pur vero, come dice Zavoli, che l'importante è "dar voce a istanze diverse, specie in un contesto che lasci spazio a critiche anche gravi" , che cosa hanno da lamentarsi i nostri Governanti ? mi pare proprio nulla.
I soldi dei contribuenti e del canone mi pare debbano assicurare proprio il pluralismo dell'informazione.
Condivido perciò pienamente il pensiero della Bonino quando dice che non capisce cosa si possa contestare a Santoro.
Pur non avendo condiviso nè apprezzato proprio quella trasmissione, purtuttavia mi sento di essere però solidale con lui .
Se Santoro ha raccontato il falso c'è la magistratura per contestarlo; se ha usato toni non adeguati non credo sia stato il solo, ma non per questo va zittito; se si contesta, come pare, lo "sciallaggio dei sentimenti", be meglio tacere davvero e guardare attentamente da che pulpito prima viene la predica.
L'importante è che la si smetta di attaccare la libertà di stampa ogni volta che qualcuno critica il governo o il suo operato e che nessuno pensi di utilizzare il terremoto per una resa dei conti con Santoro, seguendo magari l'esempio di Mediaset che è già riuscita a liberarsi di Mentana.
Quello che viene detto può piacere o meno, può essere condiviso o rifiutato in blocco, ad ognuno viene giustamente lasciata libertà di scelta.
Quello che però tutti devono capire ed accettare è che la libertà di espressione è un diritto inalienabile, e che a quella, piaccia o meno a Cicchitto, Berlusconi o Fini, nessuno è disposto a rinunciare.

sabato 11 aprile 2009

Berlusconi decidi, quei 400 milioni di euro o li dai ai terremotati o li dovremo pagare come "Bossi tax."

E' stata davvero una decisione a sorpresa quella del premier Berlusconi quando , dopo la riunione di governo ed il vertice di maggioranza, si è subito dichiarato disposto ad accorpare il referendum elettorale con le elezioni di giugno.
Come si sa infatti la Lega è pronta alla rivolta se dovesse passare l'accorpamento del referendum alla tornata elettorale.
Se dovesse passare il quesito della consultazione referendaria il Carroccio rischierebbe di sparire dal sistema politico, assieme a buona parte degli altri partiti , con esclusione dei due maggiori.
Ora se Bossi ha smesso di urlare e di lucidare i suoi famosi fucili, nonostante Berlusconi cominci a parlare di possibilità di accorpamente, un motivo ci deve essere , anzi , più che un serio motivo sarà ancora una volta una piccola furbiria, nascosta nelle pieghe delle affermazioni del Premier. Contare sulla ragionevolezza della Lega sarebbe infatti improbabile, inutile spiegare al carrocccio che risparmiare 400 milioni di euro, da destinare ai terremotati ,sarebbe una buona cosa, un atto di responsabilità.
Per Bossi l'Abruzzo rimane un territorio sempre troppo distante dal suo mondo anche se li vivono pastori di d'Annunziana memoria , molto simili in fondo per indole caratteriale , ai "suoi pastori " bergamaschi.
Vi è una sola possibilità, un solo motivo, per cui Bossi , Maroni e Calderoli, se ne stanno tranquilli nonostante le affermazioni di Berlusconi, ed è una piccola furberia, non per far trionfare la democrazia, nè per esaltare la partecipazione dei cittadini alla vita politica ed elettorale. No , ancora una volta è solo un piccolo imbroglio, una "porcata", che farebbe però salvi i cavoli con la capra, si vorrebbe sì accorpare il referendum alle elezioni , ma non con le Europee e il primo turno delle amministrative del 7 di giugno come si pensava, bensì con il secondo turno delle stesse , con il ballottaggio.
Con questa seconda ipotesi, le probabilità di raggiungere il fatidico quorum, sarebbero molto, ma molto ridotte.
Ecco perchè la Lega è tranquilla e silenziosa.
Come si vede non si tratta di un atto di responsabilità o di fiducia nella democrazia e nella partecipazione, ma solo di un piccolo espediente, una furberia, un piccolo imbroglio nei confronti dei cittadini e una scarsissima fiducia nelle loro convinzioni.
Si tratta di bassa politica per dei piccolissimi politici.
Ad ogni modo, mentre il Premier ha rilanciato, proprio preoccupato del fatto che troppo spesso negli ultimi tempi gli si chiedeva se non fosse il caso di risparmiare quei soldi per destinarli all'emergenza Abruzzo, noi anche qui non possiamo far altro che aspettare , assieme a quei terremotati che Bossi ed il premier decidano.
Rimaniamo in attesa , come dice qualcuno, di sapere e di capire se si tratta solo di parole o fatti concreti", perchè il no del governo equivarrebbe a una "Bossi tax imposta a tutti gli italiani, nessuno escluso.

giovedì 9 aprile 2009

Bossi è furioso, Maroni minaccia.

Dicono fosse un Umberto Bossi furioso quello che ha chiamato il premier Silvio Berlusconi, nel pomeriggio di ieri , dopo che i deputati della Lega avevano abbandonato l’aula in seguito all’approvazione dell’emendamento Pd-Udc sui clandestini.
Sembrava davvero tirare aria di tempesta , la tensione si tagliava con il coltello nelle fila del Pdl.
Ma la telefonata è servita a rasserenare gli animi ,visto che al Senatur lo stesso Berlusconi ha assicurato che si riparerà all'incidente di percorso.
La richiesta del ministro Maroni è infatti di reintrodurre le norma cancellate in Senato nella legge di conversione del decreto, anche se i tempi sono strettissimi visto che il decreto scade il 26 aprile.
Il fatto è che siamo nel periodo delle ferie Pasquali preocupa la lega che non può assolutamente rinunciare alle ronde ed al giro di vite sugli immigrati.
Ecco perchè Bossi e Maroni hanno chiesto a Berlusconi «un impegno forte e personale sulla questione, un vero e proprio atto di forza» nei confronti della maggioranza.
Stamani si è avuto un chiarimento politico prima del Consiglio dei ministri , all'ordine del giorno vi era anche la data del referendum elettorale che la Lega assolutamente non vuole abbinare alle europee.
Se non ci fosse il dovuto chiarimento la Lega ha minacciato di disertare la riunione e sembra che Maroni sia pronto, per protesta, a rassegnare le dimissioni.
Si profila quindi ancora una volta un massiccio ricorso alla fiducia per l'approvazione della legge. Ma dovremo attenderci anche altro, e cioè quello scontro politico, tutto interno alla maggioranza e spesso minacciato, tra la Lega e An, in funzione decisamente propagandistica visto l'avvicinarsi delle elezioni.
Se saranno solo scaramucce, atte solo a delimitare i rispettivi territori di influenza, sarà tutto da vedere, per ora non si intravede altro .
Ma come sempre accade , si sa sempre da dove si inizia, mai dove si può arrivare.
Quindi per ora aspettiamo, se son rose fioriranno, se son spine spineranno.

Poveri vecchi, si immaginano spesso una vecchiaia serena , invece vengono presi a pugni e schiaffi.

L’accusa è sicuramente di quelle pesanti, molti anziani, ospitati in una casa di riposo di Perugia, venivano abitudinariamente tirati per i capelli, presi a pugni e schiaffi e, addirittura legati al letto.
La vicenda è ancora tutta da definire ma il Pm Antonella Ducchini ha chiesto il rinvio a giudizio per maltrattatamenti per la titolare una struttura a Pasignano sul Trasimeno.
Il sostituto procuratore, oltre ai maltrattamenti, ha poi contestato alla donna l'esercizio abusivo della profesione medica per aver somministrato, agli anziani ospiti della clinica, medicinali senza prescrizioni mediche.
Secondo la Procura, la donna ha anche gestito la casa di riposo per anziani non autosufficienti in assenza di qualsiasi autorizzazione.
Nelle denunce, presentate alla compagnia dei carabinieri di Città della Pieve, viene sottolineato che alcuni anziani hanno sostenuto di essere stati più volte picchiati "con pugni e schiaffi" e, in più occasioni, di essere stati maltrattati in ogni maniera.
Triste storia come si vede , intrisa di solitudine e di sofferenza di ogni tipo, acciacchi dell'età e ferite non solo materiali.
Ognuno di noi pensa sempre di poter avere una vecchia se non bella , perchè bella è solo la gioventù, almeno serena, tranquilla, trascorsa in compagnia dei parenti e degli amici.
Troppo spesso però i nostri vecchi si accorgono di essere invece un peso per tutti, anche per la società, non solo per i familiari.
Una volta gli anziani erano i custodi di un antico sapere, delle tradizioni, tramandavano storie avventurose ed antiche, di un mondo d'orato, spesso fantastico e mitico.
Ora al massimo riescono a raccontare storie squallide di abbandono e di solitudine come queste, storie fatte di sopportazioni, di silenzio, dell'angoscia tipica di chi oramai non ha più nulla e nessuno, di chi non può aspettarsi altro dalla vita , se non una morte liberatrice..

mercoledì 8 aprile 2009

"Mister Obama" questa volta non ci è per nulla piaciuto, anche se per semplice educazione la ringraziamo comunque.

Si capisce certamente che gli Stati Uniti stiano vivendo, dal punto di vista economico, uno dei loro peggiori momenti e che il Presidente Obama , dovendo pensare ai suoi concittadini, non possa scialacquare per quelli di altri paesi sia pure in difficoltà maggiori.
Ma , lì per lì , l'offerta del Presidente di un contributo di 37.658,58 euro per i terremotati dell' Abruzzo è parsa quasi una rivincita per le burle di Berlusconi, un semplice scherzo.
Invece no, Obama era serissimo e la cifra veniva confermata.
Si scopriva poi che nella gara di solidarietà con i terremotati dell’Abruzzo, perfino Sali Berisha era riuscito a battere Barack Obama, infatti dal capo del governo albanese era arrivata una disponibilità di 50mila euro.
E sì che l'Albania non viaggia meglio degli Stati Uniti, anche se ha meno spese militari.
Dopo i primi attimi di smarrimento la cifra iniziale di Obama è stata però portata, da un oscuro addetto di ambasciata, alla cifra di 50mila dollari.
Ma anche così è poca cosa , sembra un aiuto più ridicolo che simbolico, da parte di un paese "fratello", che ospita molti nostri connazionali e di cui l'Italia si sente, orgogliosamente, alleato fedele da sempre.
Sbigottiti sono parsi gli stessi giornalisti americani.
Si tralasciano poi i commenti dei blogger d'oltre Oceano.
C'è chi si e divertito a fare due conti ed ha stabilito così che gli americani d'oggi , al pari di quelli di ieri, potrebbero distribuire, a parità di costi, un pacchetto di sigarette per ogni terremotato. Come ai vecchi tempi, se solo si potessero aggiungere delle barrette di cioccolato, potrebbe essere spacciata come una seconda Liberazione dai nazifascisti.
Sarebbe da ridere se non fosse stato così maledettamente serio il terremoto.
Molti a dire il vero non sanno ancora se crederci. Qualcun altro ,amaramente, considera, tutto sommato , che gli italiani valgano per gli Stati Uniti, molto meno di tanti terroristi sparsi per il mondo visto che per questi si stanziano somme molto più consistenti.
Ma gli aquilani, come si sa, non hanno mai lanciato missili, nè bombe , a nessuno.
In ogni caso, signor Presidente Obama, un vecchio proverbio Italiano dice che " a caval donato non si guarda in bocca" e noi non ci guarderemo.
Lo facciamo per il rispetto dovuto ai nostri connazionali così provati, un po' per educazione e perchè apparteniamo ad una civiltà che viene da lontano e ne abbiamo viste di cotte e di crude, ma stia certo che non dimenticheremo.
Ed è un vero peccato perchè Lei aveva fatto così tanto per farsi voler bene, era stato così istintivoo volergliene, e non si è ricordato che in genere basta molto poco per rovinare tutto.
Grazie comunque signor Presidente.

martedì 7 aprile 2009

Non è sicuramente il momento delle accuse ,ma tutta la stampa estera si chiede come mai siano stati così sottovalutati tutti quegli allarmi.

Tutti i giornali del mondo riportano le terribili immagini della distruzione in Abruzzo.
Chiese diroccate, macerie ovunque, volti angosciati e smarriti, pianti  e urla.
Campeggia però su tutti i quotidiani , e gira anche sul web, una notizia che non può essere del tutto ignorata.
Non è sicuramente il momento delle divisioni e delle colpe, ma è impossibile far tacere la stampa estera e quanti pongono un angosciante interrogativo "era possibile prevedere il terremoto" ?
Il quotidiano spagnolo El Mundo riporta il titolo  "Un geologo avvisò del disastro e lo tacciarono di allarmista».
Il Telegraph sottolinea come, tutti gli avvertimenti lanciati dal ricercatore Giuliani in tal senso, siano stati deliberatamente ignorati: "Giuliani ha detto alla gente del posto di evacuare le loro case.
Le autorità locali devono affrontare serie domande sul perché hanno tappato la bocca a Giuliani invece di prendere sul serio le sue scoperte".
Ancora oggi però in Italia il capo dell'Istituto nazionale di geofisica, Enzo Boschi, sostiene che "Non è possibile prevedere i terremoti. Ogni volta che accade un terremoto c'è sempre chi dice che lo aveva previsto".
Sarà, ma anche un Times dubbioso , rimarca tutta una serie di avvertimenti inascoltati, "Un mese fa, - dice - furgoni con altoparlanti sono andati in giro per le strade dell'Aquila dicendo agli abitanti di evacuare le loro case. Giuliani è stato denunciato alla polizia per avere «diffuso allarme» ed è stato costretto a togliere da Internet i risultati delle sue ricerche.
Certo tutti gli scienziati ripetono che non è possibile prevedere il momento esatto di un terremoto così come non è possibile prevedere un'eruzione vulcanica , ma in entrambi i casi ci possono essere segnali evidenti di tali attività. Neanche Giuliani ha previsto il momento esatto della scossa ,ha semplicemente detto che si stava verificando un aumento notevole della concentrazione di Radon e di gas rari tali da far prevedere una forte scossa di terremoto nella zona.
Sarà stato allarmismo , come qualcuno giustamente osserva che, quanti hanno ascoltato il ricercatore ed i suoi familiari hanno avuto almeno salva la vita.

sabato 4 aprile 2009

La Francia va all'attacco di internet, l'Italia è sempre più tentata a fare i conti con la rete.

La Francia va all'attacco dei pirati di internet, niente più collegamento ai pirati che verranno scoperti, niente più notti insonni passate sul web a scaricare, via computer, la musica e i film preferiti, per chi non rispetta i diritti d'autore.
La legge francese promette di diventata inesorabile e punire così severamente, gli irriducibili che ancora si attarderanno su Emule e su BitTorrent.
La legge, fortemente voluta dal presidente Francese Sarkozy e ostacolata dalla sinistra, sta per arrivare ora in porto, nonostante le perplessità e lo scettiticismo.
In pratica in Francia ci si promette di sospendere l'accesso a Internet, da due a dodici mesi, per chi scarica illegalmente dopo essere stato avvertito per due volte.
La punizione sarà messa in atto da un'autorità amministrativa, mentre i colpevoli potranno far ricorso a un giudice.
"Una legge farraginosa e inapplicabile, già superata dall'evoluzione delle tecnologie", dicono tutti gli esperti ed i critici.
Tra gli emendamenti passa il principio che esenta i pirati dal pagare il canone in caso di sospensione, e qui saranno più gli svantaggi che ne deriveranno per le compagnie che i vantaggi reali della legge ed i diritti d'autore.
Ora , dopo l'approvazione all'Assemblea nazionale, e quando sembrava che la legge fosse in dirittura d'arrivo, ecco profilarsi all'orizzonte uno scoglio forse insormontabile.
Sembra infatti che il Parlamento europeo si stia preparando ad iscrivere Internet tra i "diritti fondamentali" dei cittadini , se così sarà ,la legge francese diventerà inapplicabile.
Questa lascia ben sperare anche sul fronte Italiano, dove le tentazioni di fare definitivamnete i conti con il mondo di internet stavano prendendo piede anche nella nostra maggioranza di governo, anche con alcune stravaganti proposte, come le proposte di legge della Carlucci.
La tanto vituperata Europa ancora una volta arriva in soccorso dei diritti di tutti i suoi cittadini, nonostante le piccole "idiosincrasie" di alcuni governi.
Si spera che ancora una volta riesca a salvare, non solo in questo caso la Francia , ma anche l'Italia da quelle tentazioni autoritarie che rischiano di ledere, ostacolare e compromettere alcune libertà individuali e fondamentali legate alla rete.

venerdì 3 aprile 2009

A Sua Maesta Elisabetta seconda le scuse degli italiani per le berlusconate del Cavaliere.

C'è chi dice che Silvio ha la battuta pronta in ogni occasione e c'è chi, al contrario, afferma che il Cavaliere è già una macchietta da solo e proprio per questo , inesorabilmente, prima o poi cade nel ridicolo.
Così è accaduto in più di una occasione internazionale dove il Cavaliere , con le sue intemperanze , ha creato spesso imbarazzo all'immagine di un paese che si considera l'ottava potenza economica del mondo.
Questa volta poi l' irrequietezza del Cavaliere è riuscita a irritare persino l'imperturbabile Sovrana d'Inghilterra.
La regina Elisabetta stava infatti posando per una foto di gruppo con i capi di Stato e di governo presenti a Londra in occasione del G20 quando il Cavaliere, che fino allora era rimasto in disparte e quasi isolato , al pari di quei mocciosi desiderosi di attirare l'attenzione dei grandi ha cominciato ad urlare " Mister Obamaaaa, Mister Obamaaaa "..
Il tono di voce sicuramente era alto, più adatto ai mercati rionali del mezzogiorno d'Italia che all'ambiente di Buckingham Palace, ma si sa Berlusconi è l'esempio tipico di Italiano medio arricchito, la classe è quella che è, tutto sommato lascia un po' a desiderare.
Comunque con le sue urla il Cavaliere riesce a richiamare l'attenzione del Presidente Americano che si volta , e lui, il Cavaliere, prontamente porgendogli la mano, si inchina leggermente e, come se dovesse presentarsi esclama : «Mister Berlusconi...».
Altra risata generale , la scena è degna di una commedia all'italiana e di Alberto Sordi.
Gli altri leader ridono.
La regina Elisabetta un po' meno, anzi, girandosi verso i due sbotta "Ma chi è? Suvvia...".
Qui la Regina ha del sublime, in quel "suo chi è ?" si scoprono tutte le Reali preoccupazioni, forse il timore di qualche infiltrato, forse la sorpresa di scoprire un'ospite che era passato inosservato o il desiderio e la sorpresa di trovarsi di fronte un leader "sconosciuto" di un paese emergente.
Poi visto che le Reali orecchie erano oramai definitivamente "irritate" , in mezzo all'ilarità generale , "Ma perché deve urlare così?".
Sante parole Maestà alle quali nemmeno noi italiani riusciamo a dare risposta, anche qui , nel suo paese , il Premier urla spesso e sovente a vanvera, lo fa in fondo per gli stessi motivi, per richiamare su di se l'attenzione degli astanti visto che non ha altri mezzi per farlo, o per distrarre un po' gli interlocutori.
Comunque non si preoccupi Maesta si tratta della solita berlusconata, una delle tante ed a cui voi ancora non siete abituati e che con , non poco rossore e vergogna , noi vorremmo poter dimenticare in fretta.
Voglia accettare comunque maestà le scuse degli incolpevoli Italiani , in fondo le sia di conforto il fatto che se Berlusconi è riuscito ad infastidire Lei che lo frequenta così poco , provi a pensare un poco a noi e , nonostante tutto si rallegri, in fondo pensi che non c'è mai limite al peggio , provi a pensare se le fosse capitato il Presidente Boliviano Chavez......

giovedì 2 aprile 2009

La Consulta dichiara anticostituzionale la Legge 40, seguiranno la stessa sorte le ronde e la legge sul testamento biologico.

La Corte Costituzionale ha bocciato la legge 40 sulla fecondazione assistita.
I giudici hanno dichiarato l'illegittimità costituzionale dell'articolo 14, comma 2 della norma, nel punto in cui prevede che ci sia un "unico e contemporaneo impianto, comunque non superiore a tre" di embrioni, e del comma 3 dello stesso articolo, nella parte in cui non prevede che il trasferimento degli embrioni, da realizzare non appena possibile, debba essere effettuato senza pregiudizio della salute della donna.
Nel Governo fino ad ora le bocche sono state quasi del tutto cucite , mentre si palpa la delusione e si moltiplicano le proteste , come era prevedibile, dal mondo cattolico.
Il sottosegretario al Welfare, con delega alla Bioetica, Eugenia Roccella, si è comunque affrettata a dire che presto saranno emanate "nuove linee guida" in materia.
Naturalmente il mondo laico e quanti hanno a cuore le libertà individuali, esultano per i pronunciamenti della Corte che lasciano ben sperare per l'avvenire su materie altrettanto complesse.
La legge sul testamento biologico, in discussione proprio in questi giorni , seguirà la stessa sorte, con molta probabilità sarà a sua volta dichiarata anticostituzionale dalla Corte Costituzionale, non ci sono dubbi , anche uno sprovveduto lo capirebbe, visto che lede i diritti fondamentali dell'individuo.
Ma già circolano voci che i giudici abbiano espresso più di una valutazione negativa anche nei confronti delle ronde, di fresca istituzione, e che non stiano aspettando altro che di poter decidere nel merito.
Naturalmente, è d'obbligo schierarsi con i giudici, ma forse varrebbe la pena di consigliare anche ai nostri deputati di far propri i principi che animano la nostra Costituzione , approvando leggi almeno in accordo con quella.
Qualcuno diceva in questi giorni "per fortuna che Fini c'è", noi, ancora meno schierati di questi , vorremmo dire per fortuna che la Corte c'è.

Brunetta , dice di non voler più vedere le signore scappare dagli uffici per fare la spesa; ma ha capito che ne è lui il responsabile o no ?

Come era prevedibile , un coro di critiche ha investito oggi il ministro della Pubblica Amministrazione e innovazione, Renato Brunetta, nel corso del suo intervento all'incontro della rete nazionale delle consigliere e dei consiglieri di parita'.
Il Ministro , continuando la sua battaglia "contro" la pubblica amministrazione inefficiente ha detto : " Non voglio piu' che le signore donne scappino dagli uffici e dai tornelli per fare la spesa.
Il lavoro pubblico non puo' essere l'ammortizzatore sociale di genere, a partire dalla scuola".
A me pare che il Minsitro non abbia di che vantarsi denunciando le inefficenze dei pubblici dipendenti per il semplice fatto che ne è lui il responsabile.
In una qualsiasi azienda ogni dirigente risponde delle inefficenze del proprio personale.
In un paese normale , un Ministro della Funzione Pubblica dovrebbe rispondere delle inefficenze dei pubblici dipendenti, inutile cercare scappatoie denunciando e addebitando le colpe ad altri, o più generalmente al sistema; è Brunetta il responsabile primo di ogni "fannullone" pubblico, invece di continuare a denunciarli li scovi e ne impedisca gli abusi e se non ne è capace si dimetta.
Detto questo è però diritto del cittadino , di tutti i cittadini, pretendere che non si debbano più vedere dipendenti pubblici "scappare dagli uffici e dai tornelli per fare la spesa", questo indipendentemente da quello che fa e dice il ministro Brunetta.

G20, Obama , Sarkozy e la Merkel sembrano trovare un accordo.

Una Londra in stato d'assedio ha visto riuniti i 2o grandi della terra alla ricerca di un accordo su come affrontare la crisi.
Ma Londra è stata anche la citta della rivolta del popolo e dei cittadini che hanno sfogato così la loro rabbia nei confronti del "sistema" e delle banche, giudicate come le principali colpevoli, alla ricerca così di una giustizia sociale che non vedono raggiungibile, nell'immediato, con altri mezzi.
Dal summit è uscito un accordo che sembra dare certezze nel futuro e la speranza di poter ridefinire il sistema econoimico mondiale.
Non un semplice accordo di facciata ma decisioni che si spera possano incidere più profondamente nel sistema.
Le attese erano sicuramente molte e proprio ieri Barack Obama ieri aveva lanciato un appello alla vecchia Europa per superare insieme le divisioni, cercando convergenze sulle modalità per uscire dalla crisi.
Ma il nuovo asse Sarkozy / Merkel, chiedeva giustamente di "dare una coscienza al capitalismo internazionale, adottando una serie di misure contro i paradisi fiscali e su nuovi meccanismi di controllo sulla finanza internazionale".
Non è possibile superare la crisi senza un accordo internazionale ed altrettanto impossibile sarebbe stato affrontare la crisi con un accordo di facciata o con soli e semplici interventi finanziari, che non avrebbero cambiato di molto la situazione se non fossero preceduti da un deciso cambiamento delle regole e del sistema economico.
Dal G20 sembra ora uscire un convinto programma in questa direzione che fa suoi i principi di un profondo cambiamento, di una profonda moralizzazione e di un deciso elevamendo dei controlli internazionali sull'economia , su questo hanno avuto ragione Sarkozy e la Merkel, il mondo aspetta , aspettano milioni di cittadini e purtroppo il tempo stringe, le scelte si rendono sicuramente urgenti.

mercoledì 1 aprile 2009

In America Obama vuole le teste dei colpevoli della crisi, qui in Italia quando cominceremo ?

Non è bastato al presidente Obama chiedere ed ottenere la testa di Rick Wagoner, ex numero uno della General Motors, ora alza il tiro e chiede la testa dei banchieri.
Non è il solo , credo che il mondo intero sia con Obama su questa posizione.
Non si può far finta che nulla sia accaduto e superata una crisi alla belle meglio , con i sacrifici di tutti per le colpe di pochi, riaffidare il comando ed i posti strategichi a chi ci ha portato dritti al disatro.
E' una legge ferrea del sistema che chi sbaglia paga, e qui qualcuno deve pagare.
Che siano i banchieri e gli speculatori che si paghino la loro crisi, voluta, cercata, perseguita solo per arricchirsi oltre ogni misura, oltre ogni decenza.
Obama promette interventi, concede incentivi all'industria e alle banche , ma chiede garanzie, la prima che quanto accaduto non debba più accadere , e proprio per questo chi ha sbagliato deve pagare.
Provate a pensare se in Italia dovessimo adottare lo stesso principio, immaginate quante sarebbero le teste che dovrebbero rotolare.
Chi può dimenticare i dirigenti di aziende di stato pagati a peso d'oro per mandare alla rovina le aziende pubbliche a loro affidate, coscenti comunque che tanto i cittadini avrebbero poi ripianato i bilanci ed aumentato i loro stipendi.
Obama con una mano da e con l'altra chiede garanzie, "amministra" una sorte di giustizia sociale.
E' questa l'inversione di tendenza che si chiede anche al Governo Italiano , pronto ad intervenire a sostegno delle Banche e delle aziende, ma senza garanzie, senza fare piazza pulita, non solo dei nemici , ma anche degli amici.
Oggi una grande moltitudine di persone paga duramente gli errori di un sistema e di una classe dirigente, sarebbe corretto e giusto che anche loro pagassero le loro colpe, in fondo sarebbe solo questione di giustizia anche sociale.

Un Berlusconi soft , con un po' di eufemismo, dice che «Il lavoro comincia a venir meno» no Cavaliere, qui licenziano di brutto.

Sarà anche vero che la crisi va affrontata con ottomismo e che alla fine ne usciremo meglio degli altri, ma ora qualche dubbio comincia a farsi strada anche nella mente di Berlusconi.
Tra l'altro ce lo dice proprio ora dopo che, a forza di sentirci dire di stare tranquilli e di non preoccuparci, serafici , avevano raggiunto la quasi certezza che la crisi fosse un problema tutto americano , sicuramente non nostro.
Ora però anche il Premier corregge il tiro, casca un poco dalle nuvole di quel suo dorato mondo , sembra faticare non poco durante il suo atterraggio, forse lo fa dopo essersi guardato attorno con occhi più attenti, o semplicemente perchè lo hanno messo sull'avviso Letta e Ferrara.
Questa volta anche lui deve riconoscere , con un po' di preoccupazione che "Il lavoro comincia a venire meno in maniera preoccupante".
Ci fa piacere sentirglielo dire , ci fa piacere che anche lui, al pari di San Paolo sia stato folgorato sulla via, non di Damasco, ma del G8 o dai dati in arrivo da ogni parte del mondo.
Ci fa piacere sentire dire al nostro Premier che "C'è stato un incontro molto approfondito sui temi del lavoro che comincia a venire meno a seguito di una crisi che investe tutto il mondo.
Le previsioni sono negative e si parla di 20 milioni di posti di lavoro in meno entro il 2010.
C'è una grande preoccupazione anche perchè la crisi continuerà prevedibilmente per due o tre anni".
Ci fa piacere dicevo, non la crisi, ma l'ammissione che il momento è grave, e se il riconoscerlo non ci aiuterà per nulla , quanto meno ci attrezzeremo per affrontare il peggio e non ci lasceremo sorprendere.
Resta il dubbio però che nel nostro paese ancora non si sia capito che da questa crisi non ne uscirà un sistema capitalistico rafforzato, non è la vittoria del liberismo più sfrenato.
Conviene rendersi conto che il capitalismo selvaggio , come lo pensavamo, ha i giorni contati, è finito, così come è finito il comunismo.
Questa crisi rischia di dare spazio e origine alla più grande crisi sociale del mondo moderno, sarà la vittoria ed il riapparire sulla scena sociale di quella classe media quasi dimenticata e stretta tra liberalismo ed operaismo, una classe sociale così diffusa e radicata nel mondo moderno.
Già i segnali si vedono tutti, le manifestazioni e le proteste si fanno sentire, in Grecia come in Francia ed in Inghilterra.
Obama e l'America se ne sono accorti , non è un caso che buona parte dei provvedimenti del Presidente Americano vanno in soccorso del ceto medio, diventato il fulcro della sua politica.
L'Europa e l'Italia pare fatichino a comprendere la portata degli eventi e almeno nel nostro paese sembrava fino ad ora in atto il tentativo di minimizzare anche l'impossibile.
Ora forse anche Berlusconi si sta svegliando, meglio una coscienza tardiva che l'incoscenza.
Il fatto è che non è che il lavoro venga semplicemente meno, qui si licenzia di brutto, senza contare la cassa integrazione e le migliaia di aziende in serie difficoltà.
Venti milioni di disoccupati entro il 2010 non sono poca cosa.
Ci si augura che escano davvero proposte concretissime ed urgenti nei summit del G8 e del G20 già in programma, ma gli interventi devono essere decisi, rapidi, consistenti e sostanziali.
Resta un dato da risolvere ed è che il sistema economico attuale non può reggere più nell'anarchia che ci ha condotto alla crisi, non è più possibile un sistema senza regole e la prima regola da realizzare è il ritorno dell'uomo al centro di tutto il sistema.
Solo così si potrà realizzare un "patto globale che possa sostituire al pessimismo l'ottimismo, alla sfiducia, la fiducia e trasformare la paura in speranza", non ci sono altre strade percorribili.