lunedì 1 settembre 2008

Un'altra Robin tax, anche dando soldi a Gheddafi abbiamo tolto soldi ai ricchi italiani per dare al povero Rais

L'incontro che il Presidente del Consiglio Berlusconi ha avuto con Gheddafi è stato estremamente festoso e cordiale. Sembravano vecchi amici mentre passavano in rassegna, ricordando il tempo passato, le fotografie di famiglia.
E si sa le loro sono famiglie numerose.
L'accordo che i due leader hanno sottoscritto lascia invece molti dubbi.
A qualcuno è vero questo accordo è sembrato una pietra miliare nei rapporti per gli Stati con un passato coloniale, così la pensa ad esempio il progressista 'Sueddeutsche Zeitung', il piu' grande quotidiano tedesco.
Berlusconi lo ha semplicemente definito "doveroso".
In base a tale accordo la Libia del Colonnello si vede regalare la modica somma di 200 milioni di dollari all'anno per i prossimi 25 anni (in totale 5 miliardi di dollari) sotto forma di investimenti in progetti infrastrutturali, naturalmente con la speranza, ma senza certezza, che questo dia lavoro anche alle nostre imprese.
Ancora, Berlusconi ha riportato in Libia anche la 'Venere di Cirene', statua trafugata da archeologi italiani nel 1913.
Tutto questo secondo il premier potrebbe permettere di far diventare l'Italia il partner di riferimento della Libia in campo energetico, con l'Eni partner privilegiato delle relazioni petrolifere del paese Africano.
Gheddafi, da parte sua, dovrebbe impegnarsi ad impedire le partenze dei clandestini verso l' Italia mettendo così fine agli sbarchi sulle nostre coste. Tra l'altro dovrebbe anche rendere operativo un accordo già sottoscritto, e poco rispettato, che prevedeva il pattugliamento congiunto delle coste.
Tutto bene, allora si dirà, se cosi si pone fine a 40 anni di contenzioso tra l' Italia e la Libia e se si rinsaldano, non solo i rapporti di amicizia, ma anche i rapporti economici, con notevoli vantaggi per le nostre imprese.
Sarà anche cosi ma qualche dubbio rimane. E' spiacevole ad esempio vedere come, nell'accordo, non si sia minimamente fatto cenno anche ai 20.000 italiani cacciati dalla Libia nel 1969; forse si è convinti che siano stati felici di cedere al Colonnello tutti i loro beni (stimati in circa 400 miliardi di vecchie lire) e in più regalare al paese africano i porti costruiti, le strade, le fognature, gli acquedotti, gli aeroporti, le scuole insomma tutte le infrastrutture e tutti gli edifici pubblici e privati costruiti nel periodo coloniale.
M si sa l'Ialia è un paese ricco e , a differenza della Libia, gode delle sue ricchezze, fa parte del G8, ha le migliori autostrade del mondo, le migliori ferrovie, università invidiabili che vivono nell' abbondanza.
Un paese così deve pensare anche ai paesi emergenti, regalavamo già molti soldi alla Cina, che come tutti sanno è un paese in via di sviluppo, pare logico ora regalarne un po' anche alla Libia. In fondo i pensionati libici fanno fatica ad arrivare a fine mese, per i loro professori è dura mantenere una vita dignitosa, la loro popolazione vive spesso solo dei proventi del petrolio e con i bassi prezzi che corrono si ritrovano in notevole difficoltà, arrivano solo alla quarta settimana, a differenza dei ricchi italiani.
Una qualche rinuncia in più da parte nostra, visto che già ci siamo, magari stornando qualche risorsa dalla scuola, dall'assistenza, dalle infrastrutture, ci permetterà di risollevare le speranze dei libici, in fondo era questo il momento migliore per risolvere l'annosa questione e permettere a Berlusconi di passare alla storia, il leader non ha molto tempo, ora o mai più.
Forse chissà ne potremo anche ricavare qualche vantaggio se solo potessimo fidarci delle parole e degli accordi di Gheddafi.
Peccato che fino ad ora chi lo ha fatto se ne è sempre trovato pentito.
Il Colonnello, come buona parte dei Governanti della regione, conosce solo alcune elementari regole che poco hanno a che fare con il diritto e con la ragione, queste regole sono semplici ed elementari e sono la forza e gli interessi personali.
Solo Berlusconi poteva pensare di sottoscrivere con lui un accordo di amicizia, tutti gli altri al massimo avrebbero sottoscritto un accordo della speranza....

1 commenti:

Franca ha detto...

Il risarcimento per il nostro passato coloniale credo sia dovuto (e non solo alla Libia).
Peraltro, quell'accordo era stato già preparato da D'Alema: Berlusconi si è semplicemente limitato a ratificarlo...