E' guerra in Palestina , la terra dove anche Dio ha fallito.

Natale 2008, terra di Palestina, Israele si prepara alla guerra. Oramai la notizia non fa più neanche storia.
La storia vuole però che il Dio dei Cristiani sia nato proprio in quei territori, nella notte di Natale di 2008 anni fa, in una povera capanna, alla luce della cometa che ne annunciava la nascita al mondo.
I suoi fedeli sostengono sia nato per redimere l'uomo, per sconfiggere il male, il peccato , le guerre.
Quel Dio è morto proprio per questo, ha sacrificato la vita per un nobile scopo, per una causa degna, per far sì che finalmente regnasse nel mondo la pace, non solo nei cieli, ma anche qui sulla terra.
E' triste ed amaro , credo anche per un Dio, scoprire di essere nato e morto proprio per nulla.
Se dovessimo giudicare ora, in base ai risultati conseguiti, e paragonandoli alle sofferenze ed al sacrificio della sua vita , arriveremmo fatalmente all'inevitabile conclusione che mai uomo al mondo si sia sacrificato più inutilmente.
Non solo la pace non è ancora di questa terra, ma neppure si è sconfitta la sofferenza fisica e morale, la fame, il dolore, il male, l'odio tra le genti. Stranamente ed al contrario, questi si sono potenziati con il crescere della popolazione, e poi, modernamente, si sono globalizzati, al pari e meglio dell'economia hanno conquistato il mondo.
Quel "povero Cristo" davvero non ha avuto un minimo risultato a fronte del suo nobile sacrificio. Ha conseguito maggiori risultati la nostra umana ingratitudine.
Nascesse oggi in Palestina, a più di 2000 anni di distanza, sarebbe per necessità costretto a vedere la luce in un bunker, per proteggersi dalle bombe.
La sua nascita sarebbe illuminata non dal tenue chiarore di una stella cometa ma dall'accecante bagliore di un kalashnikof .
E sempre triste la morte, lo è quella di ogni uomo.. Ancor più triste è la morte di chi sa di morire per nulla, semplicemente per destino, o per la volontà di un Dio. Se un uomo fatica a riconoscere i propri insuccessi provate a pensare come possa sentirsi un Dio posando qui il suo sguardo 2000 anni dopo.
Che salva l'uomo dalle sue malvagità e redime spesso la sua coscienza non è la confessione o il rimorso, ma è l' esistenza stessa di un Dio da poter incolpare dei propri peccati o in nome del quale poter combattere, odiare o uccidere un nemico.
E in Palestina ancora ci si uccide , spesso non solo in nome degli uomini ma anche in nome di un Dio.
Ti assale proprio lì il vago sospetto che forse , se quel Dio non si fosse mai commosso per il nostro destino, se forse non fosse mai nato...... Non voglio nè essere blasfemo, nè disprezzare la "sua" morte, nè il suo sacrificio, ma il mondo sarebbe nè più nè meno così, sicuramente con meno ideali e valori , ma con uguali morti, con le stesse identiche guerre, combattute non in suo nome ma come sempre per nostra volontà.
Natale 2008 , terra di Palestina, terra culla di tante religioni, diverse ma simili. Palestina, terra simbolo dello spirito, della religiosità e dell'anima dell'uomo, terra della fede come della speranza, di un mondo migliore, della pace, di non sò più che cosa.
Un razzo, sparato da miliziani palestinesi contro Israele è caduto proprio oggi poco lontano dalla postazione di lancio nel villaggio di Beit Lahiya, centrando in pieno una casa e uccidendo due sorelline di 5 e 13 anni, ma queste non sono altro che le prime di molte che ne seguiranno.
La tragedia avviene alla vigilia di quello che si annuncia come un nuovo periodo difficilissimo per la Striscia di Gaza, Israele infatti, proprio in questi giorni di festa per i cristiani, si accinge a sferrare una nuova dura offensiva contro i territori palestinesi.
Israele si prepara ad una nuova guerra, all'ennesima contro i Palestinesi.
Quel Dio per nascere non avrebbe potuto scegliere territorio migliore se solo avesse voluto dimostrare al mondo la propria impotenza o la propria indifferenza.
Quell'uomo però non avrebbe potuto scegliere territorio più significativo nè morte "migliore" per poter dimostrare al mondo ed agli uomini che si deve avere il coraggio di andare sempre fino in fondo, sacrificando anche la vita, per una giusta causa, per degli ideali, nella solo speranza di poter, forse, porre fine alle guerre, alla sofferenza, al dolore, nell'illusione senza certezza di costruire un mondo migliore.
E questo va fatto comunque e sempre, anche indipendentemente dai risultati, dalle certezze, dal tornaconto, va fatto senza tregua, senza mai scoraggiarsi, senza rinunciare, neanche di fronte all'odio, neanche di fronte alle guerre od alla morte.
Basterebbe questo scopo, basterebbe questa speranza, per far sì che quell'uomo o quel Dio non fosse morto per niente , basterebbe questo per rendere grande quell'uomo, basterebbe per davvero per renderlo immortale, come Dio.
Basterebbe questo per dare ancora una speranza anche alla Palestina.



































3 commenti:
Con la speranza che abbia passato un sereno Natale ti auguro un felice 2009!!!
CINEMAeVIAGGI
Israele risponde con 300 morti e 1000 feriti...
Ciao, scusa, ma con tutto il rispetto, stai dicendo delle baggianate mastodontiche. Intanto Cristo non era Dio. Io credo che dovresti studiare un po' di teologia prima di dire certe cose... e forse neanche quella ti darebbe le risposte corrette. E come puoi dire che Dio ha fallito, ma sai almeno chi è Dio? Spero che il tuo sia un modo di dire... sennò, veramente, riguarda tutta la tua filosofia :)
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