sabato 31 maggio 2008

Vincenza il coraggio di morire per non soffrire e non far soffrire.

Vincenza è morta, ha lasciato i suoi familiari, forse con un po' di paura; quella inevitabile paura dell'ignoto che prende ogni essere umano nel momento dell'abbandono, ma se ne è andata secondo una sua precisa e coraggiosa scelta, quella di non essere tracheotomizzata.
Quella di Vincenza era una malattia terribile, Sclerosi Laterale Amiotrofica, nome difficile, malattia oscura per i più.
Per questa malattia non esistono speranze.
Vincenza per questo, in accordo con la famiglia, richiese ed ottenne dalla Magistratura, il permesso di morire quando fosse giunta la sua ora, il permesso di non vedersi, artificialmente, prolungata una vita fatta solo di indescrivibili sofferenze.
E' il primo caso, sembra, in Italia.
A lei è stato concesso quello che è stato negato a Nuvoli e che Piergiorgio Welby chiese fino alla fine.
Sia pure nel dolore della partecipazione e della morte, non posso che esserne felice.
Dicono che Vincenza ora sia circondata dai pianti e dal dolore dei sui familiari, ma anche da tanta serenità.
Nei familiari vi è la consapevolezza di aver talmente amato Vincenza da sentire fino in fondo il dovere morale di rispettare le sue scelte e le sue volontà.
In famiglia regnava quel grande amore e quella complicità che solo il dolore e la sofferenza sanno ingigantire e sublimare.
A volte dicono che Vincenza , con spirito di grande sacrificio e, consapevole che ogni distacco è sempre dolorosissimo per se e per gli altri, diceva ai familiari, quasi a conforto delle sue scelte, che se loro "avessero voluto che lei rimanesse in vita un po’ di più avrebbe anche detto sì alla tracheotomia e comunque a qualsiasi pratica invasiva".
Ma tutti lì erano consapevoli che si può amare anche desiderando la morte, la propria come quella della persona amata.
«‘Finchè Dio vorrà, resterò in vita, finché Dio vorrà, fino a quando mi chiamerà’, sono state le ultime parole di Vincenza.
Vincenza ora non c'è più, se ne è andata, triste, forse come tutti spaventata, ma serena.
Oggi anche noi, assieme ai suoi familiari, ci sentiamo tutti un po' più sereni, sopratutto più liberi.

1 commento:

Franca ha detto...

Dignità anche nella morte: credo che sia quello che ci si aspetta da una società civile...