Siamo razzisti ed intolleranti o l'Europa sbaglia ?
Ora al governo italiano mancava solo il richiamo del Commissario per i diritti umani Thomas Hammarberg, sulla situazione dei rom e la politica di immigrazione in Italia, per completare l'immagine che all'estero si stanno facendo del nostro paese e del suo governo.
Hammarberg si e' detto "estremamente preoccupato" per le violenze contro i campi nomadi, avvenute a suo giudizio "senza che vi fosse un'efficace protezione da parte delle forze dell'ordine italiane".
Il commissario ha fatto di più , ha accusato apertamente le forze dell'ordine di aver "a loro volta condotto raid violenti contro gli insediamenti durante le operazioni di sgombero" e avverte che si deve indagare a fondo sugli attacchi ai campi.
L'ultima stoccata la riserva ai politici e aggiunge che "L'approvazione diretta o indiretta, di questi atti da parte di certe forze politiche, singoli partiti e da parte di alcuni organi di informazione, e' particolarmente preoccupante".
Quella di Hammarberg purtroppo non è niente altro che l' ultima dichiarazione che segue, in ordine di tempo, tutta una serie di precedenti richiami, sulla materia dell'immigrazione, da parte dell'Europa.
Il nostro governo, invece di interrogarsi sul perchè di tutte queste obiezioni si dimostra infastidito, seccato, a volte indignato.
Le reazioni, come gli interventi, sembrano sempre scomposti a volte si esprime meraviglia, a volte stupore, in altre occasioni si cercano scusanti o si forniscono imbarazzati chiarimenti.
Ci si dimostra così del tutto impreparati a cogliere la complessità del problema e delle reazioni.
Si parte, è vero, da un presupposto corretto, rappresentato dal desiderio di sicurezza dei cittadini, ma poi ci si perde per strada.
Si pensa a volte che basti inasprire leggi, che al contrario avrebbero già potuto funzionare se applicate correttamente, si attacca, come sempre e come al solito, la magistratura giudicata troppo permissiva.
A volte si agita semplicemente un pugno di ferro che poi non si riesce a controllare ne a rendere effettivo.
Ne esce un'immagine del paese distorta, non sempre vera.
Nessuno, ad esempio, si chiede più in Europa se gli Italiani siano diventati razzisti, molti lo danno oramai per scontato.
A forza di sentirci parlare così superficialmente del problema degli immigrati e della sicurezza, danno per scontato che un pò di razzismo e di intolleranza si è insinuata nelle nostre azioni, tanto più che nei loro paesi loro stessi vivono situazioni ben peggiori delle nostre, con meno ansietà e drammaticità e ma con migliori risultati.
Tuttavia io non so ancora se l'Italia sia diventato un paese razzista; non do per scontato che sia un paese intollerante anche se reazioni ed atteggiamenti a volte eccessivi lo possono far pensare.
Mi assilla però un pensiero, io qui la penso esattamente come Minniti, e, al di là delle considerazioni che l'Europa nutre nei nostri confronti, sono preoccupato ed angosciato di vivere in un paese in cui si fanno leggi ad personam, in cui si considera un reato l'immigrazione clandestina, in cui si vogliono prendere le impronte digitali ai rom e in cui si utilizzano i militari per assicurare l'ordine pubblico e patttugliare le strade.
Come si vede c'è più di un motivo per essere preoccupati e più d'uno perchè lo possa essere anche l'Europa.












Parla chiaro oggi Tremonti , forse come non mai.





