venerdì 16 gennaio 2009

Lite in diretta tra Santoro e Annunziata con la messa in onda di una mezza verità.

Lite in diretta ieri sera ad Annozero tra Santoro e Lucia Annunziata.
Durante il programma, la nota giornalista, ha più volte contestato alcuni passaggi della trasmissione.
La pertinente osservazione rivolta a Santoro che "non è pensabile di affidare cose così delicate a dei ragazzini" nè al loro comprensibile rancore, riceveva la piccata e scortese reazione del conduttore “Non dire anche tu le scemenze che dicono tanti. Sei qui per parlare di questo problema, non per contestare la trasmissione o per piacere a qualcuno”.
La discussione è a questo punto degenerata, ed approfittando di una breve interruzione, la Annunziata lasciava lo studio, solo dopo avere però, ancora una volta affermato, che considerava "sbilanciata" la conduzione del programma.
Sgombero subito il campo da ogni sospetto e confesso apertamente che a me Santoro comunque piace, anche se è uomo di parte che fatica a rimanere neutrale.
Ma almeno a volte ci tenta, qui in questa trasmissione non c'è stato alcun dibattito , non si sono viste le ragioni degli uni e quelle degli altri.
Santoro ieri non ha nemmeno tentato di essere obiettivo, si è semplicemente lasciato andare alle sue idee ed ai suoi sentimenti.
Il trasporto emotivo sulle notizie è sempre apprezzato, purchè riesca almeno ad avere un minimo di obiettività, di serenità e di equilibro, tanto più se il motivo del contendere è come in questo caso una guerra che necessità , per forza di cose, di qualche considerazione o ragione in più.
A Santoro riconosco il diritto di dire quello che ritiene più opportuno , di documentare o analizzare i fatti secondo le sue idee e considerazioni, ma da un buon giornalista si deve pretendere obiettività e professionalità, proprio quello che qui è mancato.
Quella che è andata in onda non è stata la rappresentazione della verità ma solo quella di "una" verità.
La Annunziata non aveva solo ragione , ne aveva da vendere, mentre Santoro ci ha mostrato ieri un esempio chiaro di cattiva televisione.

3 commenti:

samie ha detto...

Non sono d'accordo. Santoro ha fatto una trasmissione "di pancia"...forse squilibrata, ma quelle immagini e quelle testimonianze le troviamo solo in rete...una conferma se vogliamo alla controinformazione perché, in realtà, in Italia troppe persone sostengono la legittima difesa di israele...indifendibile ormai dopo i massacri avviati. L'uso delle armi tecnologicamente avanzate, del fosforo bianco distruggono un popolo...perché non parlarne, perché non denunciarlo? In quella striscia di terra si stanno disattendendo le convenzioni ONU e le stesse risoluzioni dell'unione europea...e stiamo lì a cianciare se una trasmissione è più o meno faziosa?

ivan ha detto...

è vero samie ..ma è solo una verità, dolorosissima ma parziale, esagerata ma non rappresenta tutte le parti in causa.

Antonio Murabito ha detto...

Sul piano personale e professionale Santoro ha commesso una unica ma imperdonabile mancanza di rispetto verso una collega sulla cui onestà morale e competenza professionale non dovrebbero esserci dubbi.
Sul merito credo invece che abbia fatto bene a dare la parola, una volta tanto, anche alle voci che rimangono sempre escluse, e questo, indipendentemente dalla validità delle loro affermazioni; è un fatto veramente inedito e che, secondo me, la Annunziata ha fatto male a criticare, pur essendo nel suo diritto il farlo.
Ingiusta mi sembra l'acusa di sbilanciamento a favore di una sola parte. La ragazza israeliana ha potuto argomentare ampiamente le ragioni di Israele, lo stesso la ragazza palestinese.
L'esperto di questioni militari ha potuto tranquillamente sostenere la legittimità dell'intervento di Israele, persino l'inviato Corrado Formigli ha confutato una tesi sostenuta dalla ragazza palestinese, anche Travaglio, alla luce di quanto sostenuto in studio dal giovane palestinese, ha giustificato le stragi di civili, affermando che non era possibile distinguere tra civili e guerriglieri perché oltre ai seguaci di Hamas sparavano anche altri aderenti a varie formazioni; era presente anche una scrittrice israeliana, che ha dimostrato ammirevole senso di equilibrio.
Un caso a parte sono stati i servizi nei luoghi dei massacri: si può obiettare che dovevano essere fatti analoghi servizi nei luoghi dove cadevano le bombe lanciate da Hamas, e credo sia questa l'unica inadempienza della trasmissione, giustificata in parte dalla scarsa propensione dei dirigenti israeliani alla presenza di giornalisti. Delle riprese nei luoghi abitati dagli israeliani avrebbero messo in risalto la paura, ma anche i modesti danni arrecati, senza con ciò nulla togliere alla gravità di questi atti di ingiustificabile terrorismo.
Una cosa mi sento di suggerire alla Annunziata: diffidi della solidarietà pelosa espressale da chi ha sempre sostenuto acriticamente le ragioni di una sola parte, minimizzando le offese ricevute dai palestinesi, attribuendo loro di essere l'unica causa dei loro stessi mali.
Antonio Murabito