lunedì 25 agosto 2008

Se abbiamo gioito dei giochi Olimpici vergognamoci della realtà della Cina.

La Cina spegne la torcia e saluta.
I giochi sono terminati , vorrei dire purtroppo e non per fortuna.
Per tanti, molti , sono stati un piacere, per troppi, al contrario sono stati una sventura.
Certo le luci sono state sfavillanti, lo spettacolo ha raggiunto buoni livelli, si è fatto spreco di efficienza e di tecnologia.
L'immagine che ne è uscita della Cina è servita a ridare smalto ad un Governo impresentabile e che si trova complice o sostenitore, più o meno apertamente, di tutti i peggiori regimi del pianeta , proprio di quei governi che hanno represso, con maggior brutalità, le legittime aspirazioni alla libertà di intere nazioni; basti pensare all'Albania di Oxa o, per ritornare ai nostri giorni, alla Birmania o al Darfur.
Naturalmente nulla da dire sui giochi, per il paese ospitante sono stati un successo davvero, tutto è stato perfetto.
Abbiamo assistito tutti, in ammirato silenzio, non solo all'apertura ma anche alla chiusura dei giochi, tutti abbiamo sentito, Liu Qi, presidente del comitato organizzatore, quello che aveva garantito completa libertà di informazione nel 2001, ringraziare il Cio e ricordare che "atleti di 204 Paesi hanno gareggiato dando il meglio di se stessi in un ambiente di sportività" e come l’Olimpiade di Pechino abbia testimoniato che il mondo ha riposto fiducia nella Cina".
E' stata poi la volta del discorso del Presidente del Cio Rogge. Sarebbe forse bastato, per ripagarci, un po' di onestà; sarebbe stato sufficiente avesse riconosciuto con umiltà di aver sbagliato quando scelse la Cina per i giochi olimpici del 2008.
Ma mi rendo conto che questo sarebbe stato pretendere troppo e allora sarebbe bastato il riconoscimento della sua impotenza e della sua stupida illusione che con le Olimpiadi sarebbe migliorata la situazione dei diritti umani nel paese asiatico, in caso contrario "il Cio avrebbe preso dei seri provvedimenti".
Invece, senza neanche arrossire, dal podio testualmente dichiara «Sono stati giorni meravigliosi. Attraverso questi Giochi il mondo ha imparato qualcosa sulla Cina e la Cina ha imparato qualcosa sul mondo».
Si, avremmo sicuramente imparato qualcosa sulla Cina se solo avessimo ascoltato, se solo fossimo stati meno disattenti, se avessimo guardato la realtà e non solo i giochi avremmo scoperto, assieme all'associazione della stampa straniera in Cina, quanto sia stato sistematico in quel paese «il ricorso alla violenza, alle intimidazioni e agli abusi» contro i giornalisti ma avremmo anche "imparato" che «questi Giochi sono stati un catalizzatore di abusi, espropri, detenzioni, repressione politica e ripetute violazioni alla libertà individuale e di stampa».
Avremmo saputo se fossimo stati meno superficiali e disattenti che "centinaia, forse migliaia di persone, sono stati condannate a rimanere rinchiuse in casa per questioni di sicurezza; che 77 richieste di manifestazioni non hanno ricevuto permessi; che dissidenti, attivisti, pastori protestanti, vescovi e preti cattolici sono stati arrestati; che gli incidenti nel Xinjiang, come gli striscioni e le scritte per il Tibet libero sono costati morti e torturati: leggi speciali per le Olimpiadi hanno imposto rieducazione attraverso il lavoro a chiunque parlasse con gli stranieri. In tutto il paese si sono di colpo moltiplicate le detenzioni senza processo".
Purtroppo c'è ancora chi sostiene che queste Olimpiadi sono state una scelta felice, accorta, oculata, coraggiosa. Spero riescano a vergognarsi delle loro affermazioni, perchè di queste Olimpiadi non possiamo che vergognarci tutti assieme.
Si sono sbugiardati da soli quelli che asserivano, forse anche senza convinzione, che questi giochi sarebbero stati una magnifica occasione per aprire la Cina al mondo ed alla democrazia, ai diritti umani ed alla libertà.
Nulla di più falso ed illusorio, ci ritroviamo con un paese che ha scoperto di poter governare il suo popolo con la repressione e la chiusura totale, riuscendo nel contempo a piacere a tanti occidentali per la sua efficienza e per il suo "ordinato sistema sociale".
Belle Olimpiadi davvero, un grande meraviglioso spettacolo di cui andare fieri.
Speriamo solo che il tempo dia voce anche al dolore dei tanti oppressi che hanno assicurato il tranquillo "divertimento del mondo", forse allora anche gli organizzatori ed i benpensanti riusciranno a vergognarsi delle loro scelte e del loro silenzio, della loro colpevole disattenzione, della loro sciocca superficialità che li ha visti felici dello spettacolo dei giochi ma gli ho precluso la visione ed il pensiero della triste realtà della Cina.

2 commenti:

S.B. ha detto...

Io credo che i giochi siano davvero stati un primo momento di apertura della Cina. Solo che, se mai ci arriveranno, gli ci vorranno vent'anni per diventare un paese minimamente democratico.

Franca ha detto...

Perchè da noi l'informazione è libera?
La Cina ha grandissimi difetti e problemi, ma io credo che in molti ne parlino senza conoscerla...