mercoledì 21 maggio 2008

I cattolici incitano il governo a cambiare la legge sull'interruzione di gravidanza.

Ora i cattolici vedono, finalmente, prendere forma un loro vecchio disegno politico che si pensava decisamente abbandonato.
Al contrario, covava semplicemente sotto le ceneri, in attesa.
Finalmente, per qualcuno, si realizza il sogno di una nuova maggioranza di destra nel paese che, lascia ben sperare per una revisione, in senso restrittivo, della legge 194 sull'interruzione di gravidanza.
E' di questi giorno l'attacco, particolarmente violento, di Famiglia Cristiana alla legge.
Il settimanale se la prende con tutti, con i radicali, con Pannella, con le femministe giudicate oramai fuori dalla storia.
’Oggi” sostiene “non è più sufficiente proporre una migliore applicazione della legge senza toccare nulla.
Tutti ormai, se si escludono frange femministe fuori dalla storia, Pannella e la solita rumorosa pattuglia radicale (sempre più esigua), hanno abbandonato la vecchia formula che l’aborto è ‘questione di coscienza’, affare privato che non attiene alla sfera del bene comune'’.
L’obiettivo è quindi chiarissimo: cambiare finalmente la legge.
"Oggi in Parlamento ci sono i numeri per sgretolare il "mito della 194".
Si tratta di una maggioranza trasversale che, in primo luogo, fa appello ai politici cattolici" che dovranno essere sensibili, secondo il giornale, non ad un vago concetto di laicità dello stato , ma unicamente ai richiami ed ai moniti della chiesa e del suo Pontefice.
Alle parole ed ai richiami, ho il forte sospetto, seguiranno. a tempi brevi, i fatti e le iniziative politiche.
Il rischio e che lentamente ma inesorabilmente si finisca con lo smantellare tutti quei diritti civili che devono essere alla base di un paese moderno.
L'esempio politico che qualcuno, al di qua e al di la del Tevere, si immagina, non è più rappresentato dalle moderne democrazie occidentali, assomiglia sempre di più a quell'integralismo islamico in cui, a parole si contrappone, ma nei fatti viene omologandosi.

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