sabato 28 febbraio 2009

Così Mediaset rispetta le convinzioni e le idee personali.

Mediaset ha inviato per lettera una contestazione disciplinare ai giornalisti di "Matrix" Silvia Brasca e Roberto Pavone, in seguito ad alcune dichiarazioni rilasciate dagli stessi al settimanale Sorrisi e Canzoni Tv. In pratica è questo il passo preliminare utilizzato per il licenziamento.
Lo ha riferito il Cdr di Videonews, cui fa capo la trasmissione di approfondimento di Canale 5.
Silvia Brasca è stata giudicata colpevole di aver pubblicamente commentato l'allontanamento di Mentana da parte dell'azienda come una decisione "ingiusta, irriconoscente e sproporzionata", mentre Roberto Pavone ha giudicato l'accaduto "un fatto traumatico, brutale, immotivato".
L'azienda considera tali dichiarazioni "lesive dell'immagine e della reputazione del gruppo".
Come non essere però dalla parte del consiglio di redazione quando esprime solidarietà ai due giornalisti "sottolineando il proprio sconcerto per l'iniziativa dell'azienda, che di fatto mette in guardia tutti i giornalisti del gruppo circa il libero esercizio dei propri convincimenti e opinioni personali su temi, vedi la vicenda Mentana, di interesse sicuramente aziendale ma anche pubblico".
Quanto accade nell'azienda di proprietà della famiglia del Presidente del Consiglio non può essere considerato come un fatto casuale.
E' sintomatico e la dice lunga sui convincimenti, sulle intenzioni e sulla "democraticità" della "proprietà".
Come si vede, in quell'ambito, si ha molta considerazione, e anche un grande rispetto per le idee personali di ognuno.

venerdì 27 febbraio 2009

Le Ronde mostrano già il loro volto di squadre politicizzate.

Come era facile prevedere iniziano molto presto i problemi per le "ronde".
L'altra sera le ronde organizzate da "La Destra" si sono infatti presentate al parco della Cafferella a Roma, ma i guardiaparco, aggiungo giustamente, hanno negato loro l'accesso.
E' bastato questo per alzare l'ennesimo polverone , non solo sul loro utilizzo e sulla loro ragione d'essere, ma anche su regole e diritti, loro e dei cittadini , non ancora definiti.
Lo stesso Alemanno ed il Ministro Maroni hanno dovuto intervenire per chiarire e ribadire che «Le ronde della Destra alle quali i guardiaparco hanno vietato di entrare nel Parco della Caffarella sono ronde non autorizzate".
Doverose le precisazioni, ma rischiano di essere ora inutili, il fatto è che a forza di seminare vento si finisce poi per raccogliere tempesta , a forza di soffiare sul fuoco prima o poi questo divampa.
La colpa di quanto accade sarà difficile davvero, questa volta, ascriverlo alla "sinistra", magari accusandola di aver surriscaldato il clima e gli animi.
Tutto ciò andrà sicuramente a discapito delle civile convivenza.
Va comunque sottolieato , con estrema preoccupazione, che si sta verificando proprio quanto si era paventato.
Si è dato in fondo un alibi ed una giustificazione alla ricostituzione di "squadre" politizzate di destra di cui non si sentiva proprio alcuna necessità e di cui volentieri si sarebbe fatto a meno. Non è questo un solo mio pensiero ma è anche quello dell'ex ministro degli interni Pisanu.
Persino lui che appartiene al Pdl si è sentito in dovere di dichiarare che "le ronde dovrebbero essere gruppi di volontariato, ma spesso si presentano come milizie di partito. Oggettivamente costituiscono un vulnus all'unitarieta' e all'efficienza del nostro sistema di sicurezza".
Facile ora presagire che ogni raggruppamento di destra come di sinistra finirà per volersi costituire in "ronde", a presidio del territorio prima, delle loro idee poi , o del concetto generale di una giustizia fai da te, esercitata con l'immediatezza del caso, senza aspettare le lentezze della processi, aumentando così la probabilità di scontri tra opposti schieramenti e tra opposte fazioni. Un gran bel risultato per la sicurezza dei cittadini e per la loro civile convivenza.

giovedì 26 febbraio 2009

Dopo gli scioperi virtuali, con il prossimo decreto legge aspettiamoci anche i contratti e gli aumenti salariali virtuali.

Arriva lo sciopero virtuale nei servizi essenziali.
Tra le tante idee balzane del Governo non poteva mancare questa, in fondo sembrava scontata a pensarci bene e conoscendo un po' i personaggi.
Lo sciopero virtuale infatti è previsto nella bozza del disegno di legge 'per la regolamentazione e prevenzione dei conflitti collettivi di lavoro con riferimento alla libera circolazione delle persone".
La delega al governo prevede "l'istituto dello sciopero virtuale, che può essere reso obbligatorio per determinate categorie professionali ".
In pratica sembrano essere interessati tutti i servizi pubblici.
Lo sciopero verrebbe proclamato, ma i lavoratori andrebbero regolarmente a lavorare per garantire il servizio ai cittadini.
La sortita è abbastanza originale.
Che il diritto di sciopero nei servizi pubblici debba conciliarsi con i diritti dei cittadini è indubitabile, come altrettanto indubitabile è il fatto che la materia dovrebbe trovare qualche correttivo, al fine di evitare come è spesso successo che groppuscoli di "agguerriti ed organizzati lavoratori", magari per interessi del tutto particolari, possano tenere in ostaggio un intero paese. Ma bisogna anche registrare come spesso tutto questo accade, non solo per colpe ascrivibili ai lavoratori, ma per vera e propria irresponsabilità dei datori di lavoro , pubblici o privati.
I recenti scioperi di lavoratori del pubblico impiego e dei trasporti sono spesso strumentalizzati forse proprio al fine di dare giustificazioni a chi sostiene la necessità di un intervento restrittivo. Hanno fatto comodo mostrare i "fastidi" ed i "disagi" causati da quello che molti considerano un diritto essenziale del lavoro ed altri un semplice fastidio.
L'Italia non è il Giappone, dove forse sarebbe possibile e comprensibile uno "sciopero virtuale".
Nel nostro paese manca del tutto una coscienza collettiva imprenditoriale che mette il datore del lavoro nella condizione di sentirsi a disposizione della società.
In Italia si sono sempre "ammirati" e vissuti come "furbetti di turno" imprenditori d'assalto attenti solo ai loro interessi e che mai si sono sentiti vincolati da impegni e doveri sociali nei confronti della collettività o dei dipendenti.
Questa concezione del lavoro come dovere sociale , non appartiene nemmeno ad una mentalità pubblica, dell'amministrazione come delle società a capitale pubblico.
Dico questo perchè ricordo come molti degli scioperi del pubblico impiego e dei trasporti degli ultimi anni sono stati proclamati proprio per il mancato rispetto di contatti già siglati da parte o dello stato o delle società pubbliche. Si è sempre voluto "sfruttare" i disagi dei cittadini ma non ci si è mai impegnati per evitarli.
In molte categorie di lavoratori pubbliche e dei trasporti, si è già in presenza ora di contratti di lavoro scaduti da tempo e non ancora rinnovati.
I pretesti per togliere i diritti sono sempre validi , apprezzati ed invocati, difficile invece è sempre il rispetto dei diritti , non solo da parte dei privati ma, come si vede con sempre maggior frequenza anche nel pubblico.
Resto quindi estremamente perplesso sullo sciopero virtuale, mi rimane il fondato sospetto che per ora si stia tentando questa strada per poter poi presentarci , magari con il prossimao decreto legge, anche la facolta per le aziende di sottoscrivere degli "accordi virtuali".
In pratica tutti dovrebbero dire di aver rinnovato e sottoscritto il contratto ma gli aumenti salariali per il lavoratore resterebbero solo sulla carta e non se dovrebbero proprio più percepire.

Cina , diritti umani : l'idealismo di Obama non si pieghi al realismo.

E' estremamente dura con la Cina la "relazione annuale" del Dipartimento di Stato Americano per quanto riguarda i diritti umani.
Analizzando la situazione di 190 paesi, nel rapporto si evidenzia come «I diritti umani in Cina restano precari e in alcuni casi sono addirittura peggiorati».
Come al solito e ancora una volta, la Cina si trova al primo posto nella lista dei paesi dove sono più frequentemente violati i diritti universali degli uomini.
Le accuse spaziano dalle crudeli e frequenti repressioni nel Tibet, alla detenzione dei dissidenti, dai numerosi e spesso inspiegabili omicidi nelle carceri, alle metodiche torture, dentro e fuori il sistema giudiziario.
Rabbiosa, come al solito, è stata la reazione del governo cinese alla accuse americane : "Invitiamo gli Stati Uniti a concentrarsi sui loro problemi in materia di diritti dell'uomo e a smetterla di atteggiarsi a custodi di tali diritti in tutto il mondo".
Poco male e poco importa , le reazioni erano scontate.
La cosa veramente importante è che , nonostante la crisi economica e la necessità di attrarre verso il mercato statunitense le ingenti risorse economiche cinesi, la politica americana , in materia di diritti umani , non cambi e non si pieghi, ancora una volta, a quella Realpolitik che ha predominato anche in anni non troppo lontani.
Qualche dubbio al riguardo lo ha destato il recente viaggio di Hillary Clinton nella Repubblica Popolare.
Gli argomenti dei colloqui hanno fatto riferimento ai numerosi e scottanti temi economici mondiali ed al surriscaldamento del pianeta, ma per quanto si sia cercato, sembra che la questione dei diritti umani sia rimasta decisamente in ombra, un po' sottaciuta , per non dire completamente ignorata.
L'augurio è che il Presidente Obama non arretri di un passo nei suoi ideali e che questi non rimangono solo e semplicementi tali , parole al vento, senza significato e senza conseguenze. Sarebbe un triste momento vedere come ancora una volta l' idealismo si pieghi al realismo e come poi alla fine ne esca spesso vincitore l'opportunismo.
Sarebbe un triste risveglio per i tanti che hanno creduto e voluto sognare con Obama un mondo migliore e dal volto più "umano".

mercoledì 25 febbraio 2009

Una bella vittoria, ascrivibile alla Lega, ci è costata circa 400 milioni di euro.

Sono sempre brillanti le vittorie , danno soddisfazione ai vincitori che se le sono sudate e guadagnate.
Poco importa se in questo caso la vittoria di qualcuno saremo noi tutti, cittadini italiani, a pagarla.
E' fresca di questi giorni infatti un'altra vittoria, ascrivibile alla Lega.
A me pare a dire il vero abbastanza amara, molto simile a quella ottenuta con lo scalo di Malpensa.
In questo caso non abbiamo perso posti di lavoro, ma con quello che abbiamo complessivamente pagato qualche posto lo avremmo anche creato.
Questa volta la "loro vittoria" ci costa solo, si fa per dire, circa quattrocento milioni di euro. Dice Gian Antonio Stella quasi "112 volte la somma dell'8 per mille distribuita nel 2008 alle organizzazioni di assistenza umanitaria".
E' questa infatti la cifra che dovremo sborsare per il rifiuto di far votare il referendum elettorale nei giorni dell'election-day ( 6 e 7 giugno), assieme alle varie consultazioni europee, comunali, e provinciali.
Avremo perciò raggiunto il gran bel risultato di votare , con ogni probabilità, tre domeniche consecutive.
Paiono a tutti evidenti gli obiettivi e le motivazioni di tale scelta, sono riconducibili esclusivamente al desiderio di ostacolare o impedire il raggiungimento del quorum necessario alla validità della consultazione.
Sarebbero così due i "grossi guadagni" dei cittadini, il primo riconducibile ai costi non indifferenti, il secondo quello di mantenere l'attuale legge, definita una "porcata" persino dal suo stesso ideatore.
La Lega Lombarda è talmente decisa a mantenere l'attuale "pocellum" (che chiamarla legge sarebbe troppo) elettorale a lei favorevole, da far dichiarare e minacciare , ad alcuni suoi dirigenti che , "Se qualcuno dei nostri alleati volesse sostenere quei quesiti sappia che qualcuno nella maggioranza potrebbe anche votare contro il governo".
Si dirà che ogni partito "fa i suoi interessi", e che questo è legittimo, ma ci si scorda spesso che "questi" sono stati eletti per fare gli interessi degli italiani.
Neanche la crisi economica è riuscita a fermarli ed a farli ragionare.
Il loro comportamento ed il loro ragionamento sembrano sott' intendere alcuni presupposti e cioè che gli italiani siano completamente stupidi e non dotati di ragione autonoma, che siano sempre disposti ad accettare tutto e che vivano nell'abbondanza, anzichè nelle ristrettezze attuali.
Resta da chiedersi per quanto tempo ancora metteremo a dura prova la nostra smisurata sopportazione, oppure se alla fine quel "loro sottinteso ragionamento" non abbia davvero qualche fondamento. A noi e a voi la scelta.

martedì 24 febbraio 2009

Rutelli segua la sua terza via , il Pd prosegua per la sua e non correrà il rischio di perdersi.

Se il buon giorno si vede dal mattino, Franceschini appena svegliatosi dopo la sua elezione a Segretario deve aver avuto qualche attimo di smarrimento.
Solo il tempo di guardarsi attorno e poi subito gli è capitata tra capo e collo la tegola del testamento biologico.
Si capiscono le sue preoccupazioni, meno le sue cautele ed i suoi silenzi.
Lo scenario sicuramente non è dei migliori , mentre il Pd presenta un emendamento sul tema della sospensione dell' idratazione e della nutrizione, Dorina Bianchi , la neo eletta capogruppo in commisiione, non lo sottoscrive.
Non è l'unico strappo, da un'altro versante Francesco Rutelli, oramai cane sciolto, presenta un poprio testo.
Una terza via dice. Era l'unica cosa di cui non si sentiva la mancanza, ne bastavano già due.
Di solito chi non sa che pesci pigliare o a che santi votarsi, a volte preferisce inventarsi strade fantasiose che non portano da nessuna parte, ma che fanno salvo il loro voler andare da soli, come pellegrini medievali , senza meta.
A Franceschini deve essere sembrato impossibile intervenire di persona per riportare , come un pastore, tutte le pecore al gregge.
Eccolo quindi scegliere la strada del richiamo all'unità , eccolo dichiarare che la "prima cosa da fare è la più semplice, smettere di litigare. I nostri elettori sono stanchi di vedere persone che fanno parte della stessa squadra che cercano il protagonismo, che cercano di farsi vedere, di differenziarsi, anziché insieme andare contro l'avversario".
Sagge affermazioni, ma che lasciano inalterato il problema, alla fine si dovrà comunque decidere ed assumere una posizione sul testamento biologico come su molte altre questioni.
Una cosa per volta si dirà. Va bene Franceschini , una cosa per volta. Proprio per questo si deve cominciare da qui, con il dirsi apertamente che la stragrande maggioranza del partito democratico, sulla questione del testamento biologico, si schiera con Ignazio Marino, l'ex capo gruppo democratico in commisssione sanità e medico di fama internazionale, che dichiara come, "sulla base del principio di autodeterminazione, tutte le terapie, comprese idratazione e nutrizione artificiali, possono essere sospese, se cosi' e' stato indicato dal paziente con una apposita dichiarazione d'intenti precedente al suo stato vegetativo".
Cominciamo con ordine Franceschini, cominciamo con una cosa per volta, ma cominciamo con questa, senza tentennamenti, senza sottorfugi, e senza terze vie.
Quelle lasciamole a chi ha smarrito la strada e sta rischiando di farla perdere anche a noi.
Il paese, quello laico, quello democratico, quello moderno, rispetta le idee e le coscienza , ma poi decide nella convinzione che nessun governo possa intervenire nella sfera privata degli individui , nella sua vita come nell'atteggiamento di fronte al dolore ed alla morte.
Franceschini, si tenga sul piano personale le sue convinzioni, e poi scelga, ma lo faccia nella convinzione e nella consapevolezza che la stragrande maggioranza di quelli che lui dovrebbe rappresentare nutrono la convinzione che l'idea che una persona possa essere obbligata, dalla legge o da uno stato, a subire trattamenti che non desidera, è un'idea contraria ad ogni forma di democrazia moderna, è contraria alla libertà, e non ha eguali in nessun paese civile.
Noi vorremmo semplicemente che possa essere evitata ai cittadini italiani.
Se così non sarà, ha ragione Marino, si dovrà procedere tramite referendum.

lunedì 23 febbraio 2009

C'erano anni in cui a sinistra si pensava che l'immaginazione potesse andare al potere, ora il potere riesce persino a toglierci l'immaginazione.

Tutto scontato e come da copione all' Assemblea del Pd. E' passata l'idea che prima si devono avere delle tesi congressuali e dei programmi da contrapporre e poi si avrà un nuovo segretario. Per intanto la nomenclatura del partito ha incatenato la segreteria, dopo l'uscita anticipata di Veltroni si è scelto il suo vice Franceschini, nel segno della continuità.
Nessuno deve sentirsi personalmente offeso, ma a volte dire la verità non è solo doveroso, è obbligatorio.
Ed allora, diciamo pure serenamente che ha ragioni da vendere Matteo Renzi, il giovane presidente della Provincia di Firenze che è riuscito a farsi eleggere nelle pimarie della sua città, pur avendo contro quasi tutto l'apparato del partito; "Hanno eletto il vicedisatro ".
Non hanno ancora capito, eneanche hanno ancora imparato, dopo aver portato fino in fondo un disastro annunciato ed avervi in molti contribuito hanno avuto la brillante idea di continuare come prima , solo senza Veltroni.
Si sono convinti di poter, non governare il paese, che a questo si sono rassegnati, ma di governare il partito con il bilancino, facendo attenzione ai compromessi, ai vecchi partiti ed ai vecchi schemi.
Sono purtroppo ancora ancorati a vecchie logiche che non interessano più a nessuno.
Bersani se ne esce dicendo che decidendo ora per le primarie si sarebbe scelto un personaggio e non un programma. E allora ? ma di che cosa è convinto il pur "simpatico ed onesto" Bersani ? Sembra quasi gli sfugga l'idea che è necessario un mix delle due cose e che alla fine, di fronte agli elettori prevarrà il personaggio se davvero vuole guidare il partito. Si ha l'impressione a volte che siano servite a nulla le elezioni , nè in Italia nè in America ?
Esisteva una soloa scelta, difficile finchè si vuole, ma che meritava di essere tentata , senza paure, senza tentennamente , senza idee preconcette.
Era la scelta delle primarie, andava fatta per liberare l'anima del partito dai lacci e laccioli imposti, per cominciare davvero a sognare, a discutere , a decidere, a cambiare .
E' stata un'occasione persa, e tra l'altro si è soffocata l'anima laica del partito, sacrificata agli interessi ed alle paure di una scissione che non potrà a lungo essere evitata. Già si sentono gli scricchiolii con il testamento biologico. E' tra l'altro è sembrata la sconfitta totale per la sinistra del paese, senza più nenache un volto , non solo un'anima.
L'Unità titolava ieri "ce la farà ?. La risposta è immediata, no non ce la farà.
Mentre serviva una politica ed una scelta di rottura, il partito ha fatto muro ed ha scelto di perseguire la strada della conservazione.
Abbiamo così defiitivamente abbandonato i sogni per una triste e scontata realtà.
C'erano anni in cui si pensava che l'immaginazione potesse andare al potere, ora il potere riesce persino a toglierci l'immaginazione.
Forse più che sognare e pensare che "si può fare", è giunto il momento di svegliarsi, prima che sia troppo tardi e di cantare, tutti assieme, il "nessun dorma" o pensare davvero a quel che si "deve fare".

domenica 22 febbraio 2009

Prima proibiscono le intercettazioni telefoniche, ora vogliono autorizzate quelle fatte con Skype.

Sempre più incomprensibile l'operato di questo governo.
Mentre da una parte si vogliono proibire le intercettazioni sui normali apparecchi telefonici, cellulari e no , dall'altra si vuole invece poter intercettare quelle fatte con Skype.
E' questa infatti la richiesta presentata dal Ministro Maroni , che si dichiara pronto a ricorrere anche all'Europa pur di vedere autorizzata la sua richiesta.
Sarà anche questo un segno dei tempi , o un vezzo di modernità, tanti per farsi vedere, ma a me qualche dubbio rimane che in fondo non abbiano le idee tanto chiare su che cosa vogliono veramente fare.
Fore si tratta solo di un depistaggio o di un diversivo, cosi almeno, mentre si intercettano le telfonate su Skype , Berlusconi e company possono almeno telefonare sicuri e tranquilli di non essere ascoltati o scoperti qualunque cosa si dicano.
O altrimenti dobbiamo dire , visto anche l'argomento, che alla fine , quelle che si vogliono ascoltare sono come queste, solamente chiacchere , fatte così tanto per fare.

sabato 21 febbraio 2009

La stampa è sempre scomoda, in Russia come in Italia.

Mentre in Italia c'è ancora chi pensa di poterli zittire semplicemente con il carcere , in Russia i giornalisti vengono proprio eliminati fisicamente e si lasciano poi impuniti gli assassini. Sono infatti andati tutti liberi gli accusati della morte della giornalista Anna Politkovskaia, oppositrice del regime sovietico, nota sopratutto per le coraggiose inchieste sula violazione dei diritti umani in Cecenia.
I metodi sicuramente sono diversi ma le volontà come si vede sono comuni, l'importante è il silenzio della stampa e degli oppositori.
Il Putin pensiero è materia di esportazione e le cattive amicizie finiscono sempre per lasciare un segno.
Comunque l'assoluzione degli imputati del caso Politkovskaia getta pesanti ombre sul sistema giudiziario russo.
Il processo, al pari dell'inchiesta, è stato avvelenato da numerosi depistaggi e da frequenti fughe di notizie, si era poi nel tempo assistito a frequenti sostituzioni di giurati, sparizioni di prove, e a soventi richieste di udienze senza la presenza della stampa, per la necessità di assicurare la riservatezza di documenti segreti.
L'amministrazione Obama ha immediatamente richiesto di trovare e punire gli assassini della giornalista di opposizione.
"Gli Stati Uniti si rammaricano del fatto che l'omicidio rimanga irrisolto" afferma l'ambasciata americana a Mosca.
Ora gli imputati dovranno essere scarcerati , si tratta dell'ex dirigente della polizia moscovita , accusato di essere l'organizzatore del delitto e di due presunti 'pedinatori' della giornalista.
Il regime sovietico ha così tirato finalmente un sospiro di sollievo.
A fronte delle dichiarazioni americane , ancora non si è sentita la voce dell'Europa, sempre così attenta, nel terzo mondo, alla difesa dei diritti.
Non vorremmo che il nostro continente si riducesse ad essere forte con i deboli e debole con i forti.
Ma se l'Europa tace questo non giustifica il silenzio italiano.
Forse sarebbe il caso di una telefonata del nostro Premier a Putin e non per raccontargli l'ennesima barzelletta, ma per esprimergli almeno una qualche preoccupazione .

venerdì 20 febbraio 2009

Di squadre, squadraccie e squadristi questo paese ne ha già viste molte ma non sono state sufficienti

Il Consiglio di Ministri ha approvato il decreto legge che autorizza le ronde.
Napolitano ha solo tenuto a precisare che il decreto resta esclusiva ed autonoma responsabilità del governo.
Sembra che la soluzione che ha permesso di superare le residue resistenze, si sia trovata inserendo nel testo "Previa intesa col prefetto".
Questa dizione permetterebbe infatti il controllo da parte del Viminale.
Si dirà che in Italia oramai le abbiamo provate tutte e potremo reggere sicuramente anche alle ronde, ma resta comunque per molti italiani preocupante il fatto che cittadini sprovveduti, sostenitori della lega e non, possano gironzolare per le strade, alla ricerca di "azioni delittuose", di "movimenti sospetti" o di malintenzionati .
Ammesso anche che le intenzioni possano anche essere buone, e non sempre lo sono, i rischi ed i pericoli di "deviazioni" dalla legalità sono sicuramente tanti, ma non solo , restano anche i rischi personali per gli stessi volontari delle ronde.
E' purtroppo la fine dello stato di diritto, è la resa totale ed incondizionate allo spontaneismo ed alla improvvisazione del fai da te della difesa.
Di squadre, di squadraccie e di squadristi si pensava che questo paese ne avesse già avuto a sufficienza e che gli fosse bastato.
Ma i falchi del Governo insistono, mentre il paese nicchia e tace distratto, forse ancora illudendosi, sperando e credendo in un miracolo impossibile anche su questo versante, al pari degli altri miracoli, quelli della fine degli sbarchi, della fine dell'immigrazione clandestina o della soluzione del problema sicurezza.
Ancora una volta volta scopriremo in ritardo che le soluzioni non risolvono il problema ma al contrario lo peggiorano.
L'Italia è purtroppo un paese ammalato, ma le cure proposte non serviranno a salvare il paziente.

giovedì 19 febbraio 2009

Strano paese L'Italia, mentre il premier è sospettato in un caso di corruzione è il leader dell'opposizione che rassegna le dimissioni.

Ci si augura davvero ci sia un ripensamento del governo sull'emendamento al disegno di legge sulle intercettazioni che prevedeva il carcere per i giornalisti.
Il ministro Alfano ha spiegato che "Ci si affiderà alle libere valutazioni del Parlamento" e che la linea del governo e' di puntare di piu' sulle sanzioni pecuniarie per gli editori.
Pare comunque che la priorità del programma preveda dapprima la definizione della legge sulle intercettazioni che oramai è diventata un'urgenza per il paese, così come lo era stato, in tempi recenti , il lodo Alfano.
Daltronde dei buoni risultati il "lodo" li ha portati, se non altro è servito a mettere Berlusconi al riparo della legge sul caso Mills.
Qualche giornalista straniero osservava proprio questa mattina come sia strana l'Italia , un paese in cui il Premier è sospettato di essere un corruttore ed al suo posto rassegna le dimissioni il leader dell'opposizione, una nazione in cui qualcuno può essere corrotto e condannato senza che nel contempo si persegua e si condanni il possibile corruttore.
Persino il New York Times giudica «imbarazzante» per Berlusconi una sentenza che in molti Paesi farebbe tremare l'establishment politico, ma in Italia «non era nemmeno tra i titoli di testa del telegiornale della sera».
E questa è proprio la drammatica realtà, neanche si sono scandalizzati gli Italiani, visto che imperterriti hanno continuato a parlare di certezza delle pene e di leggi rigorose, mentre sui media ha tenuto banco non la storia della "corruzione", ma i successi del potere di Berlusconi in Italia, la sua vittoria in Sardegna e le dimissioni di Walter Veltroni.
In ogni caso possiamo stare tranquilli, Mills probabilmente non si farà neanche un giorno in carcere , deve solo aspettare il 2010 e poi tutto cadrà in prescrizione.
Uguale attesa anche per Berlusconi, l'importante era mettersi al riparo fino a quella data, poi stessi benefici anche per il Cavaliere.
Sono queste in fondo le leggi importanti in Italia , quelle prioritarie, il lodo Alfano e le intercettazioni, tutto il resto non conta, gli stupratori se ne possono uscire tranquillamente dal carcere, per loro si provvederà non appena il Parlamento troverà un po' di tempo.

mercoledì 18 febbraio 2009

Ora si attende davvero la svolta del Pd basta sogni se alla fine rischiamo di addormentarci

Nel momento in cui l'Italia, con il crollo del Pd anche in Sardegna, si consegna quasi interamente nelle mani di Berlusconi erano oramai inevitabili, anzi erano obbligatorie, le dimissioni di Veltroni. Purtroppo questo Pd ha finito , con le sue scelte, per fare sempre da apripista alle scelte conseguenti di Berlusconi.
Accumunati da un insolito destino i due"leaders", le scelte di Veltroni hanno favorito Berlusconi, ma in maniera autolesionistica sono servite al Pd solo per scavarsi una fossa.
In Italia purtroppo da un po' di tempo Berlusconi riesce ad incarnare le esigenze immediate ed istintive del paese, tutto gira attorno alla sua persona ed al suo pensiero, è sempre lui che impone la marcia senza che nessuno sia riuscito ad opporsi dignitosamente.
Spesso è lui stesso che crea i problemi e li risolve poi a livello mediatico.
Ma è altrettanto vero che nessuno pensiero, nessuna idea diversa dalla sua, sono fino ad ora riusciti a farsi largo nel paese e nelle coscienze quel tanto che basta per diventare coscienza comune.
Il lavoro di Veltroni , bisogno riconoscerlo , è stato serio ed onesto, ma spesso l'onestà non basta a reggere il passo con gli eventi.
Si sconta sempre che le colpe siano individuali ed i meriti collettivi, ma obiettivamente credo che nessuno ora possa onestamente accusare Veltroni di essere l'unico artefice della disfatta del Pd. Sono enormi e collettive le colpe dell'intera classe dirigente del Partito.
Troppe sono state le contrapposizioni, troppi i litigi, troppi i distinguo e le differenziazioni, troppe le mancate prese di posizione, per rendere complessivamente credibile il partito.
Sullo sfondo l'eterno, affaticante, infantile ed inutile, nonchè antiquato, scontro tra Veltroni e D'Alema.
Oramai questo non interessa più nessuno, se non gli addetti ed i duellanti.
Ma al di la dei battibecchi , al di là anche degli entusiasmi, si scorge e si individua tutta l'incapacità complessiva del partito di darsi un vero e moderno progetto politico aggregatore, troppi i faticanti equilibri, troppe le differenze, troppi diversi principi con cui confontarsi, troppe le diverse identità e troppo distanti le diverse culture.
Al di là delle idee annunciate e dei sogni è mancata la realtà dei fatti. I sogni , pur belli, sono serviti solo a far addormentare le coscienze e non a preparare il futuro.
Ci sono alcuni errori ,ad esempio, che sono eclatanti e sintomatici delle difficoltà del partito.
Il primo fa riferimento alle prossime elezioni Europee.
Non è pensabile che ancora non si sia risolto l'elementare problema di dove gli eletti dovranno sedersi nel parlamento europeo.
Bisogna essere chiari con se stessi, con gli elettori ma anche con la Margherita. Gli eletti , è evidente, dovranno sedersi assieme a tutte le forze riformiste europe, con tutti i partiti socialisti d'europa, e sicuramente non con Berlusconi e con il centro destra.
Si prenda poi il caso Englaro e la legge sul testamento biologico.
Non ci devono essere nè furbizie nè tentennamenti, ma scelte chiare e coraggiose.
Si dica chiaramente che se dovesse passare la legge votata dal centro destra, il Pd si schiererà apertamente per la raccolta di firme per un referendum popolare, anche se questo disturba i teodem o lo stesso Rutelli.
Concordo pienamente poi con quanto sostiene, proprio oggi, sul suo gionale Ezio Mauro quando dice che non ci vorrebbe molto a spiegare ai cittadini come la "sinistra sia in ritardo nella percezione dell'insicurezza, e tuttavia è una mistificazione sostenere che questa è la prima emergenza del Paese, una mistificazione che mette in gioco la civiltà italiana dei nostri padri e delle nostre madri. Con uguale dignità e serenità si può e si deve "sostenere che tutti nel Pd hanno diritto a sentirsi nella loro casa a pari titolo, credenti e non, ma il partito ha tra le sue regole di fondo la separazione tra Stato e Chiesa, tra la legge del Creatore e la legge delle creature".
E' altrettanto difficile dire e riconoscere che è necessario aprire la ricerca e lo studio sulle cellule embrionali staminali con cui si nutrono fondate speranze per la guarigione di molte malattie ? In fondo in Europa, ed in buona parte del mondo, che impediscono o proibiscono la ricerca siamo rimasti solo noi e la Polonia.
Il paese vuole davvero chiarezza e scelte coraggiose non riuscendo più ad aspettare i tempi e gli equilibri della politica.
Ecco perchè ora per uscire dalle secche rimane solo una strada, si parta immediatamente con un grande dibattito nel partito, si convochi subito un congresso straodinario , si ritorni a fare politica ed a dividersi con la destra.
Sono convinto sia questa la sola strada possibile, ma per quel poco che conosco il partito, temo non sarà la via che alla fine si percorrerà.
Ancora una volta si preferirà rimandare, sperando che il tempo guarisca le verite.
Ancora una volta si dira che ci vuole pazienza , che servono tempi adeguati e percorsi comuni e certi.
E' proprio questa la strada della rovina , come me sono tanti gli italiani che non hanno più pazienza , che non se la sentono più di aspettare in eterno quello che non arriverà mai , se non si cambia davvero.
Solo Berlusconi ha ora tutto il tempo che vuole, non lamentiamoci però più poi dei risultati, il programma del Premier lo conosciamo già, la riforma della costituzione, la riforma della giustizia, la riforma dell'informazione , della scuola, chi più ne ha più ne metta.
Decidiamo perciò in fretta , se non siamo d'accordo con lui, su quale sia il programma dell'opposizione, non è che che ci sia molto tempo prima del disastro.

la Lega vince la guerra contro il burro francese. Ora ultimo tango si gira a Roma, non più a Parigi.

"Il Carroccio ha finalmente vinto la sua crociata contro l'avanzata dello straniero: la buvette della Camera ha messo al bando il burro francese.
Grazie alle sollecitazioni della Lega, nel bar degli onorevoli oggi ci saranno solo tartine "patriottiche'".
Titola così con soddisfazione un breve articolo di Repubblica.
Gran bella battaglia e indubbia grande vittoria per il Nord quella riportata dalla Lega.
Si sono persi Malpensa e qualche migliaio di posti di lavoro, ma sono riusciti a conquistare qualche chilogrammo di burro in più.
Ora aspettiamo di vedere quando proporranno di farlo pagare a prezzo di mercato anche ai nostri deputati il burro italiano.
Poi vorremmo anche vederli davvero i nostri "onorevoli", impegnarsi , prima o poi, nel portare a termine la loro iniziale battaglia sulla riduzione dei parlamentari e sui costi della politica, visto i periodi di crisi.
Altrimenti il cantare vittoria solo per quel burro , istintivamente mi fa pensare che lo si voglia usare solo per "imburrarci" un po', come in "ultimo tango a Parigi" , che per l'occasione potrebbe trasformarsi in "ultimo tango a Roma".
Con un po' di orgoglio, difendiamo anche in questo la nostra italianità.

martedì 17 febbraio 2009

Il nano, il caimano, l'uomo senza qualità, conquista la Sardegna e fa crollare il Pd.

E' Berlusconi il vero vincitore delle elezioni sarde.
Con un colpo da maestro è riuscito a far eleggere il quasi sconosciuto Ugo Cappellacci alla Presidenza della Regione ed a dare una poderosa spallata al Pd.
La sconfitta del Pd e di Soru ha inevitabili conseguenze su tutta la politica nazionale.
A questo punto, vista la considerevole emorragia di voti, a Veltroni non restavano altre possibilità se non le dimissioni.
E' infatti impensabile per il Pd, giungere in queste condizioni alle elezioni europee, tanto vale tirarne ora le conseguenze.
Vale chiedersi il perchè di questa pesante sconfitta, che fa seguito a tutta una serie di precedenti sconfitte.
Non ci sono dubbi che ha ragione di Pietro, nonostante gli entusiasmi della fase costituente, siamo in presenza di un partito che non è nè carne nè pesce, nè di centro nè di sinistra, diviso tra due anime , incapace sui grandi temi di prendere vere e concrete decisioni, nonostante i continui sforzi.
Neanche sul caso Englaro è riuscito ad assumere posizioni chiare, diviso, come si è trovato, tra la componente di sinistra e gli ex Margherita.
Ora si spera davvero che, uscito di scena Veltroni, si prosegua su l'unica strada possibile a far uscire la "sinistra" dalle secche in cui si è arenata, la nascita di un vero partito riformista e socialista in Italia. Se questo costerà la perdita di qualche teodem di troppo non sarà una catastrofe, servirà a darsi una più certa identità.
Detto questo però vale la pena interrogarsi a lungo su quali oscure capacità possa contare Silvio Berlusconi per spostare e raccogliere così ampi consensi.
Non possiede grandi arti oratorie, non ha grandi meriti personali se non quelli del suo indubbio successo imprenditoriale, viziato tuttavia dalle ampie protezioni politiche di cui ha sempre goduto.
Spesso i suoi programmi sono stati giudicati raffazzonati e populisti, senza respiro nè grandi prospettive, senza ambizioni.
Tuttavia le sue posizioni e le sue dichiarazioni hanno fino ad ora sempre fatto presa tra la gente, hanno sempre saputo essere "notizia", diventare idee collettive, "istintive" quanto si vuole ma diffusissime.
Potrà piacere o meno il Cavaliere, ma rappresenta egregiamente quella maggioranza silenziosa degli italiani magari senza grandi ideali, senza grandi slanci ed emozioni o grossi interessi , ma che ha i piedi ben piantati a terra e poche ma concrete ambizioni, prima fra tutte quella di tirare a "campare il meglio possibile".
Fino ad ora infatti il Cavaliere ha sempre saputo, nonostante i limiti della sua politica e delle sue idee, raccogliere notevoli consensi anche in assenza di grandi candidati.
Dove sia il suo carisma è difficle dirlo, sopratutto per chi come me non lo subisce, certo è che ha successo tra tanti elettori.
Di fronte a lui, spiace dirlo, per ora vi è solo il nulla assoluto. Sbaragliati i socialisti , sconfitta la sinistra estrema ed i radicali anche per merito di Veltroni, non resta che piangere all'opposizione ammeso riesca ad avere ancora lacrime da versare.
Il "nano maledetto", il "caimano" , l'uomo qualunque" , quello senza "qualità" , comunque lo vogliate chiamare, ha vinto ancora ed è riuscito a rappresentare la maggioranza degli italiani , forse la parte peggiore, come qualcuno sostiene, o forse quella più concreta ed attenta alla propria "pancia" , fatto sta che il Cavaliere questa italianità , la rappresenta alla grande ed al meglio.
Se davvero, come sembra scontato, quello che conta veramene, al di là dei programmi è l'"immagine" che il candidato trasmette, ebbene il Cavaliere tiene bene la scena con tutte le sue affermazioni e le sue smentite, fa notizia in continuazione, trasmette sempre un'immagine sopra le righe e fuori tono, molto simile, per tanti versi ma più in grande, a quella Di Pietro.
Tutto questo fa presa sugli italiani , scava in profondità quasi senza lasciare traccia.
Dietro di lui ci sarà tutto ed il contrario di tutto o forse il nulla più assoluto , ma è certo che nessuno ancora è riuscito a raccogliere il suo successo.
Ora di fronte il Cavaliere si ritroca un orizzonte completamente piatto, una calma reale e per nulla apparente, senza alcuna possibiltà di cambiamento, prepariamoci ad un lungo governo e forse anche a qualche riconferma.

lunedì 16 febbraio 2009

Non possono subire violenza due volte.

Non si dovrebbe arrivare al punto che Franco Pizzetti, dell'Autorità per la protezione dei dati personali, si senta costretto ad invitare i mezzi d'informazione a una maggiore sobrietà nel riportare i fatti di cronaca relativi alle violenze sessuali.
Dovrebbe essere uso e costume di ogni giornalista non pubblicare dettagli che rendano identificabili le vittime di violenza sessuale.
In questo caso, e così facendo, si rischia davvero di renderle vittima due volte, la prima dello stupratore la seconda della curiosotà morbosa dei lettori.
Tanto più, tutto questo, risulta indispensabile quando nei fatti si trova coinvolto un minore, come nel caso dello stupro di una 14enne a Roma.
Al di là della doverosa informazione andrebbe salvaguardata la dignità ed il diritto alla riservatezza dei dati delle persone coinvolte.
Ogni vittima ha tutto il diritto di poter dimenticare, ha il diritto di ricostruirsi una vita.
Non deve intervenire il Garante ma dovrebbe essere la sensibilità e la coscienza di ognuno , davvero non si può permettere che le vittime subiscano violenza, prima sul corpo, poi sulla mente.

Il Governo la smetta con i proclami e la propaganda, è l'ora dei fatti anche per la sicurezza.

Non passa giorno senza uno stupro. Ora è stata la volta di Roma , Milano e Bologna, domani ancora non si sa.
E' tanto grave quanto sta accadendo che si condividono le intenzioni del governo di accellerare e di anticipare l'approvazione delle misure anticrimine già approvate, a cominciare dal blocco delle scarcerazioni per i violentatori.
Tutto questo forse non basterà, quello che conta a volte non sono gli annunci o i proclami, ma le decisioni ponderate e serie.
Al riguardo, considero che sarebbe stato molto meglio evitare tagli in finanziaria sui bilanci delle forze dell'ordine, piuttosto che far conto che alcuni militari avrebbero permesso risparmi in bilancio ed assicurato nel contempo sicurezza ai cittadini.
Gli errori si pagano e li stanno pagando purtroppo duramente gli italiani.
Sul'altro versante quello della giustizia.
Smettiamola di far credere o di pensare che tutta l'Italia sia in ansia per una nuova legge sulle intercettazioni.
Gli Italiani vogliono solo che la giustizia funzioni, che abbia tempi brevi e che dia la certezza della pena per i colpevoli.
Smettiamola di incolpare i magistrati e si proceda con leggi adeguate e con pene certe.
Questo, e non altro, chiedono i parenti delle vittime che non riescono mai a spiegarsi come mai, loro e le figlie, patiscono pene fisiche e morali inaccettabili mentre gli arrestati ,se ne tornano tranquilli a delinquere od a stuprare solo dopo alcuni notti passate in cella.
I magistrati non fanno altro che applicare le leggi.
Meno chiacchere quindi e più fatti per un governo che pensava di passare alla storia come il governo della svolta e della concretezza.
Solo questo impedirà che tutte le volte si debbano sentire i genitori delle vittime che, in assenza di "giustizia", minaccino di farsi giustizia da soli.
Saranno sicuramente parole dettate dalla rabbia e dal dolore, ma come meravigliarsi, se con forza, chiedono a tutti pene severe per chi ha stuprato la figlia ?
Ci si sforzi per trovare qualche poliziotto in più e non ci si affidi ancora una volta all'idea che le "ronde padane" o "di liberi cittadini" possano risolvere alcunchè.
Il clima di rivalsa e di scontro nei confronti degli extracomunitari non favorisce tali scelte , anzi le ostacola fortemente e le rende rischiosissime.
Si usi più la ragione e meno la propaganda, si conti più sui fatti concreti e meno sugli annunci , più sulla professionalità e sulla "freddezza" di chi sa combattere il crimine, che allo "spontaneismo" ed alla facinoleria di chi si abbandona alle sole emozioni.
Si prometta al paese che si combatterà su tutti i fronti , ma si eviti ancora una volta di illudere la gente, non si promettano i miracoli che poi inevitabilmente non ci saranno, non si dica che sarà l'anno della svolta, in cui finalmente non si registrareranno più stupri, in cui non ci saranno più violenze o in cui avranno fine gli sbarchi dei clandestini.
Queste parole le abbiamo già sentite troppe volte e non sono servite a nulla, i miracoli accadono raramente, la criminilatà si combatte tutti i giorni, la strada sarà lunga, abbiamo solo cominciato.

venerdì 13 febbraio 2009

Gasparri lasci stare Santoro e Vauro , ascolti Fini, chiacchieri meno.

Si guardano attorno e vedono sciacalli da ogni parte.
Chissà mai perchè in questi giorni il termine vaga, come uno sciolingua sulle loro labbra e nelle loro menti.
Forse sarà per una forma di associazione di idee o per un vago senso di colpa.
In ogni caso , vedo che Maurizio Gasparri, nonostante il richiamo di Fini a non parlare a sproposito, ed incurante della figuraccia seguita alle sue piagnucolose scuse, azzarda ancora qualche raglio.
Si rivolge a Santoro ed a Vauro questa volta, pesci piccoli questi almeno, piccole prede, visto l'azzardo che lo aveva portato a colpire così in alto la settimana scorsa. Per Gasparri il "conduttore" di Anno zero ed il "vignettista" non sono altro che "Due volgari sciacalli che vomitano insulti con le tasche piene di soldi dei cittadini. Gente così offende la verità, alimenta odio e merita solo disprezzo totale della gente perbene. L’insulto è la loro regola. Colpa di gestori della Rai che per fortuna stanno per essere cacciati come meritano".
Per i gestori della Rai non voglio pronunciarmi , nè fossi il responsabile avrei già provveduto sfoltendo il personale e la dirigenza.
A forza di sfoltire e di cacciare, seguendo indicazioni o direttive politiche, abbiamo toccato il fondo. Cacciando anche i "rimasugli" forse si avremmo una quache speranza di ricominciare alla grande.
Se ne volete un segno provate solo a vedere uno qualsiasi dei telegiornali della Rai (o di Mediaset ) e confrontateli con l'informazione di Sky, vi accorgerete di molte e notevoli differenze, naturalmente a favore di quest'ultimo.
Per quanto riguarda i meriti , devo dar ragione a Fini, Gasparri se ne dovrebbe star zitto , farebbe meno figure. E' sconveniente guardare ai meriti degli altri quando basterebbe guardarsi attorno con occhi smaliziati, magari proprio tra i banchi dell'aula del Parlamento e lì distibuire meriti e riconoscimenti , con un po' di giudizio e di senno però.
Si avrebbero liste estremamente striminzite di meritevoli.
Tralascio poi io , per buon gusto personale, di riferire, naturalmente con parere soggettivo, i nominativi di chi "vomita insulti con le tasche piene di soldi dei cittadini".
Gasparri si è perso ancora una buona occasione di stare in silenzio.
Rimane solo il "vomito" in questi giorni , un breve accenno se lommerita anche perchè ha ammorbato l'aria in maniera tale che non ne possiamo più.
Per quanto riguarda gli insulti ne abbiamo colti nei confronti del Presidente della Repubblica, nei confronti dei giudici e persino rivolti alla famiglia di Eluana e a Peppino Englaro.
Gasparri dia retta a me , ascolti smpre Fini , se non vuole ascoltare me, se ne stia zitto che è meglio, fa miglior figura
Fare il vice di Berlusconi e del Pdl , capisco possa essere stressante, in fondo il Premier non le lascia molti spazi, vuole dire tutto lui e a lei resta poco da dire e da fare, fiuguriamoci poi se lo pretendessimo anche intelligente. Come si può accorgere le restano solo due possibiltà, o dire si o dire "yes".
Provi forse a pensare in silenzio, assieme ai suoi tanti colleghi, a come preparare una buona legge, questa davvero come vogliono gli italiani.
Una legge che riconoscona ad ognuno la libertà e la facoltà di decidere della sua vita come della sua morte, con coscienza, con serenità, senza imposizioni o costrizioni.
In fondo tanti Italiani riconscerebbe a lei il diritto di fare le sue scelte, di campare magari in eterno, e di vomitare insulti per tutta la sua vita, ma ci faccia almeno il piacere quando noi non ne potrò più di ascoltarla, non ci obblighi, ci lasci decidere, ci lasci liberi.
P.S. la trasmissione di Annozero su Eluana Englaro è stata un'ottima trasmissione , ben condotta, degna di un paese democratico e civile, se a lei tutto ciò disturba, me ne dolgo, ma sopporti almeno finchè non le riusciranno quelle epurazioni che lei invoca e sogna ad ogni piè sospinto assieme al suo Presidente, dopo che sarete forse riusciti a cambiare le leggi, la Costituzione, la giustizia, ed anche il paese e gli Italiani.

giovedì 12 febbraio 2009

Quando Berlusconi dice "niente di più falso" sta dicendo una profonda verità.

Il premier Silvio Berlusconi, ospite di Maurizio Belpietro, vuole sottolineare, a proposito del decreto poi ritirato sul caso Englaro, che, nè lui nè alcun membro del suo governo, ha mai attaccato il Capo il Stato o la Costituzione.
"Non c'è niente di più falso, ho una cordialità di rapporti con Napolitano, e il presidente del Consiglio non ha alcun interesse a che questo rapporto si incrini".
Prosegue poi "Io non ho mai attaccato la Costituzione, anzi semmai l'ho difesa".
Gli Italiani ancora una volta hanno capito male e sopratutto hanno male interpretato i suoi atteggiamenti e le sue dichiarazioni. Lui voleva semplicemente dire che la Costituzione gli può anche andar bene fino a quando gli permette di fare quello che vuole , altrimenti si vedrà costretto a cambiarla. Questo vale anche per Napolitano , lui lo ha sempre rispettato fino a che ha firmato senza fiatare e senza obiettare.
Naturalmente la colpa, ci possiamo scommettere, è ancora una volta di "certa stampa e della sinistra".
Ad ascoltare il Cavaliere non c'era nemmeno bisogno della manifestazione odierna a difesa della Costituzione , bastava affidarsi integralmente a lui.
Prendiamo ancora una volta atto di quanto dice il Cavaliere ma forse, a fargli cambiare ancora una volta le sue precedenti dichiarazioni, sono stati gli interventi e gli altolà di Fini e di Bossi.
Poi il Premier , proseguendo nell'intervista, assicura una legge adeguata sul testamento biologico in tempi brevi.
Sempre secondo lui verranno introdotte norme di "civiltà" in materia.
Peccato però che la nuova legge non sarà sicuramente rispettosa nè delle libertà individuali nè delle volontà degli italiani, che a grande maggioranza, sul caso di Eluana, si sono schierati dalla parte di Peppino Englaro.
Ma anche qui c'è di che restare dubbiosi sulle affermazioni dl Cavaliere, si corre sempre il rischio di male interpretarlo, di non capirlo perfettamente, o di fare strumentalizzazioni.
C'è sempre per tutti il rischio di dire oggi quello che lui smentirà domani.
Il fatto è che in italia ci sono milioni di persone che non capiscono mai niente e tre sole che capiscono sempre tutto lui , Bonaiuti e Capezzone.
E' solo questo il vero e grande problema del paese.
Però, se non capite bene quello che dice lui, cercate almeno di capire bene quello che voglio dire io, il problema non sono tutti quei milioni di cittadini, sono solo loro tre.

mercoledì 11 febbraio 2009

Il Grande Fratello vince ma non mi convince..

Un sondaggio su Internet ieri chiedeva: ha fatto bene Mentana a dimettersi dopo che Mediaset non ha cambiato il palinsesto per il caso Englaro ?
La schiacciante maggioranza degli italiani sosteneva di sì.
Il 74.2% stava con il giornalista, il 25.8% contro.
Gli italiani come si vede sono sempre impegnati e seri, almeno nelle risposte.
Si dà però il caso che , mentre Raiuno, Rete 4 e La7, dedicavano le loro trasmissioni al caso di Eluana, la stragrande maggioranza degli italiani si guardava tranquilla Canale 5 e Raidue, che trasmettevano rispettivamente il “Grande Fratello” e “X Factor”, due show, due programmi che definire leggeri è un eufemismo, il nome più appropriato per entrambi sarebbe "tv spazzatura".
Nel caso di Eluana si affrontavano "sentimenti veri" , ci si scontrava , ci si adirava, si piangeva in nome di una fede, di una idea, di una convinzione.
Nell'altro si rideva o ci si commuoveva per sciocchi e futili problemi.
Tutta colpa degli Italiani, insensibili, fatui, sciocchi ? Colpa di una mentalità , di un'educazione, di una cultura diffusa che assegnano il primato all'apparire piuttosto che all'essere, all'evasione piuttosto che all'impegno ? Non lo so e neanche lo voglio sapere, ne prendo semplicemente atto, sia pure con un notevole rammarico, o con una sorta di umano scoramento. Forse non sarà nemmeno la fine del mondo o un disastro annunciato.
E' però triste constatare come gli italiani privilegino la fuga dai problemi alla civile lotta, l'evasione all'impegno civile, la delega invece della partecipazione.
Forse si dirà che gli italiani a sera sono semplicemente stanchi ed hanno bisogno di "staccare" la "loro" spina dai tanti problemi quotidiani, o che tanto si parla e si discute ma poi non si risolve mai niente.
Forse, ma guai ad arrendersi.
Guai ad accettare il principio che la vita sia come quel grande schermo , piatto, colorato, commovente o spiritoso a comando. Non è lecito pensare che per non affrontare i problemi quotidiani della vita, per piangere come per ridere, per essere felici od infelici, basti semplicemente cambiar canale, o voltarsi da un'altra parte.
Se è legittimo che ci sia chi lo persegua, non è normale che ciò appartenga alla stragrande maggioranza degli italiani, non è utile, nè farlo pensare nè farlo credere a nessuno, in special modo non è lecito insegnarlo ai nostri figli.
Se il Grande fratello vince, il Grande fratello non mi convince.

Soldi ai partiti , in barba ai sacrifici; il Senato approva.

Nel decreto "milleproroghe" appena sfornato c'è un pò di tutto, si salvano mille situazioni, si prorogano "leggine" o agevolazioni in scadenza, si nominano amministratori o si distribuisce denaro pubblico in mille piccoli rivoli.
La finanziaria è stata severa con settori importanti dello Stato, si è tagliato nella scuola, sull'istruzione, persino sulle forze dell'ordine o sulla protezione civile, sulla sanità e sui trasporti. Non esiste settore pubblico in cui non sia calata la scure di Tremonti.
Qualcuno però si e salvato.
Naturalmente , inutile dirlo, sono i partiti , non importa se di governo o di opposizione , grandi o piccoli, tutto questo non conta. Assicurati oramai i rimborsi elettorali, con buona pace degli Italiani e dei loro futuri sacrifici, si è cosi potuto pensare di procedere con nuove elargizioni. Così si è pensato di poter inserire, nel decreto appena sfornato, una piccola clausola, costosa per i contribuenti, ma importante per i partiti.
Con sole poche parole e con la scusa di salvare l'editoria ,si fanno salvi i contributi per i giornali di partito.
Si scive testuale che "non è richiesto il requisito della rappresentanza parlamentare per le imprese e per le testate di quotidiani o periodici che risultano essere giornali o organi di partiti o movimenti politici che, alla data del 31 dicembre 2005, abbiano già maturato il diritto ai contributi".
Anche questo alla faccia del risanamento, dei tagli o dell'eliminazione degli sprechi.
Poco importa se buona parte di questi giornali non saranno mai letti da nessuno, perchè andranno al macero subito dopo essere stati stampati, l'importante e che diano denaro a qualcuno, l'importante è che siano fonte di reddito per chi li scrive oltre naturalmente per chi li stampa.
E pensare che poi i nostri parlamentari tentano sempre di convincerci di rappresentare , a "Roma", i nostri interessi.
Fatti salvi quei pochi illusi che ancora lo pensano, a Roma si fanno sicuramente molti interessi, ma di questi, ben pochi sono "nostri".

martedì 10 febbraio 2009

Famiglia Cristiana attacca il Governo e Maroni, non avendo altre argomentazioni, denuncia.

L’accusa è sicuramente auotorevole , proviene da famiglia Cristiana , e naturalmente crea non poche preoccupazioni; è di quelle che lasciano il segno, anche se lapidaria .
«L'Italia precipita, unico Paese occidentale, verso il baratro di leggi razziali».
Il giornale dei Paolini , è vero, non è mai stato molto tenero con questo governo di centrodestra, ma ora si è arrivati alllo scontro ideologico vero e proprio, queste sono parole destinate a segnare un solco profondo: "Il soffio ringhioso di una politica miope e xenofoba che spira nelle osterie padane è stato sdoganato nell’aula del Senato. Medici invitati a fare la spia e denunciare i clandestini (col rischio che qualcuno muoia per strada o diffonda epidemie). Cittadini che si organizzano in associazioni paramilitari. La “cattiveria” invocata dal ministro Maroni è diventata politica di governo. Si è varcato il limite che distingue il rigore della legge dall'accanimento persecutorio. Il ricatto della Lega, di cui sono succubi maggioranza e presidente del Consiglio, mette a rischio lo Stato di diritto. Eppure nessuna indignazione da parte dei cattolici della maggioranza, nessun sussulto di dignità in nome del Vangelo: peccano di omissione e continuano a ingoiare “rospi” padani senza battere ciglio, ignari della dottrina sociale della Chiesa, la Lega, invece, esulta. Finalmente, il “bastone padano”, evocato da Borghezio nel 1999, oggi è strumento d’ordine autorizzato dal Parlamento.
Come si vede durissimi sia il giudizio sia le argomentazioni. Ma Famiglia Cristiana trova sponda ora anche nelle dichiarazioni e nelle valutazioni del precedente Ministro degli Interni Pisanu, per nulla disimili da queste.
Maroni naturalmente ha replicato offeso, querelando il settimanale e parlando di "aggressione". Ma al di là dei toni che si possono o meno condividere è difficile poter dire che sia stato dichiarato il falso. Ma si sa che anche il parere della Chiesa o del clero, ed i suoi "pastorali" consigli vengono ascoltati ed apprezzati a fasi alterne , sbandierati solo quando fanno comodo o quando sono strumentali.

Mentana se ne va sbattendo la porta ma a Mediaset in certi casi fa comodo la "disinformazione."

La morte di Eluana ieri sera , poco dopo l'annuncio ufficiale , ha sconvolto i programmi di tutte le tv. Rai uno ha subito mandato in onda uno "speciale" di “Porta a Porta”, La7 dedicava la puntata de “L’Infedele” alla vicenda di Eluana, Rete4 affidava i commenti del caso al sempre "schierato" Emilio Fede.
Solo canale cinque , "l'ammiraglia" delle reti Fininvest manteneva inalterato il suo precedente palinsesto. Si era infatti deciso che il caso di Eluana rivestisse per gli Italiani minor importanza del Grande Fratello.
E' stato così il trionfo della Tv spazzatura e della sua idea, a fronte di una vera notizia che ha diviso il paese e le coscienze.
A nulla sono valse le proteste di Mentana.
Ai pianti ed alla commozione vera si sono preferiti gli isterismi, le sciocchezze, i discorsi idioti e le stupidaggini dei concorrenti.
In serata Mentana annunnciava le proprie dimissioni.
In Mediaset si è preferito lasciare "l'informazione" a Emilio Fido, meglio sicuramente lui di Mentana in questi casi, è più sicuro, più schierato, più parziale.
Proprio quello che serve in questi casi.
In Mediaset vale il proverbio "che non cade foglia che Silvio non voglia" .
E quando gli interessi anche politici si fanno importanti anche l'infomazione, o meglio, la disinformazione, fa comodo al "regime", a Berlusconi, ed ai "berlusconiani".

lunedì 9 febbraio 2009

Eluana riposa finalmente in pace.

Eluana è morta , non senza aver insegnato qualche cosa di importante a questo paese, almeno per chi ha voluto capirlo. Ora è finalmente arrivato il momento del silenzio. Per favore basta.

Amar il clandestino ha imparato a sue spese che la generosità ed il coraggio in Italia non sono virtù.

Rischia di essere poco visibile la storia di Ammar, immigrato, 30 anni, una moglie che se n’è andata a Roma.
La sua vita si racconta con poche parole ed è fatta di pochi dati significativi, la fuga dalla disperazione del suo paese, poche speranze di riuscita, una vita di stenti simile a tanti immigrati, un figlio mai nato, morto ancor prima di veder la luce.
Non che il futuro possa dare ad Ammar più aspettative del passato, la sua vita sembra quasi una linea reta solo perchè più in basso di così non è possibile andare.
Ammar dicono sia una persona buona , così lo hanno definito tutto quelli che lo hanno conosciuto. Peccato non sia così per tutti , visto che Amar è un immigrato clandestino e come tale dovrebbe essere punito ed espulso.
Il fatto è che Ammar non poteva sapere che in Italia ad essere generosi e coraggiosi si corrono grossi rischi.
In Italia prevale il "clichè" che assegna agli immigrati solo difetti, mentre in genere agli italiani si assegnano tutte le virtù , anche quelle immeritate, non ultima quella di non essere razzisti.
Ebbene, Amar in un giorno come tanti, in fondo per lui sono sempre uguali, mentre se ne stava sotto un ponte dell'Arno con amici, non ha esitato a gettarsi nel fiume per salvare una donna che si voleva suicidare.
L’ha salvata davvero Amar la donna, sia pure dopo vari tentativi, visto l'impeto della corrente e dei forti gorghi in quel tratto, incurante del pericolo, incurante dei rischi.
"Portarla su è stato molto difficile - ha raccontato Amar -, sembrava non respirasse più, l’ho dovuta trascinare per le spalle, afferrarla per il golf, ma alla fine ce l’ho fatta. Una volta al sicuro mi sono seduto accanto a lei, ho premuto per fare uscire l’acqua. Respirava, alla fine respirava. Dai miei amici ho fatto portare una coperta perché aveva freddo. Ho chiamato due volte il 118, ma non è venuto nessuno. E’ arrivata prima la polizia".
Che ci ha guadagnaro Amar in tutto questo ? Nulla, proprio nulla, anzi.
La generosità è vero non chiede di essere pagata nè riconosciuta.
Anche il coraggio è istintivo, e per essere tale non deve essere frutto di calcolo.
Ad Amar poteva bastare sicuramente, un ringraziamento, la felicità di aver commesso una buona azione, un abbraccio o una stretta di mano riconoscente.
Nulla di tutto ciò. Amar ha ricevuto invece l'invito a presentarsi, il 12 febbraio, all’ufficio immigrazione per essere espulso dal paese, dopo aver già trascorso una intera serata negli uffici della polizia per il disbrigo dei rilievi del caso.
Come si vede la parola "generosità" non fa mai rima con "clandestinità".
La seconda sopravanza sempre la prima sia nei giudizi che nella consiederazione.
Ora Amar ha capito finalmente che paese sia L'Italia.
Quì c'è posto per tutti i furbi di questo mondo, per i menefreghisti, per i delinquenti e per gli intolleranti.
Quello che quì non si ammette, non si riconosce e nemmeno si insegna ai propri figli è il coraggio, la generosità e l'eroismo.
Ora anche Amar ha imparato a sue spese che qui, queste, sono considerate le virtu degli sciocchi, dei perdenti, di chi pensa stupidamente agli altri invece che a stesso.
Non ci sarà posto per te Amar in Italia anche se io un po' ci speravo.

sabato 7 febbraio 2009

Viva Napolitano , viva la libertà, viva la Costituzione

Il caso finalmente è scoppiato, lo strappo è avvenuto.
Come era prevedebile per chi conosce il Cavaliere non poteva essere altrimenti.
Agli sciacalli basta sentire l'odore del sangue per capire il da farsi.
Nel delirio di potere a Berlusconi è bastato pensare che nessuno, nè nel governo, nè nel parlamento, avrebbe osato contrastarlo per entrare d'istinto nel caso Englaro con la sensibilità di un rinoceronte.
Credo sia palese a tutti che a Berlusconi, di Eluana Englaro non gliene importa proprio nulla, così come poco lo interessa il dolore del padre e dei familiari.
Nelle sue decisioni traspare solo il calcolo politico, la volontà di ingraziarsi il Vaticano in un momento di attrito sugli immigrati, un puro e semplice desiderio di riaffermare il suo potere su tutto e su tutti.
Poco importa a lui che in uno stato di diritto debbano convivere diversi poteri, poco importa lo scontro orami aperto con il Quirinale che alza la "testa" e si schiera a difesa della Costituzione, poco gli importa delle sentenze della Corte.
Ne volete una prova ? Provate a pensare, e cercate di non inorridire, alle parole pronunciate dal premier sulle motivazioni per cui Eluana non può morire, disgusta semplicemente sentirlo dire che Eluana è viva perchè "potrebbe avere figli".
Basta questo per vedere come abbia capito il problema ed il dramma. Più in là c'è però anche di peggio. Durante la conferenza stampa di ieri, a una domanda sul rischio di morte per Eluana dopo l'inizio del "protocollo", il nostro premier dicono abbia risposto : «Ci auguriamo di no. Una persona normale sta due o tre giorni senza mangiare e bere». rivolgetevi però a Pannella, che ne sa qualcosa».
Battute davvero spiritose, opportune, appropriate al caso, il dramma e che volevano essere anche serie considerazioni.
Ma non è solo questo che irrita e disgusta è il ragionamento intrinseco che stà alla base delle decisioni di questa maggioranza di presentare un disegno di legge nonostante le sentenze, nonostante l'opposizione del Colle.
Si sente qui tutta l'arroganza di chi considera di aver vinto le elezioni e di poter cambiare la Costituzione, le leggi, i costumi , a volte la morale del paese senza renderne conto a nessuno, senza preoccuparsi delle opposizioni, delle minoranze, del diritto o delle libertà individuali.
E' la superbia e la prepotenza di chi è convinto che per chi ha vinto non esiste alcun obbligo nè del rispetto delle regole , nè delle sentenze dei giudici, nè della volontà del Capo dello Stato.
Eluana ora per davvero vive, l'hanno resa eterna Berlusconi, il suo governo e la chiesa .
Eluana ora è un simbolo dei nostri diritti e della nostra libertà, vivrà per sempre nei nostri pensieri e nei nostri cuori.
Per Eluana e su Eluana dovremo per forza di cose, e non per nostra volontà, scontrarci e dividerci.
Ma lo scontro avviene anche a difesa delle regole democratiche e della libertà , per il rispetto delle sentenze, per la divisione dei poteri in uno stato di diritto, per il futuro ed il destino di questo paese.
"Dio mi guardi - diceva oggi Gad Lerner - da un potere che vuole imporsi così anche sulle mie scelte personali, violando una libertà fondamentale come quella di interrompere una terapia medica. Dopo di che, liberissimo chi vuole di seguirla finchè ritiene. Ma oggi è in corso di stravolgimento la Costituzione materiale di questo paese. Onore a chi ha il coraggio di opporvisi, anche a futura memoria. Per questo scrivo: Viva Napolitano, viva la Costituzione! E ci aggiungo un bravo a Gianfranco Fini".Ed io mi aggrego a Gad Lerner e a quanti ancora hanno voglia di lottare , come lui e come tanti, non posso far altro che gridare "viva Napolitano, viva la Costituzione.

venerdì 6 febbraio 2009

E' scontro tra il Governo ed il presidente ma sarà anche scontro nel paese.

E' un paese diviso davvero in due e senza possibilità di dialogo quello che ora assiste allo scontro tra il Governo ed il Presidente della Repubblica.
In mezzo si trova, prima causa involontaria, ora ignara prigioniera e spettatrice dello scontro, Eluana Englaro.
Il "casus belli" tra Berlusconi ed il Quirinale presenta ancora vaste zone d'ombra ed esiti incerti. Nemmeno è così scontata la reazione del paese.
Di certo si assiste , neanche tanto in sordina, ad una sorta di "colpo di Stato" strisciante, in chiaro e tipico stile Berlusconiano.
Tutto sembrava da giorni nell'aria , dapprima brevi e concitate dichiarazioni che qualcuno definissce tra "la farsa, il vaniloquio giuridico e il caso".
Il Governo ha alla fine scelto, sospinto sempre più nell'angolo dalle pressioni della Santa Sede, nonchè dei cattolici più integralisti.
E' stato cosi predisposto , nonostante l'aperta opposizione del Presidente della Repubblica e la contrarietà del presidente della Camera Fini, il testo del decreto legge.
Il Cavaliere con un colpo da maestro, ben cosciente del carattere altamente distruttivo del suo operato , è riuscito ad inimicarsi contemporaneamente sia Napolitano, sia la Magistratura che sul caso ha già emesso una sua sentenza, ma anche la maggior parte degli Italiani , che sembra sia contraria al decreto quasi all'80%.
Erano illusi quanti pensavano fossero giunte a termine le sofferenze di Eluana e del padre, non avevano fatto i conti con il Cavaliere, con il Vaticano, e con i loro interessi .
Entrambi si credono ad di sopra anche della legge e della giustizia , figurarsi se si fermavano di fronte ad una sentenza della Corte di Cassazione.
E' giunto però il momento di contarsi e decidere da che parte stare, in gioco ora non c'è più e solo la vita di Eluana ma le libertà individuali di ognuno di noi .
Dobbiamo alla fine decidere davvero questa volta se vogliamo vivere in un paese che sia del tutto simile alle moderne e laiche democrazie occidentali o ad una integralista ed antiquata teocrazia orientale, del tutto simile all'Iran degli ayatollah

giovedì 5 febbraio 2009

Nessun decreto legge, giù le mani dal corpo di Eluana.

Sembra proprio che in queste ore l'Italia trattenga il fiato.
E' per lo più totale e rispettoso il silenzio sul caso di Eluana Englaro, se si escludono gli interventi della chiesa e del Governo.
I sondaggi sembrano parlare chiaro, la maggioranza degli Italiani si dichiara contraria a qualsiasi intervento governativo sulla questione.
Ma questa volta il Presidente del Consiglio , sempre così attento agli umori popolari , sembra ascoltare, con maggiore interesse, le pressioni del Vaticano, più forti con il passare del tempo.
La gerarchia ecclesiastica, attacca ancora e non demorde.
Fa sentire la propria "inconfondibile" voce Monsignor Rino Fisichella che , sibillino e suadente , fa da "apripista" a Berlusconi affermando che ancora vi sono "diversi strumenti possibili per il "legislatore al fine di salvare la vita di Eluana".
E un paese confuso dai tanti, dai troppi interventi, attende cosi le decisioni che faranno seguito ad interminabili , e spesso ipocrite polemiche.
Il fatto è che favorevoli o contrari non combattono solo ed esclusivamente per Eluana.
Ci piaccia o meno , tra queste posizioni , ci si gioca l'importante partita della laicità dello Stato.
In poche ore tutto potrebbe essere definitivamente deciso, in un senso come nell'altro.
Due concezioni filosofiche e politiche si contrappongono e si scontrano, quella di chi pensa che l'Italia sia un paese laico "orientato alla felicità degli individui" e chi invece la pensa ancora come un paese orientato a valori religiosi diversi , in cui la chiesa ha ancora un ruolo importante e decisivo.
La scelta è indubbiamente difficile , si deve scegliere tra elementi importanti ed essenziali della vita di ogni uomo , la fede come la ragione, la vita e la morte.
Nel mezzo purtroppo, imprigionato, il corpo di Eluana, le sue sofferenze e quelle di suo padre.
Personalmente non ho dubbi, nessuna incertezza.
Da laico convinto, da tempo, ho deciso che ognuno deve poter disporre della propria vita senza condizionamento alcuno.
Non condivido per nulla l'idea di chi pensa che la nostra vita appartenga a Dio e che lui solo ne possa disporre.
Lasciamo ad ognuno la libertà individuale di pensare e di decidere come meglio crede, ma a nessuno deve essere concesso di decidere per noi, imponendici scelte che non condividiamo..
Per questo il nostro Premier non pensi di poter promulgare un disegno di legge sul testamento biologico, ogni scelta al riguardo va affidata al Parlamento.
Giù le mani ora dal corpo di Eluana.
E' però giunto anche inesorabile , per gli Italiani, il momento di decidere a quali valori essenziali affidare il futuro del Paese, oppure le proprie scelte più sofferte e delicate.
Una scelta incombe, è diventata ineludibile.

mercoledì 4 febbraio 2009

Frattini lascia la sua donna , bene ora forse riuscirà a trovare il tempo di fare il ministro.

La notizia che il ministro degli esteri Frattini abbia lasciato , con un semplice sms, la dermatologa Chantal Sciuto , sua fidanzata ufficiale , credo lasci gli italiani del tutto indifferenti.
Per chi fatica ad arrivare a fine mese , per chi si trova in cassa integrazione o addirirttura senza lavoro, sono altre le priorità della vita.
A questi viene istintiva una risposta , scontatissima, ed è il classico "ma chi se ne frega".
Poi però si riesce a trovare anche qui, in queste baggianate da gossip, qualche piccola sodddisfazione, di quelle tipiche dei poveri, ed è che ora posssono scoppiare tutte le crisi internazionali di questo mondo, ma il nostro ministro degli esteri , libero da impegni sentimentali, riuscirà a trovarsi, finalmente e forse , nel posto giusto al momento giusto.
Altra crisi internazionali come quella della Georgia o di Gaza non lo coglieranno più fotografato sott'acqua alle Maldive o vestito da snowboarder sulle Alpi.
In quelle condizioni era un po' difficile, come pretendeva lui, far credere che stesse lavorando per fare "scoppiare" la pace , al massimo il ministro riusciva a farci "scoppiare" dalle risate.
Io sarò sicuramente cinico, severo e crudo, ma non riesco a soffrire di questo abbandono , di questo amore perduto e straziato.
Frattini , ora finalmente scapolo, finalmente non più costretto a fare l"amante" , forse riuscirà a trovare un po di tempo per fare il ministro.

Il Vaticano è talmente impegnato a guardare le pagliuzze negli occhi degli altri che non si avvede delle travi conficcate nei suoi.

Il vescovo lefebvriano Richard Williamson , per essere ammesso a funzioni episcopali nella chiesa, dovrà ritrattare le sue affermazioni negazioniste sulla Shoah.
Lo afferma oggi una nota della segreteria di Stato vaticana, aprendo dunque di fatto un nuovo capitolo nella vicenda.
"Le posizioni di monsignor Williamson sulla Shoah sono assolutamente inaccettabili e fermamente rifiutate dal Santo Padre" si legge nella nota.
Lo stesso Vaticano comunica che Il Papa non era assolutamente al corrente delle dichiarazioni negazioniste del vescovo Williamson al momento della remissione della scomunica.
Doverose ed importantanti sembrano ora le dichiarazioni del Pontefice, anche se vengono pronunciate a seguito di molteplici richieste di chiarimenti , l'ultima in ordine di tempo avanzata dal cancelliere Tedesco Angela Merkel.
Le parole del Papa mi sembra pongano così termine ad ogni polemica, anche se desta non poca meraviglia il fatto che il Pontefice possa dichiararsi all'oscuro delle dichiarazioni del Vescovo Williamson.
Forse ha veramente ragione chi sostiene che il Vaticano, in questo periodo , è talmente impegnato ad occuparsi di politica che non riesce a trovare il tempo di occuparsi d'altro, nemmeno dei fatti propri.
Finisce cosi che a forza di guardare le pagliuzze negli occhi degli altri non si avvede delle "travi" conficcate nei suoi.


martedì 3 febbraio 2009

La tedesca Merkel da una lezione al Papa tedesco.

E' durissimo l' attacco alla Santa Sede da parte del Cancelliere tedesco.
Angela Merkel non usa mezzi termini, "I chiarimenti del Vaticano" sulla revoca della scomunica al vescovo negazionista Richard Williamson , del gruppo dei lefebvriani , sono insufficienti.
Se una decisione del Vaticano fa emergere l’impressione che l’Olocausto possa essere negato questa deve essere chiarita.
Da parte del Vaticano e del Papa deve essere affermato, molto chiaramente, che non ci può essere alcuna negazione sull’argomento. Finora, invece, tutti i chiarimenti arrivati si sono rivelati "insufficienti".
Angela Merkel è connazionale del Papa, ma dobbiamo riconoscere come riesca ad essere molto più chiara, più incisiva oltre che più diretta.
E' in ogni caso come dargli torto. Il ricomporre uno scisma è sicuramente importante , ma per raggiungere l'obiettivo non è possibile accettare questo.
Non mi pare che negare, sminuire, infangare, le sofferenze di miloni di uomini sia una manifestazione di profonda carità cristiana.
E' proprio cosi difficile Santo Padre riconoscere che chi nega tutte queste sofferenze non merita di essere accolto nella comunità cristiana ?
Io non lo credo.

Il Cavaliere, per farsi vedere, si mette un giorno sul fico ed uno sulle pere.

Berlusconi si lascia andare ad una delle sue solite dichiarazioni, come al solito scontata, e come al solito con l'evidente intento di addossare la colpa di qualche "misfatto" a qualcun altro.
A volte le colpe sono della sinistra, a volte sono dei giudici, a volte persino proprio di quel Parlamento in cui gode di una grandissima maggioranza, altre volte dei precedenti governi con l'esclusione dei suoi.
Il Cavaliere è fatto così , mi pare scontato , se ci sono delle colpe non sono mai sue ma di altri.
Ora, parlando della concessione degli arresti domiciliari ai fiancheggiatori degli stupratori di Guidonia, riesce ad affermare che "Occorrerebbe che davvero i giudici applicassero le leggi affinchè i cittadini possano sentire che la pena è una certezza e non qualcosa che può essere in certi casi obliterato". Può darsi che l'affermazione sia anche giusta, conveniente, dovuta. Ma a quanto pare i due "fiancheggiatori", ora agli arresti domiciliari, non sono stati nemmeno coinvolti nello stupro, ed hanno dichiarato che neanche ne erano a conoscenza.
Ma poi, proprio lui parla ? Si scorda, ad esempio, che sul caso Englaro, i giudici hanno emesso una sentenza che autorevoli membri del suo governo hanno osteggiato ed ostacolato in ogni maniera senza che lui fiatasse ? Si scorda che i giudici operano in base a leggi votate dal Parlamento ?
Se queste leggi sono troppo permissive, al legislatore compete il dovere di cambiarle, di inasprirle se ne fosse il caso.
Il fatto è che al nostro Presidente del Consiglio oramai è concesso dire tutto ed il contrario di tutto, affermare oggi quello che si prepara a smentire domani, ma un minimo di coerenza e di memoria, una volta ogni tanto, sarebbe doverosa.
Non si può essere garantisti a fasi alterne e giustizialisti quando conviene, od a secondo di come tira il vento. Una volta ogni tanto si decida da che parte stare.
A volte lo si è sentito reclamare per il rigore dei giudici o delle leggi , in altre occasioni (vedi lodo Alfano) ha messo alcune persone al di sopra della legge.
Non è possibile essere un giorno sul fico ed uno sulle pere.

lunedì 2 febbraio 2009

Hanno bruciato un' Indiano , le loro inutili vite , i nostri valori.

Sabato notte, passate da poco le 4, tre "balordi", per "accendere" la loro serata hanno deciso di provare una nuova e forte emozione.
Non sembravano più bastare, come abitudine, nè l'alcool nè droga, le uniche cose che abbiano libero accesso alle loro teste vuote.
Il fumo di una canna gli è parso di colpo troppo abituale, scontato, non più "degno".
Così hanno optato per un "fumo" diverso, più "acre", per una scarica d'adrenalina da "sballo", che riuscisse a scuotere anche la loro inutile vita.
Ti pare di vederli, tremanti e con movimenti a scatti, sotto l'effetto di emozioni "forti", in preda a sentimenti contrastanti, mentre cospargono di benzina il povero indiano e gli danno fuoco.
Dentro di loro, un misto di "falso" coraggio e di vera paura.
Li anima la sensazione di onnipotenza degli assassino e dei mediocri, la possibilità di decidere della vita e della morte degli altri, meglio se deboli, meglio se "ultimi", meglio ancora se "diversi" o extracomunitari. Con più si tocca il fondo con più è "meglio" sembrano dire. Si sentono forti se "bulli" e prepotenti, se violenti e arroganti.
Diranno poi «Se semo inventati 'sta goliardata, n'idea pe' divertisse un po'».
C'è chi è pronto a giurare siano lontani dalla politica, da possibili derive razziste.
Sarà anche vero ma il clima del momento attuale lo vivono, gente così non ha idee , non ha valori, vive solo di sensazioni , di sentimenti primordiali, primitivi, raccattati qua e là.
Come pensare non abbiano colto il clima di questi giorni, sentito a pelle la rabbia , per quanto commesso da sbandati come loro, da idioti come loro, da criminali come loro.
Pare non abbiano un lavoro fisso, che non siano tifosi, che vivano nel nulla fatto quotidianità. Ancora una volta c'è chi parla di branco. Cominciano ad essere un po' troppi i "branchi" di delinquenti in questa penisola.
Scorrazzano e colpiscono da Nord a Sud , senza distinzione di razza o di fede.
Si pensava e si credeva , da poveri illusi, che fosse arrivato il momento di vivere tranquilli, in un paese in cui la sicurezza dei cittadini doveva diventare priorità.
Ci si sveglia così senza più alcuna sicurezza, e ti va bene se ancora riesci a svegliarti, se per caso ti capita di addormentarti su una panchina.
Proprio in questi giorni abbiamo scoperto che i crimini sono aumentati in Italia in maniera preoccupante, è motivo "d'onore" sapere che siamo ai primi posti in Europa.
Non c'è razzismo dicono i genitori, lo ripetono gli amici, lo ripete convinto il comandante provinciale dei carabinieri.
«Volevamo solo vedere quanto durava, ma poi pensavamo di spegnerlo» dirà il più giovane dei tre.
Lo volevano solo "scaldare" un po' , così per vedere com'è un uomo che brucia, un indiano che in fondo è abituato alle "pire", per vedere se come i fiammeri si accendeva prima dalla "capocchia" o dal "gambo". Lo hanno fatto senza pietà, senza inorridire di se stessi.
Lo avevano, poco prima, anche leggermente dipinto di vernice bianca, chissà se un "inconscio" atto di razzismo o solo perchè cosi "brillava" di più, "teneva" meglio la fiamma, manteneva più vivo il fuoco. Chissa.
Continuiamo a dirci che non ci sono spiegazioni a quanto accade, illudiamoci fino in fondo che questi siano solo casi isolati, capitati per caso o per sbaglio, e che non possono accadere se non in ambienti comunque degradati.
Non basterà questo a nasconderci nè la percezione nè la certezza che oramai non vi sono più ambienti non degradati in cui tutto questo non possa accadere e che purtroppo tutto il mondo è paese ed ogni popolo ha il suo "degrado" , economico o morale.
In questo mondo globalizzato si è globalizzata più la stupidità dell'economia, più l'illegalità della legalità, più la criminilatà della giustizia.
Il successo è diventato tutto, il divertimento e la ricchezza gli unici ideali, non importa come si raggiungono, non importa cosa chiedano in cambio, si vogliono presto, si vogliono subito, sopratutto da parte dei giovani a cui non abbiamo fornito altri ideali, nè altri esempi.
Ma ci sono cose che più di altre si sono perse del tutto in un mare di falsi ideali, sono i valori veri, è l'etica, è la vera morale, quella dell'uomo, di ogni uomo.
Sono la considerazione e la certezza che la vita è bella, unica ed irripetibile, proprio per questo va rispettata e conquistata, si merita sacrifici, richiede rinunce, è fatta di impegno , di ideali, di valori profondi, di grandi speranze, di aspettative continue.
Non merita proprio di essere "bruciata" cosi, nè dall'una nè dall'altra parte, non merita di "consumarsi" come un fuoco fatuo su una banchina di un parco; non merita di trascorrere tra una bravata e l'altra, tra un locale ed un'altro, tra l'ebrezza piena di noia di una sigaretta e l'unico "calore" possibile a queste condizioni, quello dell'alcool contenuto in una bottiglia.Non merita davvero così di essere vissuta.