Le parole di Bettino Craxi smentiscono ora i giustizialisti di allora.
Per anni ci si è trastullati all'idea che , dopo tangentopoli, e finito il periodo della prima repubblica, avesse avuto termine, non solo il finanziamento illecito dei partiti , ma anche quell'odioso sistema di corruzione che molti italiani conoscevano alla perfezione,
ancor prima che un'indagine giudiziaria la mostrasse in tutta la sua portata.
Era un bubbone, un cancro inesorabile che corrodeva la politica ed il sistema, banalizzando e monetizzando tutto, in un amalgama indefinibile ed indefinito di bene e male.
Basti pensare che grandi intuizioni politiche ed idee finirono miseramente infangate dalla corruzione, grande e piccola, che aveva pervaso tutto il sistema.
Si pensò di aver individuato tutte le responsabilità, ci furono i molti furbi che cercarono, per salvare se stessi ed i propri partiti, di additare all'opinione pubblica i veri o presunti colpevoli.
Ci furono personaggi politici di ogni schieramento , anche di sinistra, moralizzatori e fustigatori dei vizi altrui perchè consci dei propri.
In genere oggi sono così pronti a parlare di riforma della giustizia, dicono nella speranza di evitare i suoi eccessi, quanto lo furono allora nel gridare, guidando gli assalti al palazzo, il famoso e fatidico "dalli all'untore" di manzoniana memoria, davanti a folle inferocite, additando gli inquisiti.
Gente che vedeva la trave conficcata negli occhi altrui, ma che non osservava la propria.
La storia purtroppo è sempre maestra , ritorna spesso sui suoi passi, ripete i suoi cicli. I fatti di questi giorni ne sono la testimonianza. Passò allora l'idea che la Democrazia Cristiana ed i Socialisti, guidati allora da Bettino Craxi fossero i veri colpevoli del sistema di corruzione dilagante. Ne avevano anche loro responsabilità ma questa fu solo una mezza verità ovvero una verità di comodo, che serviva solo a salvare il salvabile. Fu il trionfo incontrastato della gattopardesca affermazione del Principe di Salina, che di fronte alla caduta dei Borboni ed alla fine del suo mondo all'avvento dei Savoia, ebbe a dire "tutto deve cambiare perchè tutto possa rimanere come prima".
Così è accaduto, si sono puniti veri e presunti colpevoli, ma non si è scardinato un sistema o una consuetudine. C'è bisogno di una seconda rivoluzione per completare la prima, e purtroppo "dovrà passare la notte perchè si possa rivedere di nuovo il giorno" della politica italiana.
Rileggevo proprio oggi le dichiarazioni che Bettino Craxi, allora Segretario del Partito Socialista, fece alla camera dei deputati proprio in piena tangentopoli. Sono di un'attualità e di una lucidità sconvolgente.
La prima rivoluzione si completerà solo ora se si avrà davvero il coraggio di affermare che sulla questione morale, non sono esistite solo responsabilità individuali o di qualche partito, ma che era ed è l'intero sistema che è malato, assieme a buona parte della sua classe politica.
Non si trattava allora , come non si tratta ora, di far salvo il principio che se tutti sono colpevoli nessuno è colpevole, ma di certo ci sarà bisogno di una serena analisi della storia, rivalutando anche qualche partito e qualche politico come Craxi, a cui andrà finalmente restituito dignità, riconoscendo a lui, al pari di tutti gli uomini, i meriti che gli furono propri, i pregi come i difetti, i vizi, assieme alle virtù.
Se solo si avesse avuto davvero il coraggio di ascoltate le sue parole e di cambiare allora tutto, curando davvero la malattia, non solo i suoi evidenti o solo manifesti sintomi.
Allora però queste parole non servivano ai vincitori e avevano lo svantaggio di giustificare i vinti, quelli che potevano apparire come i soli colpevoli.
Forse potranno servire ora , nel momento in cui i vecchi vincitori, sotto i colpi delle inchieste e della questione morale, rischiano di diventare gli odierni vinti.
Ma qui non si tratta solo di un gruppo dirigente di un partito andato in crisi, per tanti versi sta andando in crisi l'intero mondo della sinistra che è piegato ed in attesa di un riscatto, sempre più distante, sempre più lonano. Si abbia davvero ora il coraggio di andare fino in fondo, di non commettere gli errori del passato, non ci si consideri sempre immuni dal male, dalla corruzione, dall'inganno, dalla furbizia politica, sempre migliori, sempre diversi.
Si riconoscano davvero le colpe, anche storiche, e si abbia il coraggio di girare pagina e di andare avanti, il tempo stringe, la pazienza degli italiani e degli elettori viene meno, il non farlo ora caricherebbe gli inadempienti di responsabilità storiche pesantissime.
dal discorso di Bettino Craxi alla Camera dei Deputati, 3 luglio 1992
In quest’aula e di fronte alla Nazione io penso che si debba usare un linguaggio improntato alla massima franchezza. Bisogna innanzitutto dire la verità delle cose e non nascondersi dietro nobili e altisonanti parole di circostanza che molto spesso e in certi casi hanno tutto il sapore della menzogna.
Si è diffusa nel Paese, nella vita delle istituzioni e delle pubbliche amministrazioni una rete di corruttele grandi e piccole che segnalano uno stato di crescente degrado della vita pubblica.
Uno stato di cose che suscita la più viva indignazione, legittimando un vero e proprio allarme sociale e ponendo l’urgenza di una rete di con-trasto che riesca ad operare con rapidità ed efficacia. I casi sono della più diversa natura, spesso confinano con il racket malavitoso, e talvolta si presentano con caratteri particolarmente odiosi di immoralità e di asocialità. Purtroppo anche nella vita dei partiti molto spesso è difficile individuare, prevenire, tagliare aree infette sia per la impossibilità oggettiva di un controllo adeguato, sia talvolta per l’esistenza ed il prevalere di logiche perverse.
E così all’ombra di un finanziamento irregolare ai partiti e, ripeto, al sistema politico, fioriscono e si intrecciano casi di corruzione e di concussione, che come tali vanno definiti, trattati, provati e giudicati.
E tuttavia, d’altra parte, ciò che bisogna dire e che tutti sanno del resto, è che buona parte del finanziamento politico è irregolare od illegale. I partiti, specie quelli che contano su apparati grandi, medi o piccoli, giornali, attività propagandistiche, promozionali e associative, e con essi molte e varie strutture politiche operative, hanno ricorso e ricorrono all’uso di risorse aggiuntive in forma irregolare od illegale.
Se gran parte di questa materia deve essere considerata materia puramente criminale allora gran parte del sistema sarebbe un sistema criminale. Non credo che ci sia nessuno in quest’aula, responsabile politico di organizzazioni importanti che possa alzarsi e pronunciare un giuramento in senso contrario a quanto affermo: presto o tardi i fatti si incaricherebbero di dichiararlo spergiuro.
Bettino Craxi
ancor prima che un'indagine giudiziaria la mostrasse in tutta la sua portata.
Era un bubbone, un cancro inesorabile che corrodeva la politica ed il sistema, banalizzando e monetizzando tutto, in un amalgama indefinibile ed indefinito di bene e male.
Basti pensare che grandi intuizioni politiche ed idee finirono miseramente infangate dalla corruzione, grande e piccola, che aveva pervaso tutto il sistema.
Si pensò di aver individuato tutte le responsabilità, ci furono i molti furbi che cercarono, per salvare se stessi ed i propri partiti, di additare all'opinione pubblica i veri o presunti colpevoli.
Ci furono personaggi politici di ogni schieramento , anche di sinistra, moralizzatori e fustigatori dei vizi altrui perchè consci dei propri.
In genere oggi sono così pronti a parlare di riforma della giustizia, dicono nella speranza di evitare i suoi eccessi, quanto lo furono allora nel gridare, guidando gli assalti al palazzo, il famoso e fatidico "dalli all'untore" di manzoniana memoria, davanti a folle inferocite, additando gli inquisiti.
Gente che vedeva la trave conficcata negli occhi altrui, ma che non osservava la propria.
La storia purtroppo è sempre maestra , ritorna spesso sui suoi passi, ripete i suoi cicli. I fatti di questi giorni ne sono la testimonianza. Passò allora l'idea che la Democrazia Cristiana ed i Socialisti, guidati allora da Bettino Craxi fossero i veri colpevoli del sistema di corruzione dilagante. Ne avevano anche loro responsabilità ma questa fu solo una mezza verità ovvero una verità di comodo, che serviva solo a salvare il salvabile. Fu il trionfo incontrastato della gattopardesca affermazione del Principe di Salina, che di fronte alla caduta dei Borboni ed alla fine del suo mondo all'avvento dei Savoia, ebbe a dire "tutto deve cambiare perchè tutto possa rimanere come prima".
Così è accaduto, si sono puniti veri e presunti colpevoli, ma non si è scardinato un sistema o una consuetudine. C'è bisogno di una seconda rivoluzione per completare la prima, e purtroppo "dovrà passare la notte perchè si possa rivedere di nuovo il giorno" della politica italiana.
Rileggevo proprio oggi le dichiarazioni che Bettino Craxi, allora Segretario del Partito Socialista, fece alla camera dei deputati proprio in piena tangentopoli. Sono di un'attualità e di una lucidità sconvolgente.
La prima rivoluzione si completerà solo ora se si avrà davvero il coraggio di affermare che sulla questione morale, non sono esistite solo responsabilità individuali o di qualche partito, ma che era ed è l'intero sistema che è malato, assieme a buona parte della sua classe politica.
Non si trattava allora , come non si tratta ora, di far salvo il principio che se tutti sono colpevoli nessuno è colpevole, ma di certo ci sarà bisogno di una serena analisi della storia, rivalutando anche qualche partito e qualche politico come Craxi, a cui andrà finalmente restituito dignità, riconoscendo a lui, al pari di tutti gli uomini, i meriti che gli furono propri, i pregi come i difetti, i vizi, assieme alle virtù.
Se solo si avesse avuto davvero il coraggio di ascoltate le sue parole e di cambiare allora tutto, curando davvero la malattia, non solo i suoi evidenti o solo manifesti sintomi.
Allora però queste parole non servivano ai vincitori e avevano lo svantaggio di giustificare i vinti, quelli che potevano apparire come i soli colpevoli.
Forse potranno servire ora , nel momento in cui i vecchi vincitori, sotto i colpi delle inchieste e della questione morale, rischiano di diventare gli odierni vinti.
Ma qui non si tratta solo di un gruppo dirigente di un partito andato in crisi, per tanti versi sta andando in crisi l'intero mondo della sinistra che è piegato ed in attesa di un riscatto, sempre più distante, sempre più lonano. Si abbia davvero ora il coraggio di andare fino in fondo, di non commettere gli errori del passato, non ci si consideri sempre immuni dal male, dalla corruzione, dall'inganno, dalla furbizia politica, sempre migliori, sempre diversi.
Si riconoscano davvero le colpe, anche storiche, e si abbia il coraggio di girare pagina e di andare avanti, il tempo stringe, la pazienza degli italiani e degli elettori viene meno, il non farlo ora caricherebbe gli inadempienti di responsabilità storiche pesantissime.
dal discorso di Bettino Craxi alla Camera dei Deputati, 3 luglio 1992
In quest’aula e di fronte alla Nazione io penso che si debba usare un linguaggio improntato alla massima franchezza. Bisogna innanzitutto dire la verità delle cose e non nascondersi dietro nobili e altisonanti parole di circostanza che molto spesso e in certi casi hanno tutto il sapore della menzogna.
Si è diffusa nel Paese, nella vita delle istituzioni e delle pubbliche amministrazioni una rete di corruttele grandi e piccole che segnalano uno stato di crescente degrado della vita pubblica.
Uno stato di cose che suscita la più viva indignazione, legittimando un vero e proprio allarme sociale e ponendo l’urgenza di una rete di con-trasto che riesca ad operare con rapidità ed efficacia. I casi sono della più diversa natura, spesso confinano con il racket malavitoso, e talvolta si presentano con caratteri particolarmente odiosi di immoralità e di asocialità. Purtroppo anche nella vita dei partiti molto spesso è difficile individuare, prevenire, tagliare aree infette sia per la impossibilità oggettiva di un controllo adeguato, sia talvolta per l’esistenza ed il prevalere di logiche perverse.
E così all’ombra di un finanziamento irregolare ai partiti e, ripeto, al sistema politico, fioriscono e si intrecciano casi di corruzione e di concussione, che come tali vanno definiti, trattati, provati e giudicati.
E tuttavia, d’altra parte, ciò che bisogna dire e che tutti sanno del resto, è che buona parte del finanziamento politico è irregolare od illegale. I partiti, specie quelli che contano su apparati grandi, medi o piccoli, giornali, attività propagandistiche, promozionali e associative, e con essi molte e varie strutture politiche operative, hanno ricorso e ricorrono all’uso di risorse aggiuntive in forma irregolare od illegale.
Se gran parte di questa materia deve essere considerata materia puramente criminale allora gran parte del sistema sarebbe un sistema criminale. Non credo che ci sia nessuno in quest’aula, responsabile politico di organizzazioni importanti che possa alzarsi e pronunciare un giuramento in senso contrario a quanto affermo: presto o tardi i fatti si incaricherebbero di dichiararlo spergiuro.
Bettino Craxi




































2 commenti:
rivalutare craxi: siamo al codice rosso psichiatrico, ormai.
le faccio presente che, tutti i politici attualmente indagati per i soliti lerci reati di concussione e corruzione sono sempre i soliti: ex democristiani ed ex socialisti.
lusetti, del turco, margiotta, cardillo...
Cari Signori!
Per una ragazza di 8 anni servono urgentemente fondi per una operazione ad un rene malato. Chi vuole dare il suo CONTRIBUTO PREGO versare (anche spiccioli) a Paypal:
bell11@gawab.com
Grazie mille in anticipo e Dio vi benedirà.
Forza ragazzi aiutiamola!!! E Dio sarà con voi!
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