mercoledì 15 ottobre 2008

Saviano emigra, forse perchè si sente indifeso in un paese che pone davanti al problema della Mafia quello dei migranti.

Siamo stati talmente terrorizzato da una campagna mediatica contro gli extracomunitari che ci siamo sentiti attorniati, indifesi a casa nostra.
Ci hanno fatto credere che i migranti sono il problema dei problemi, non uno dei tanti, ma quello "esistenziale".
Sono stati talmente convincenti che ci hanno fatto ingigantire a dismisura il problema, e sembrare irraggiungibili le possibili soluzioni.
Sono stati talmente bravi, e noi talmente stupidi che ci siamo scordati dei nostri reali problemi, quelli veri, quelli da estirpare veramente, non essendo possibile la loro coesistenza con una società civile e democratica.
Il risultato è che ci appare più pericoloso un povero migrante di colore, morto di fame e di fatica, rispetto a migliaia di delinquenti legati alla mafia, al crimine organizzato, alla Ndrangheta.
Cerchiamo di proteggerci dai primi senza spaventarci dei secondi.
Ci incute più paura e fastidio il braccio alzato , in segno di pietà, di un migrante, rispetto a tante braccia alzate ed armate, pronte ad uccidere.
Mi chiedo spesso se tutto questo è accaduto volontariamente, noi coscienti, o semplicemente se tutto è successo per nostra distrazione, o scarsa comprensione dei fenomeni.
Il risultato è che ghettizziamo gli extracomunitari e conviviamo apertamente, senza preoccupazione alcuna, con il crimine organizzato fino al punto che qualcuno di noi, per la sola volontà di vivere si trova lui davvero costretto a migrare in altri paesi.
Gli resta la speranza, oltre a quella della vita, di trovare migliore accoglienza e considerazione rispetto a quella che normalmente è riservata ai suoi simili nel suo paese.

1 commenti:

convolvolo21 ha detto...

Saviano è stato un eroe, spero tanto per lui e per tutti noi che, pur dovendo emigrare, si salvi almeno la vita.
Quella vita di cui non si cura nessuno dei nostri politicanti che, come ben scrivi tu, ci fanno aver paura (grande strategia!) dei poveri emigranti.