sabato 21 giugno 2008

Berlusconi perde la calma mentre vede avvicinarsi il processo Mills

Quando si pensa di essere inviati dal destino al fine di salvare , dapprima l'Italia e poi L'Europa intera, non si resiste alle critiche ed alle osservazioni, si soffre di quel delirio di grandezza che rischierebbe di isolarti dal resto del paese se solo non ti abbandonassi ad inseguire tutte le sue ansie e le sue paure, anche le peggiori, anche quelle inconfessabili.
Quando si pensa di essere l'uomo della provvidenza e di governare una Nazione, non solo in nome del popolo Italiano ma anche per volontà di Dio, o se si preferisce della sorte, è facile perdere la misura, oltre chè quel senso del destino che ti convince non vi sia nulla di ineluttabile, di stabilito, certo, definito, neanche il tuo ruolo od il tuo posto nella storia.
A volte basterebbe pensare di essere un uomo, uno come tanti, nè migliore nè peggiore, e se si governa potrebbe bastare il pensiero di essere al servizio del Paese, fino a che sia possibile.
Sarebbe forse sufficiente questa considerazione per evitare a Berlusconi qualche tono di troppo, qualche brutta figura, qualche grosso errore politico oltre ché umano.
E Berlusconi ha commesso un grave errore politico, insistendo oltre il limite della liceità, nel voler presentare in Parlamento la legge detta "blocca processi", quella legge che un tempo fu chiamata il «lodo Maccanico-Schifani», con anche la temporanea non procedibilità penale , durante il mandato, per le cinque più alte cariche dello Stato, compresa naturalmente la sua.
Una tale legge deroga dal principio fondamentale della eguaglianza di tutti i cittadini davanti alla legge e quindi, con ragione, l'opposizione, e non solo, sostiene che dovrebbe essere approvata con la procedura prevista per l'approvazione delle leggi costituzionali o di riforma costituzionale e non per decreto legge.
Nutro il forte sospetto che la norma verrà dichiarata anticostituzionale dal Csm, già i relatori stessi hanno avanzato gia tutte le loro perplessità, e che alla fine il Presidente della Repubblica si vedrà forse costretto a rinviarla alle Camere.
Il Cavaliere forzando i tempi oltrechè le coscienze, con una insistenza sbagliata nel momento sbagliato, una piccola furberia di troppo, forse dettata dai tempi strettissimi, ha dato così la chiara impressione, vera o falsa che sia, di volersi sottrarre, ancora una volta, alla legge.
A questo fatto si aggiunga poi l'ulteriore e ancor più grave errore commesso da Berlusconi, e cioè la ricusazione del magistrato Nicoletta Angius che presiede il collegio della decima sezione penale, davanti al quale Berlusconi e' imputato, insieme all'avvocato David Mills, per corruzione in atti giudiziari.
Tale ricusazione che è servita solo ed esclusivamente, visto il prevedibile rigetto, a creargli qualche nemico in più, ha chiuso definitivamente il cerchio, ed il Cavaliere, non solo si è sentito, ma si è trovato davvero in gabbia.
Ora davvero si capiscono le sue infuocate dichiarazioni e la sua ira, il Premier si sta accorgendo che non gli restano oramai molte possibilità di evitare un'ulteriore processo, proprio all'inizio del suo mandato.
Ora non gli rimane davvero altro che scagliarsi contro la magistratura, con parole di fuoco e cercando di dimostrare al Paese di essere perseguitato, proprio da quei giudici "infiltrati" che, secondo le sue dichiarazioni, non sanno accettare il voto popolare.
Ancora una volta Berlusconi non si è accorto che tutte le sue sventure non gli provengono dalla magistratura , che in fondo non fa altro che il suo mestiere, ma gli derivano da quell'eterno problema irrisolto che lo accompagna da una vita e che si chiama, sempre e solo, "conflitto di interessi".
Ora Berlusconi, dopo aver tentato ogni strada, vede avvicinarsi sempre più quel processo che pensava di evitare, in una maniera o nell'altra.
Provate a pensare che cosa accadrà, se per un puro ed ipotetico caso, il Presidente del Consiglio dovesse essere giudicato colpevole.
Rimarrà al suo posto, in spregio della giustizia ed ai giudici, essendo riuscito a convincere il paese di essere un perseguitato, o si vedrà costretto a rassegnare le dimissioni ?
Ma sopratutto ci si dovrà chiedere se ancora una volta sarà in grado questo paese, che necessità di un governo forte, di decisioni importanti, di innovazione e di sviluppo, di sopportare, per molto tempo a venire, che il Presidente del Consiglio risolva i suoi problemi con la giustizia, in un clima di scontro frontale con i giudici, con l'opposizione, con la stampa.
Tutto questo proprio nel momento in cui poteva servire il massimo di unità nazionale per le riforme.
Siamo davvero ritornati indietro di dieci anni.

3 commenti:

Anonimo ha detto...

Berlusconi dia le dimissioni. R.Taglioli

Anonimo ha detto...

BERLUSCONI FACCI UN ULTIMO FAVORE:VATTENE A CASA E PER SEMPRE!!!
siamo stanchi di avere bisogno di un riccone al governo con la scusa che non potrebbe mai rubare in quanto miliardario
già di miliardi ne hai parecchi e non ti bastano mai
lascia respirare la gente che lavora e chi vuole lavorare anzichè tagliare posti a scuola e sanità,lasciaci respirare;non abbiamo bisogno di chi vuole attuare il programma della P2 di Licio Gelli.
Metà del popolo italiano non ti vuole,perchè tagli lo stato sociale e togli il lavoro aumentando la criminalità.
Facci un favore grande:VATTENE!

Anonimo ha detto...

BERLUSCONI VAI VIA,DIMETTITI SE VUOI RISPETTARE CHI TI HA VOTATO,NON HAI PIU' FACCIA!