lunedì 7 luglio 2008

A tre mesi dal voto scricchiola la fiducia degli Italiani.

Sono trascorsi solo tre mesi dalle elezioni e già scricchiola la fiducia degli Italiani nei confronti dei leader dei due schieramenti politici.
L'agenzia Reuters riporta i dati di un sondaggio che rileva come "su una scala da uno a 10, solo il 46,4% degli elettori interpellati questo mese da un sondaggio Demos per il quotidiano Repubblica ha promosso Berlusconi con un voto uguale o superiore a "6", in netto calo rispetto al 61,4% del campione che aveva risposto così nel maggio scorso".
Non va sicuramente meglio neanche per il segretario del Partito democratico, "che si attesta al 40,7% dei consensi nel mese di luglio, scivolando dal 65% di due mesi fa".
Secondo il sondaggio comunque, se si dovesse nuovamente rivotare ora, le intenzioni di voto manifestate non cambierebbero l'attuale assetto politico, vincerebbe sempre il centro destra.
Tuttavia risulterebbero in vistosa crescita sopratutto i partiti che più sanno interpretare l'antipolitica, come il partito di Di Pietro e le Lega.
Pesa notevolmente, nel calo di fiducia degli Italiani, la volontà dell'esecutivo di far approvare la norma "blocca processi", che di fatto sospende di un anno i processi per i reati puniti con pene fino a 10 anni di carcere commessi entro il giugno 2002.
Vi si dimostra contrario il 73,4% degli intervistati.
Come si vede a soli tre mesi di distanza dal voto la situazione politica, la fiducia e le intenzioni di voto si dimostrano già in rapido "movimento".
Ancora una volta quindi Bossi sembra cogliere gli umori di una parte del paese quando invita il Governo alla calma sulla giustizia o quando dichiara che vi è troppo caos e "che quindi, questo esecutivo potrebbe anche non durare 5 anni".
Anche se, subito dopo, smorza lui un po' i toni, aggiungendo che loro "non sono imbecilli e non lo faranno cadere, a meno che Berlusconi non votasse contro il federalismo, ma il premier ''non è scemo''.
In una decina di parole il Senatur ha racchiuso tutto il concetto, le aspettative di una metà degli Italiani, assieme alle speranze dell'altra metà del paese.
In fondo non si può che attendere ora, prima o poi i nodi verranno al pettine, con il tempo, di solito, le illusioni sfumano e le speranze si rafforzano.
Aspettiamo ora di vedere se anche le parole di Bossi sulla stupidità riusciranno a trovare consensi o smentite.

1 commenti:

Giovanni ha detto...

Direi che i sondaggi sarebbe meglio lasciarli perdere, soprattuto se pubblicati o commissionati dagli "imparziali" quotidiani italiani.
Per dire, contemporaneamente a Repubblica il Corriere pubblica i risultati di un altro sondaggio che in sintesi dice questo:
"Si registra, rispetto a maggio (il mese di insediamento del governo), una crescita della fiducia espressa nei confronti del presidente del Consiglio dal 47% al 56%, e un incremento ancora maggiore delle valutazioni positive, che costituiscono oggi il 61%, rispetto all’operato del governo nel suo complesso."
E ancora, sui magistrati:
"Se si confronta il livello attuale della fiducia nella magistratura con il dato di solo un anno fa, si nota che il favore per i giudici è calato: l'andamento negativo è presente nell'elettorato di centrodestra, ma si riscontra, in misura ancora maggiore, in quello di centrosinistra e tra gli indecisi o potenzialmente astenuti ed è quindi, in sostanza, percepibile in tutta la popolazione.
La tendenza è tanto più significativa se si considera il fatto che nel medesimo periodo si è fortemente accresciuto il consenso per diverse altre istituzioni. In primo luogo per il presidente del Consiglio in carica."
Tanto per ribadire che ognuno cita i sondaggi che preferisce.