sabato 14 giugno 2008

In terrra d'Irlanda non può finire il sogno Europeo.

Alla fine arriva anche il tanto atteso pronunciamento dell'Irlanda, ed è un altro e secco schiaffo all'Europa.
Il referendum, attraverso il quale gli Irlandesi dovevano ratificare il trattato Europeo, ha avuto esito negativo con una percentuale del 53, 4 % di voti contrari.
Non sfugga a nessuno che questo trattato di Lisbona era un secondo tentativo dopo il fallimento dei referendum in Francia e Olanda, le due nazioni che avevano bocciato il primo progetto di costituzione europea.
Questa volta il trattato era già stato approvato da ben 26 nazioni.
Restava ancora la verde Irlanda, che si dimostra così divisa dall'Europa non solo da un piccolo braccio di mare.
Lo strano è che proprio questa terra ha avuto dall'Europa tantissimo, proprio all'Europa deve forse il suo tumultuoso e moderno sviluppo.
Bastava forse veramente poco, solo un onesto sentimento di riconoscenza
Ora che accadrà ? Semplice, non ci sono altre scelte, l'Europa non è un obbligo.
L'Europa può e deve essere un'occasione, una possibilità, un'opportunità, null'altro.
Neanche è pensabile che il progetto Europeo possa subire i ricatti di tutti, è venuto il momento di scegliere, o dentro o fuori.
Non è possibile pretendere di avere solo benefici senza pagare, a volte, qualche piccolo scotto, così non può funzionare.
Il sogno Europeo non deve finire, non può essere interrotto od ostacolato da interessi particolari , dai malumori o dagli egoismi di un piccolo paese.
Non è colpa dell'Europa se il mondo sta cambiando, non è l'Europa che fa aumenta il costo del greggio o dei prodotti alimentari, questo è tutto dovuto ad una grave crisi mondiale, globale.
Senza il cuscino dell'Europa che ne attutisce i colpi, la crisi sarebbe ben peggiore, altri e ben più pesanti sarebbero i costi per i singoli paesi, Irlanda compresa.
Se non lo si è ancora capito, è solo rimanendo uniti ed integrando ancora di più, anche politicamente, i singoli Stati, che l’Europa riuscirà ad influenzare i destini del mondo, non solo la sua economia.
Non va interrotto, per nessun motivo, quel grande sogno che ha unito milioni di uomini di questo vecchio continente da qualche decennio, questo non va fatto per piccoli interessi e neanche per piccoli egoismi.
Se qualcuno ha , anche legittimamente, cambiato idea, se qualcuno non riesce più a sognare o a proseguire unito agli altri, deve ora essere lasciato libero di andarsene.
Si fermi per un attimo la macchina, ci si accosti al bordo della strada, si aprano le portiere, una volta fatti scendere quei viaggiatori che hanno deciso di porre termine al loro viaggio si prosegua poi con più determinazione di prima.

2 commenti:

Franca ha detto...

Questa volta il trattato era già stato approvato da ben 26 nazioni

Sono stati 26 governi non 26 popoli.
Se si fosse fatto un referendum dappertutto non so in quanti paesi sarebbe passato.
Stanno costruendo l'Europa delle banche, non l'Europa dei popoli...

Giuseppe Vitale ha detto...

Vedi, caro amico, di fatto l'Europa non esiste: è un'etichetta buona per gli atlanti scolastici. Non a caso i geografi parlano di "Eurasia". E' solo il tentativo di mettere insieme popoli, etnìe, culture troppo differenti. E' una forzatura. E' il caso, invece, di lavorare a quella che è una comunità che esiste, che ha una sua identità: è la comunità del mezzogiorno, del mediterraneo. I popoli che si affacciano su questo piccolo mare hanno in comune influenze, culture, progetti e aspirazioni. In Puglia ad esempio è stato istituito un assessorato al mediterraneo. Non ci sono comunità senza radici.