sabato 31 maggio 2008

Può essere un disonore essere un pregiudicato, non avere un figlio gay

A volte ci sono notizie che sfuggono, diventano vecchie e sorpassate in un attimo.
E' questo il limite quando si vive nel tempo della comunicazione, non si riesce a cogliere tutto.
Quando poi ti capita di riscoprirle queste notizie, ti accorgi che ti sei perso non solo una piccola tragedia, ma uno spaccato di mondo che certamente conoscevi, ma che in ogni caso poteva essere degno di una piccola riflessione, di una pausa.
Queste notizie, se a volte non fossero tragiche, sarebbero sicuramente curiose.
Questa è entrambe le cose, tragica è curiosa nello stesso tempo, espressione di un luogo, di un mondo, di una cultura e di tanti indistruttibili pregiudizi.
E' una storia di ordinaria follia, di un distorto concetto dell'onore .
E' accaduto a Palermo alcuni giorni fa che un pregiudicato di 53 anni, non riuscendo a sopportare la vergogna di avere un figlio omosessuale lo ha accoltellato, dopo una profonda lite.
Si dice per "una questione di onore e di vergogna".
E' uno strano sentimento l'onore, in suo nome si compiono i più grandi eroismi e le peggiori nefandezze.
Ma l'onore non è mai un'idea assoluta, è sempre stato frutto dei tempi e dei luoghi, può essere espressione di una cultura, di una mentalità, come anche di molti pregiudizi.
E' il proprio "onore" che si è sempre disposti a difendere, mai si è attratti o impensieriti da quello degli altri.
In nome dell'onore spesso l'uomo è disposto a distruggere e ad annientare anche uno dei suoi sentimenti più profondi, l'amore.
Quel padre non era nemmeno minimamente sfiorato dall'idea di poter essere lui motivo di vergogna e di disonore, non solo per la sua mentalità ma anche perché era un pregiudicato.
Capita spesso così, capita spesso a tanti, ciò non ci fa "onore".

2 commenti:

Franca ha detto...

Bisognerebbe ricordarlo al ministro Carfagna, per la quale in Italia gli omosessuali non sono più discriminati...

Lorenzo ha detto...

Credo rispecchi la morale cattolica, in base alla quale qualunque nefandezza si può perdonare tranne il sesso, l'amore, la felicità.
Una morale peraltro non maturata in astratto, ma cresciuta insieme agli italiani fino all'attuale debauche, per cui il papa straparla sulle unioni civili, sui finanziamenti alle sue tante diramazioni (scuole, ospedali, ecc.) ma ammutolisce su mafia, evasione fiscale, e crimine organizzato.
Invochiamo un Lutero che ci salvi...