giovedì 23 ottobre 2008

Purtroppo l'ingiustizia resa a Mannino rende plausibile l'idea di giustizia di Berlusconi.

I giudici della seconda sezione della Corte d'Appello di Palermo hanno assolto dall'accusa di associazione mafiosa l'ex ministro democristiano Calogero Mannino, attuale senatore dell'Udc.
Mannino fu assolto in primo grado, il 5 luglio 2001, condannato in appello a 5 anni e 4 mesi (l'11 maggio 2004) e la Cassazione, il 12 luglio 2005, annullò con rinvio la sentenza. "Sono sereno - ha detto Calogero Mannino-. Ho atteso questa sentenza con serenità e con fiducia".
Non so quanto le parole di Mannino corrispondano alla realtà.
Vorrei personalmente poter dire di nutrire gli stessi sentimenti dell'ex Ministro, vorrei con altrettanta serenità valutare, ma non è così.
Non voglio entrare nel merito della sentenza, lascio ad altri il compito.
Normalmente sto dalla parte della giustizia e della legge, ma sono sempre sostanzialmente un garantista. Non amo le battaglie contro i giudici di Berlusconi, di solito mi irritano e mi infastidiscono; sono sempre combattute con motivazioni del tutto personali o sull'onda di queste.
Corre comunque l'obbligo di considerare che l'assoluzione di Mannino arriva dopo 16 anni di processo.
Nessuno può umanamente dire che questo possa essere considerato un processo giusto, nessuno può sostenere che si debba "esercitare" così la giustizia.
Se Mannino era colpevole andava condannato prima, se innocente non doveva sopportare una così "ingiusta" attesa della sentenza.
Tutto ciò è tanto più vero, proprio per il fatto che sono queste le cose che alla fine fanno buon gioco a Berlusconi nel sostenere la sua battaglia contro i Giudici.
Non sono le sue argomentazioni, ma i problemi ed i ritardi della "Giustizia" che alla fine fanno sembrare giuste anche le tesi del Cavaliere.

1 commenti:

Anonimo ha detto...

sono gli avvocati difensori che rendono infiniti i processi.
JL