martedì 30 dicembre 2008

La politica diventa un affare di famiglia e vi si accede per diritto di nascita.

Cristiano Di Pietro dunque si è dimesso, ma solo in apparenza, in realtà ha solo lasciato l'italia dei Valori, non la carica di consigliere provinciale.
Entra semplicemente nel gruppo degli indipendenti , magari pronto a una qualche forma di voto esterno al padre.
Non che vi sia nulla di male in questo, era una scelta obbligata per chi ha sempre "avuto la politica nel sangue".
Resta solo un piccolo problema sulla sfondo, sempre più spesso si diventa politici oramai per diritto di nascita.
E il destino nostro in fondo e solo quello di doverli accettare e di accontentarci delle scelte dei partiti, nell'impossibilità di sceglierli e votarli i nostri candidati.
Come si vede con sempre maggior frequenza "questi" scelgono e pescano spesso in casa , rovistano negli affetti, in modo da assicurare a tutti in famiglia, una posizione, una carriera, un avvenire.
In cambio i nostri politici ricevono fedeltà e sicurezza e si mettono anche al riparo dai franchi tiratori.
Si è politici oramai per diritto di nascita.
Il vecchio vizio di re e papi che favorivano parenti e famigliari concedendo loro incarichi ed uffici, nei tempi antichi era considerato un vizio e veniva chiamato "nepotismo", ora si vuole che questo faccia invece parte della democrazia.
E' così che figli senza arte nè parte, ragazzi come tanti, senza colpe ma anche senza qualità, seguano spesso le orme politiche dei padri.
Provate a pensare al figlio di Bossi, un ragazzo che "fatica" per davvero a terminare anche solo un anno scolastico, diventato di colpo "Delfino" del padre , al pari dei Re di francia , per diritto dinastico.
Povera "trota" se dovesse per davvero e non solo per burla, solcare le acque della politica o della vita da solo senza il sostegno del padre.
In ogni caso avendo "digerito" i padri , statene certi riusciremo a sopravvivere anche ai figli , che, pur non avendo le "doti" dei genitori a volte sono immuni anche dai difetti.
Ci resta solo da criticare questa abitudine, questo vezzo politico, questa consuetudine che si sta diffondendo anche tra chi , come Di Pietro , si sente chiamato a fondare un partito che faccia riferimento a "valori" morali.
Già dovevamo capirlo da qui , in fondo siamo italiani, e per noi non c'è valore migliore di quello della "famiglia", tanto è vero che persino la "mafia" vuole essere, e si sente, una sola grande famiglia.
Ecco perchè anche il nostro Antonio, sempre pronto a castigare i "costumi" degli altri, si sente in dovere di circondarsi di famigliari.
Perso , almeno nel partito il figlio, ha pensato bene , per non sentirsi solo e senza affetti, di portarsi al seguito il cognato, l' On. Gabriele Cimadoro.
Provate a leggervi la sua biografia e la sua scheda, scoprirete che faceva l'agente immobiliare ma oltre questo non riuscirete a sapere altro , anche continuando con ostinazione a cercare i sempre più improbabili suoi disegni di legge o le sue mozioni, i suoi interventi.
D' altronde essere il cognato o il parente di un politico ti permette anche questo, di vivere di riflesso o di rendita, per questi basta la famiglia, e si sa, la famiglia è sempre un grande "valore", quand'anche vengano a mancare gli altri.

0 commenti: