lunedì 23 giugno 2008

L'Iran manda a dire che non fermerà il programma nucleare, questo obbligherà Israele ad agire.

L'Iran manda a dire alle potenze Occidentali, ma sopratutto ad Israele e U.S.A. che non intende in alcun modo fermare il suo programma nucleare, neanche a fronte di nuove sanzioni economiche internazionali.
Il vero problema e che quand' anche si possano fermare gli Stati Uniti, sarà estremamente difficile fermare gli israeliani.
Per ora siamo solo alle prove generali, ma Israele aspetta solo il fine mandato di Bush.
Se nulla dovesse accadere a quella data, ci sono buone probabilità che gli Israeliani si vedano costretti, volenti o nolenti, ad assumere l'iniziativa; oramai è chiaro che è in gioco il loro futuro.
Se L'Iran dovesse riuscire a dotarsi di armamenti nucleari diventerebbero forti anche le tentazioni per la Siria, e non solo.
Questo Israele lo sa perfettamente, ma lo ha capito anche Teheran che giocherà perciò la sua partita fino in fondo, certo della solidarietà dei paesi Arabi.
Come in una tremenda partita a poker, vincerà chi oserà l'azzardo maggiore, ammesso che il "tavolo" non "salti".
In mezzo a tutto ciò, il rischio di una escalation nell'area è notevole, e tutti lo sanno.

7 commenti:

Franca ha detto...

Quello che io non capisco è il fatto che qualcuno, in possesso di armamenti nucleari, possa decidere chi altri debba averli e chi no.
Ma chi ha dato loro questo potere?

Fino a prova contraria, gli unici al mondo che hanno usato il nucleare a fini bellici sono stati gli USA e senz'altro scopo per dimostrare all'URSS la loro potenza...

ivan ha detto...

in linea di principio il tuo ragionamento, franca, non fa una grinza, ma io non ti seguo fino in fondo, mi fermo quando penso come potrebbe essere oggi il mondo se per puro caso Hitler fosse arrivato per primo alla bomba atomica.
Se la Svezia si dotasse di armi nucleari non mi impensierirebbe più di tanto, che c'arrivi l'Iran qualche problema me lo pone.

Pietro_d ha detto...

... uhm... ma si, bombe nuclelari per tutti!!!

più pazzi ci sono sulla terra con i loro bei missiloni puntati più staremo meglio tutti...

ma i pacifisti un tempo non erano contrari alla guerra nucleare?

sparkaos ha detto...

non si tratta di bombe per tutti ma del fatto che se ate dicessero io posso avere la bomba tu no non ti andrebbe bene.

la politica nucleare attuale è assurda e lo diventa ancora di più nel momento che alcuni se le costruiscono fuori dai trattai senza che nessuno dice nulla, mentre altri...

P.S.l'Iran se la costruisce la usa solo se attaccato e con questo non voglio dire che l'idea m piaccia

salim ha detto...

"che gli Israeliani si vedano costretti, volenti o nolenti, ad assumere l'iniziativa"...ma costretti da che? uno Stato sovrano decide di dotarsi di energia nucleare, come a giorni dovrebbe fare l'Italia, e l'altro, già ampiamente dotato di ORDIGNI nucleari che ammazzerebbero sia buoni che cattivi A MILIONI, si vede "costretto" a intervenire...ma la POLITICA si fa ancora o si bombarda e basta? va beh che Israele fa quel che gli pare, ma innescare una guerra meramente su questi presupposti pretestuosi... allora tra poco saremo tutti contro tutti, bomba contro bomba
(tranne che contro Israele, naturalmente).
Uno Stato intelligente visiterebbe l'Iran, cercherebbe di fare affari con l'Iran, acquistando energia nucleare ad esempio, appianerebbe i sospetti utilizzando la collaborazione... invece in Israele sono abili solo a fare dispetti con i loro servizi segreti. Che schifo.

Abdel Nur ha detto...

1) Il diritto a sviluppare energie nucleare pacifica è riconosciuto anche dall'AIEA e dai membri dell'ONU. Il problema è come e dove, nel caso iraniano.

2) Il diritto a sviluppare armi atomiche sta diventando un diritto planetario, con l'emersione di nuove potenze sullo scenario internazionale. Mi piacerebbe che un Paese islamico segnasse una discontinuità, in tal senso, ma non m'illudo sia possibile.
Per l'Iran, la questione è l'egemonia regionale. Israele a Ovest, Russia a Nord, Pakistan ed India ad Est: circondato da potenze nucleari, l'adozione dell'arma atomica promuoverebbe il Paese sul piano politico, ben prima che su quello militare. Questa logica è stata incentivata, peraltro, dagli USA, che hanno "concesso" l'atomica ai propri alleati, provando a negarla ai Paesi non allineati.

3) L'ostilità nei confronti di Israele mette l'Iran in concorrenza coi Paesi arabi, ben prima che in concordia con loro. Questa concorrenza è visibile sul piano energetico e finanziario, sul piano politico, sul piano del sostegno alle resistenze palestinesi, sul piano confessionale. Le dichiarazioni antisioniste, dunque, son dirette alla platea araba ed interna iraniana, piuttosto che a quella occidentale.

Peraltro, un attacco nucleare ad Israele è perlomeno irrealistico. Questo comporterebbe la distruzione dei luoghi santi dell'Islam, lo sterminio della popolazione palestinese e libanese oltre che di quella israeliana, la contaminazione dei Paesi circostanti. Insomma, uno scenario apocalittico.

Si cerca di giustificare quest'assurdità argomentandolo con la "follia" di Ahmadinejad: tralasciando la retorica pochezza di questo rilievo, si passa sotto silenzio che l'autorità sostanziale in Iran è nelle mani del Consiglio dei Guardiani, ben più prudente e realista delle sparate propagandistiche del premier. Peraltro, da cent'anni a questa parte l'Iran non ha mai provocato una guerra, e ne ha solo subite, da ultima quella scatenata da Saddam su mandato Usa e Paesi Ue. Oggi dovrebbe "svegliarsi" e "vendicarsi", radendo al suolo Gerusalemme?
Fantapolitica, sulla pelle di milioni di persone.

Abdel Nur ha detto...

1) Il diritto a sviluppare energie nucleare pacifica è riconosciuto anche dall'AIEA e dai membri dell'ONU. Il problema è come e dove, nel caso iraniano.

2) Il diritto a sviluppare armi atomiche sta diventando un diritto planetario, con l'emersione di nuove potenze sullo scenario internazionale. Mi piacerebbe che un Paese islamico segnasse una discontinuità, in tal senso, ma non m'illudo sia possibile.
Per l'Iran, la questione è l'egemonia regionale. Israele a Ovest, Russia a Nord, Pakistan ed India ad Est: circondato da potenze nucleari, l'adozione dell'arma atomica promuoverebbe il Paese sul piano politico, ben prima che su quello militare. Questa logica è stata incentivata, peraltro, dagli USA, che hanno "concesso" l'atomica ai propri alleati, provando a negarla ai Paesi non allineati.

3) L'ostilità nei confronti di Israele mette l'Iran in concorrenza coi Paesi arabi, ben prima che in concordia con loro. Questa concorrenza è visibile sul piano energetico e finanziario, sul piano politico, sul piano del sostegno alle resistenze palestinesi, sul piano confessionale. Le dichiarazioni antisioniste, dunque, son dirette alla platea araba ed interna iraniana, piuttosto che a quella occidentale.

Peraltro, un attacco nucleare ad Israele è perlomeno irrealistico. Questo comporterebbe la distruzione dei luoghi santi dell'Islam, lo sterminio della popolazione palestinese e libanese oltre che di quella israeliana, la contaminazione dei Paesi circostanti. Insomma, uno scenario apocalittico.

Si cerca di giustificare quest'assurdità argomentandolo con la "follia" di Ahmadinejad: tralasciando la retorica pochezza di questo rilievo, si passa sotto silenzio che l'autorità sostanziale in Iran è nelle mani del Consiglio dei Guardiani, ben più prudente e realista delle sparate propagandistiche del premier. Peraltro, da cent'anni a questa parte l'Iran non ha mai provocato una guerra, e ne ha solo subite, da ultima quella scatenata da Saddam su mandato Usa e Paesi Ue. Oggi dovrebbe "svegliarsi" e "vendicarsi", radendo al suolo Gerusalemme?
Fantapolitica, sulla pelle di milioni di persone.