La morte in diretta televisiva, la morte come show, come spettacolo..
La morte in diretta, il suicidio voluto agognato. assistito.
Lui il "moribondo" , con il terrore e l'ansia della morte negli occhi, concede alle telecamere ed agli spettatori il suo ultimo momento di vita.
Craig Ewert, colpito da un male incurabile ha deciso di morire così , in diretta televisiva, in una clinica della morte Svizzera.
Voleva forse semplicemente dimostrare che si può morire anche così, senza soffrire e con dignità. Io non condivido pienamente le decisioni di Craig , ne capisco le motivazioni, condivido l'idea che ogni uomo abbia il diritto di morire come e quando lo ritenga opportuno o quando per lui risulti intollerabile od insopportabile la vita.
Ma la morte non è mai spettacolo, comunque sia è sempre una tragedia, naturale fin che si vuole ma carica di tensione, di ansie, di ataviche paure.
La gioia di una nascita merita e vale sicuramente uno spettacolo, una ripresa, una partecipazione condivisa, lo vale un matrimonio, se si vuole anche un divorzio.
La morte no , la morte è l'atto supremo e come tale deve essere sempre un momento individuale, raccolto, con pochi spettatori.
Si muore soli, con i tuoi cari che ti assistono, che ti tengono per mano accompagnandoti così nel momento più difficile di tutta la vita, la sua fine, il trapasso.
La vita è il solo gioioso spettacolo che meriti i riflettori, la morte al contrario è oscurità, avviene al buio, a luci soffuse, nel silenzio ovattato di una stanza se possibile, non vuole e non richiede, per sua natura, i riflettori, un palcoscenico, numerosi spettatori.
Mi inquieta non poco sapere che, anche e sia pure per nobili motivi, possa diventare spettacolo collettivo, momento di morbosa curiosità, dato in pasto a tanti telespettatori che distrattamente vi assistono.
Craig invece è morto in diretta televisiva davanti ad un folto pubblico che lo osservava smarrito, tra una sigaretta e l'altra , tra una parola e l'altra, mentre qualcuno si rigirava tra le mani, un po' annoiato o distratto, la tazza del caffè, qualcun altro assaporava l'amaro retrogusto del liquore preferito; tra un sorriso ammiccante e fiducioso fatto alla moglie, seduta accanto, e l'angosciante e paurosa certezza, che per quanto si possa ritardare, nessuno riuscirà mai a sfuggire a quel momento.
No non è per me lo spettacolo, è orribile ed orrendo per me il solo pensiero. Non riuscirò mai personalmente ad accettare l'idea che la morta possa avvenire così , essere essa stessa pettacolo, show pubblico, atroce e beffardo reality.
La morte è sempre l'atto individuale e riassuntivo di una vita, doloroso e raccolto; merita sicuramente pietà, merita però rispetto e silenziosa partecipazione.




































1 commenti:
Indipendentemente dalle tue considerazioni personali, che rispetto anche se non condivido in pieno, non concordo anch'io con la morte in diretta TV perchè lo spettatore tende a considerarla spettacolo e a renderla oggetto di morbosa curiosità e non di profonda riflessione...
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