sabato 17 gennaio 2009

Caso Eluana: ovvero come si passa da uno Stato di diritto ad uno Stato del "ricatto"

"Sono gli italiani, adesso, a doversi chiedere dove vivono. Un posto in cui viene calpestato il diritto, il decreto dei giudici della Corte d'Appello di Milano e la sentenza della Corte di Cassazione che paese è?». E' questa la domanda che Beppino Englaro pone a se stesso ed al paese e che ha riproposto dai microfoni della trasmissione «Che tempo che fa». La domanda del padre di Eluana non è per nulla retorica, è fatta con quella misura dei sentimenti e delle parole che è tipica dell'uomo.
Purtroppo la risposta è sottintesa e scontata , che dire di un paese in cui neppure il diritto ha più valore e sens,o e dove tutto, non solo la ragione ed i sentimenti, sono costretti a piegarsi al ricatto ed all'arroganza di un ministro.
Sono di fatto automaticamente smentite anche le odierne affermazioni del ministro degli esteri italiano che, commentando risentito la concessione dell'asilo politico a Battisti da parte del Brasile, dichiarava che "considerava offensiva l'idea che l'Italia potesse essere considerato un paese in cui non si rispetta il diritto".
Ebbene Signor Ministro vorremmo anche noi davvero fosse così, vorremmo che nessuno al mondo potesse pensarlo, ma dovremmo e "dovreste" per primi dimostrarlo.
Per il resto, ancora una volta ha ragione Beppino Englaro, "sono tutte parole e deliri" che mi trovo costretto a ricordare , "ancora una volta ruotano attorno alla vita ed al dramma degli altri".

1 commento:

Franca ha detto...

Che paese è?
Venghino signori, venghino: questa è l'Italia!