giovedì 3 luglio 2008

Il governo dovrebbe rileggersi la Dichiarazione dei Diritti dell'Uomo.

Ancora un richiamo forte e giustificato all'Italia da parte dell' Ue a proposito del decreto legge che imporrebbe di censire i nomadi, anche minori, sulla base delle impronte digitali.
Questa volta il richiamo arriva niente meno che da parte del Commissario per gli Affari Sociali e le Pari Opportunità, Vladimir Spidla.
L'Unione Europea in pratica ribadisce, per bocca del suo rappresentante, che l'uguaglianza è un valore fondante dell'Unione e che, in base all'ordinamento comunitario non sono ammesse distinzioni in base all'etnia.
Se impronte digitali ci devono essere quindi, dovrebbero essere per tutti, non solo per i rom.
Spidla ha anche aggiunto, a livello personale, che considera , in linea teorica, "assai grave la questione".

Ricordo che a Parigi , il 10 dicembre 1948, venne firmato, sull'onda dell'indignazione per le atrocità commesse nella seconda guerra mondiale, la Dichiarazione Universale dei Diritti dell'uomo.
Questa dichiarazione è considerata, oltre che un atto di civiltà, uno dei documenti base delle Nazioni Unite, Wikipedia dichiara che, i "principi in essa contenuti, sono ormai ritenuti, dalla gran parte delle nazioni civili, alle stregua di principi inalienabili del diritto internazionale e dell'uomo".
A tanti potrà sembrare superfluo, ma io preferisco ricordare tutto ciò, anche per non dimenticare.
Sembrano ancora troppe infatti le persone che con grande facilità riescono inspiegabilmente a dimenticare le proprie origini , anche culturali, e la propria storia.
Resta per me valido il principio assoluto che chi non ha "storia" e "memoria", non ha "futuro".
Ricordiamo perciò i primi due articoli di questa Dichiarazione, confidando e sperando servano almeno a far riflettere.

  • Articolo 1

Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza.

  • Articolo 2

1) Ad ogni individuo spettano tutti i diritti e tutte le libertà enunciate nella presente Dichiarazione, senza distinzione alcuna, per ragioni di razza, di colore, di sesso, di lingua, di religione, di opinione politica o di altro genere, di origine nazionale o sociale, di ricchezza, di nascita o di altra condizione.


1 commenti:

Franca ha detto...

Rispetto dei diritti umani in Italia?
Ma se siamo anche nel nel libro nero di Amnesty International...