domenica 4 maggio 2008

Calderoli è un problema tutto Italiano, non libico.

Il figlio del dittatore libico Gheddafi continua a minacciare "ripercussioni catastrofiche nelle relazioni tra l'Italia e la Libia" se Calderoli dovesse entrare nel nuovo governo.
Le ragioni sono senza dubbio riconducibile all' esibizione, da parte di Calderoli , della sua ormai celebre maglietta con la vignetta satirica su Maometto.
Le frasi di Gheddafi, comunque le si voglia prendere, sono una intollerabile ingerenza di un paese straniero sulla formazione del Governo Italiano e per tali motivi fanno rispedite al mittente.
E' poi anche moralmente inaccettabile che il Governo Libico pretenda di rilasciare riconoscimenti ufficiali di "legittimità" a chicchessia.
La Libia non è altro che un paese governato, oramai da troppi anni, da una brutale e crudele dittatura, troppo spesso legittimata, per convenienze politiche ed economiche, dal governo di Roma e dai vari governi occidentali.
Nessuno poi cada nel gioco Libico. Tutta la questione si risolverà ancora una volta con l'ennesimo esborso di denaro Italiano per la costruzione di nuove autostrade nel deserto o per forniture militari.
Quando la Libia alza la voce a sproposito, di solito noi Italiani apriamo i cordoni della "borsa".
Inutile nascondere però che la nostra generosità è tutta interessata. Ci fa comodo infatti che qualcuno impedisca la partenza dalle coste libiche di migliaia di clandestini, talmente disperati d'essere disposti a rischiare anche la vita pur di avere una sola speranza di raggiungere l'Italia.
Potemmo dire, semplificando, che la Libia vigila sulle nostre coste. Dovremmo però aggiungere , per onesta, che l'accoglienza dei soldati libici non assomiglia per nulla alla nostra; centinaia e migliaia di profughi vengono ricacciati ogni anno, spesso trovandovi anche la morte, in quel deserto da dove erano partiti con tante speranze.
Ci fa comodo, ed è molto meglio per le nostre coscienze, non sapere il loro destino.
La cosa importante, per noi, sembra solo riuscire ad impedirne lo sbarco sulle italiche coste.
La Libia è insomma il miglior alleato della peggiore politica italiana in materia di immigrazione, è la nostra cattiva coscienza, il nostro mr. Hyde, che stranamente persegue, in terra africana, la stessa "politica" che Calderoli vorrebbe vedere applicata anche in Italia.
Se si dovesse rompere, grazie a Calderoli, l'asse Roma-Tripoli , aspettiamoci un nuovo e consistente aumento di sbarchi di clandestini in Italia.
In ogni caso, su tutta la questione ha ragione D'Alema a chiosare che, mentre devono essere giudicate intollerabili le affermazioni Libiche, nello stesso tempo dobbiamo considerare altrettanto inopportuno ed intollerabile che un "politico italiano, con responsabilità istituzionali, si comporti come Calderoli".
Tra l'altro non si può dire che Calderoli abbia circoscritto le sue "esternazioni" al lontano 2006, ha continuato, pervicacemente e irresponsabilmente, fino al 2008.
Ci sono molte e validissime ragioni quindi per le quali sarebbe opportuno che Calderoli non diventasse ministro, basterebbe ricordarsi le tante sciocchezze che ha detto, basterebbe poi il solo fatto che è stato lui il principale artefice dell'attuale legge elettorale quella soprannominata la "porcata".
Ma mentre, con un pò di soldi o con qualche chilometro di autostrada, si può pensare di "soddisfare" il governo Libico, diversa è la situazione in Italia.
Qui Calderoli ce lo dovremo tenere, sarà un nostro "vero e grande" problema, problema però tutto Italiano e, siatene certi, ci costerà molto di più di quanto saremo costretti a pagare alla Libia.
A meno che, non si decida, di comune accordo, di inviarlo a pattugliare il deserto libico proprio assieme a quei "300.000 fucili ancora caldi" che così potrebbero diventare "caldissimi" anche senza colpo ferire.
Comunque potesse andare, l'Italia non avrebbe che da guadagnarci.

3 commenti:

Ester hoshimem Memoli ha detto...

Calderoli è una di quelle persone (tra le tante) che non capisco come faccia a stare dove sta. O forse lo capisco e la cosa non mi piace per niente.

Non sono una fan della Lega, questo è vero, ma gente come lui mi fa proprio disgusto.

Franca ha detto...

Ovvio che ogni ingerenza straniera nella politica interna italiana vada rispedita al mittente, ma sulla rappresentatività all'estero di alcuni prossimi ministri ci sarebbe da riflettere...

Anonimo ha detto...

beh, un ministro che passeggia a braccetto di un terrorista non vi fa schifo?
cominciamo a spedire quello a morire nel deserto, e poi riparliamo di calderoli.
caposkaw