mercoledì 14 maggio 2008

Non volevano avere responsabilità e così per gioco hanno ucciso Lorena

Lorena Cultraro è stata finalmente ritrovata, ma in fondo ad una cisterna, strangolata.
Per il suo delitto sono stati arrestati tre ragazzi di 14 anni.
Per Lorena la vita era ancora un gioco, forse voleva, come ogni ragazzo, crescere in fretta, forse voleva sentirsi solo desiderata ed amata.
A volte è così, e quanto più si è giovani, tanto più sogna e si desidera, si desidera una vita spensierata e felice, si desidera e si sogna l'amore , quello grande ed eterno.
Ma la vita non sempre è spensierata, a volte ti obbliga di colpo a crescere e ad assumerti le tue responsabilità.
Ma come è possibile farlo quando si è ancora così immaturi ?
Così Lorena, per sentirsi meno sola, per liberarsi la coscienza o scrollarsi di dosso e condividere la paura, aveva deciso di svelare ai suoi tre amici che era probabilmente in attesa di un figlio, che il figlio era di uno di loro e che qualcuno avrebbe dovuto assumersene la paternità e la responsabilità.
Ma per i tre ragazzi Lorena era solo un gioco come tanti, e poi volevano evitare che si dicesse in giro che uno di loro l’aveva messa incinta, non erano pronti a crescere, non volevano responsabilità.
Loro avevano solo un problema, e non era il figlio che avrebbe potuto nascere, il loro problema era solo Lorena.
Così le hanno dato appuntamento nel pomeriggio del 30 aprile, il giorno in cui è scomparsa.
L’hanno caricata a bordo di un motorino e, come spesso, si sono allontanati verso la periferia del paese, in aperta campagna, fino ad arrivare ad un casolare abbandonato.
Lorena è stata fatta spogliare e ha iniziato a giocare, come sempre, insieme ai tre ragazzi.
Ma ora il gioco, di colpo era diventato maledettamente serio, uno di loro le ha stretto una corda attorno al collo, mentre gli altri due la tenevano ferma.
Dopo morta le hanno legato un grosso masso attorno al corpo e l’hanno buttata in fondo alla cisterna.
Ora per i tre ragazzi arrestati l’accusa è di omicidio plurimo aggravato in concorso, loro sono stati affidati alla giustizia dopo aver parlato e confessato.
Solo la piccola Lorena ora non parla più, tace per sempre.
Il suo segreto lei se lo è portato nella tomba, lei non ha parlato, lei non ha colpe , se non quelle di essere stata giovane, sola ed immatura.
La colpa ancora una volta è solo della vita che non le ha voluto lasciare nemmeno il tempo di crescere e di rendersi conto di quanto questa possa essere maledettamente seria, crudele e dura.

1 commento:

Franca ha detto...

"assumersene la paternità e la responsabilità"... A quindici anni?
Ho avuto modo di dirlo altre volte: i giovani sono un "prodotto" della nostra società del suo complesso.
Se il "prodotto" viene male vuol dire che la linea di produzione è sbagliata...