martedì 16 dicembre 2008

Abruzzo la vittoria della destra, la disfatta della sinistra, il trionfo dell'antipolitica.

Chiodi (Centro Destra) 48,81% dei voti, Costantini (Centro Sinistra) 42,67% dei consensi.
Non c'è che dire, i dati sono netti e chiari.
Al centrodestra spetta il nuovo Presidente della Regione Abruzzo.
Esiste però un dato che è incontrovertibile, alle urne si è recato il 52,9% degli elettori, praticamente solo un elettore su due.
Cantino pure vittoria gli eletti , si disperino i vinti, ma il primo partito dell'Abruzzo è la protesta , a volte generalizzata, a volte raccolta da questo o quell'altro candidato.
I dati più eclatanti di queste elezioni sono, da una parte il risultato di Di Pietro e della sua lista l'Italia dei Valori, che raggiunge il 15% dei consensi, dall'altro il crollo del Pd che cede sul terreno 14 punti in percentuale.
"In Abruzzo - sostiene Chiodi - c'è bisogno di una rinascita ed io lavorerò perché questo avvenga". Credo davvero che questo possa rappresentare il comune sentire degli Abruzzesi e non solo del vincitore.
"Rinascita", chiunque la faccia , chiunque riesca a renderla praticabile e possibile.
Rinascita delle istituzioni, della politica , dei partiti.
Ma mentre la destra è riuscita a trovare un equilibrio al suo interno e a darsi un'immagine, giusta o sbagliata che sia di fronte agli elettori, il Pd ancora è eternamente impegnato nel suo guado, non si capisce ancora verso quale sponda, annaspa, "come quel pelago alla riva".
E intanto avanzano però le inchieste giudiziarie. Spazzano via una classe dirigente locale, sarà poi la giustizia a stabilire le responsabilità , certo è che, quando si è affermato per anni che gli indagati si devono fare da parte , ci si deve poi adeguare.
Ma non è solo l'Abruzzo in fibrillazione , basta guardare a titolo di esempio Napoli .
Là vecchi burocrati di partito assunti a simbolo di inamovibilità occupano ancora i palazzi del potere nonostante ogni cosa, sia la decenza sia il buon senso, consiglino le loro dimissioni.
Anche qui c'è bisogno di rinascita e di segnali per una sinistra smarrita.
Dicono che Berlusconi esulti per questo risultato.
ne ha motivo ma mi pare gusti il solo sapore dell'"attimo" e che gli sfugga, in quel suo eterno e tirato sorriso tipico delle plastiche facciali, la percezione del profondo disagio, non solo degli abruzzesi ma degli italiani.
Nessuno sembra accorgersi di quel 52% di elettori che ha disertato le urne.
Anche al Cavaliere va ricordato che gli italiani hanno scelto, spesso e solo, tra due mali, ma sono sono stanchi di questa politica, della corruzione, della convinzione così diffusa tra i partiti che debba sempre essere quaresima per tutti tranne per i politici che festeggiano sempre la loro eterna Pasqua.
Gli Italiani non sanno più da che parte stare, si girano a destra e poi a sinistra, ma spesso lo spettacolo non cambia.
Veltroni dicono viva un profondo malessere. Ne ha icuramente motivo, si è accorto che c'è "malessere, stanchezza e critica anche nei nostri confronti".
Vivaiddio finalme si è svegliato anche il "pargolo", il nuovo "Redentore", l'uomo che doveva salvare la politica e la sinistra.
Non ha fatto altro che compiere un errore dietro l'altro da che è alla guida del partito.
Ha creato il fenomeno Di Pietro, ha affossato i socialisti ed i radicali, convinto di fare così strategia politica.
Si è scavato invece la fossa da solo. Promette riforme, rinnovamento e rigore, ma non le sa attuare nemmeno nel suo partito.
Scommette sulla modernità e poi imbarca la Binetti ed i teodem per assecondare Rutelli.
Non ha ancora capito che deve decidere da solo cosa farà da grande, non può ascoltare tutto e tutti, alla fine, se così è, non si capisce più che cosa fare, nè chi seguire.
A volte fatica persino a conoscere ed interpretare le sue idee.
Dice Veltroni che Berlusconi non può permettersi il lusso di parlare.
E' sicuramente vero, ma anche Veltroni si decida a non far più discorsi eterni che si faticano a seguire, scelga poche cose chiare, semplici, accessibili e comprensibili ai più.
Non faccia ora l'ennesimo errore di ricercare accordi con Berlusconi, per il semplice fatto che si vede accerchiato in casa; si giochi la carta di accordi chiari a sinistra e al centro, non cerchi il sostegno degli avversari, questi non lo possono salvare.
Faccia il leader, urli e non continui a piagnoculare, dia indirizzi e slogan, scenda nell'arena , non si nasconda nei salotti o nei cineforum, belli fin che si vuole , da intellettuali certamente, ma così lontani dalla gente comune.
Sì, anche a sinistra c'è bisogno di rinnovamento, sopratutto di rinascita.
A meno che Veltroni non sia, oltre che masochista anche sadico, e non goda di tutta questa sofferenza, così diffusa nel partito , ma anche nella sinistra e nel paese.
La crisi che incombe non ci può lasciare orfani, a sinistra, di un pensiero e di idee socialiste e riformiste.

1 commenti:

BC. Bruno Carioli ha detto...

...e sconfitta di un PD occupato dai cacicchi.