mercoledì 4 giugno 2008

Il Cavaliere viene fermato non dalla ragione ma dalla paura dello scontro.

Berlusconi fa dietrofront e spiazza tutti, persino gli alleati.
Quello che non erano riusciti a fare il buonsenso e la ragione, viene fatto ora, sull'onda delle proteste generalizzate e diffuse.
Non più tardi di ieri, il ministro degli Esteri Frattini, ricordava all'Onu che l'Italia è un paese sovrano e, come tale, non si lascia per nulla impressionare dalle critiche internazionali sul disegno di legge, che prevede l'introduzione, in Italia, del reato di immigrazione clandestina.
Dove però non è riuscito il mondo, vi è riuscito il Vaticano.
Sono infatti di oggi le dichiarazioni di Berlusconi : "Non vado allo scontro con il Vaticano, il mondo cattolico e anche con il Partito Democratico rischiando di ritrovarmi un'emergenza con le carceri strapiene".
Non ne vale la pena, non ne vale il gioco, la candela, pensiamola come si vuole, ma il premier cambia idea.
Berlusconi infatti giudica che, nel rapporto tra i costi ed i benefici, in questa legge, i primi superano di gran lunga i secondi.
Si dice che questo sia un comportamento normale per un Premier, può darsi sia così in alcuni casi.
Se si condivide una legge, se si considera che questa sia giusta ma si pensa che, per tanti motivi, il paese non sia ancora pronto ad accoglierla, è legittimo, credo, soprassedere in attesa di tempi migliori.
Ma qui non è così, qui non si ha pensiero, si fa o meno una legge sull'onda delle emozioni e delle reazioni, è la piazza che governa, nel bene e nel male, non la politica.
Naturalmente sgombero subito il campo da ogni fraintendimento, personalmente anche io sono contrario all'introduzione, nel nostro ordinamento, del reato di immigrazione clandestina.
E' solo il comportamento di Berlusconi che non mi convince, mi lascia forti dubbi; approvo il fine ma non condivido le motivazioni.
Un paese va governato con intelligenza, con buon senso, con ragione.
Le leggi di cui si deve dotare devono rispecchiare tutto questo, devono essere condivise, moralmente ed intellettualmente, principalmente dal Premier che ne è responsabile di fronte al paese.
Qualcuno dirà che il fine giustifica i mezzi, qualcun altro meglio tardi che mai.
D'accordo, sarà anche così, ma per me è sempre triste avere il sospetto che un Primo Ministro governi così, presentando leggi che non condivide; mi lascia forti dubbi per l'avvenire, non vedo etica ne morale in tutto questo.
Sono contento del ripensamento del Cavaliere, ma avrei voluto però che questo avvenisse per altri motivi, più seri, più fondati, con più "morale", con più "ragione", e non solo per pura e semplice convenienza o per paura dello scontro.
E' tutto questo che fa la differenza fra un qualsiasi Governante ed uno Statista.

2 commenti:

Franca ha detto...

Il problema è appunto questo: stiamo parlando di un governante o di uno statista?

ivan ha detto...

governante...forse