martedì 27 maggio 2008

Brunetta , potremmo licenziarne qualcuno per educarne cento

Brunetta è partito con i proclami.
Si sa, prima dell'azione serve il pensiero, contano le intenzioni ed i principi, i fatti verranno dopo.
In fondo la sua operazione è da condividere, "evviva la trasparenza", e se forse Brunetta pecca in qualche cosa è proprio nel limitare e circoscrivere il problema.
Chissà perchè però, al contrario, quanto Visco decise, con altrettanta ferma volontà, di adottare a principio del suo operato la "trasparenza", l'Italia intera insorse, gridando alla scandalo.
Brunetta al contrario procede in accordo addirittura con il Garante.
E' pur vero che qui si tratta di dipendenti pubblici, e questi rappresentano una sola categoria e non tutti gli italiani, poi di loro, tra l'altro, è talmente facile parlarne male. Brunetta deve essersi ricordato del vecchio motto "dividet et impera".
Ma vede Onorevole, sarò forse un caso particolare, ma a me non piacciono le generalizzazioni, i facili qualunquismi e neppure le strumentalizzazioni.
La lista dei dipendenti pubblici pubblicata in internet rischia di apparire, viste le dichiarazioni, come un elenco di "lazzaroni" patentati, tanto che il ministro afferma che con questi dati di assenteismo qualsiasi azienda privata fallirebbe.
Purtroppo, do per certo, che tutti sappiano come funziona la pubblica amministrazione , basta vedere le file davanti ad un qualsiasi sportello, basta richiedere un certificato o una visita specialistica, ma guai a generalizzare, guai a fare di ogni erba un fascio, buttando così via l'acqua calda assieme ai pannicelli.
Se il ministro Brunetta considera, come sembra, i dipendenti pubblici degli emeriti "fannulloni", è inutile che cominci i processi alle intenzioni suoi giornali, proceda subito, senza clamore, senza proclami, è suo dovere farlo, in silenzio, senza alcuna necessità di sbandierarlo ai quattro venti, come se questa fosse una rivoluzione epocale invece che un semplice suo dovere, tutti lo appoggeranno e condivideranno le sue scelte, se oculate.
Se invece ed al contrario, Brunetta cerca solo i riflettori di una facile popolarità, proceda così , con i suoi semplici proclami; ci guadagnerà forse in statura, almeno quella politica, a me la cosa non interessa, interesserà forse a quegli italiani più attenti al "dire" che al "fare", all'apparenza piuttosto che alla sostanza.
Ma il nostro invito a Brunetta è pressante , prosegua nella sua opera, noi siamo con lui.
E già che c'è, visto che vuole, in trasparenza, perseguire tutti i "fannulloni" potrebbe proseguire, nel suo meritevole scopo, anche nei confronti dei suoi colleghi parlamentari.
Perchè, ad esempio, non pubblica in internet anche le presenze e gli orari di lavoro dei nostri amati Onorevoli, il buon esempio comincia sempre dall'alto.
Ci faccia sapere per esempio il numero di votazioni a cui ogni parlamentare ha partecipato e tutte le proposte di legge che ha presentato.
Sarebbe poi interessante sapere come si dividono anche i compiti ed i carichi di lavoro tra i suoi colleghi, quanti segretari e quanti portaborse si pagano con i soldi nostri, quanto guadagnano e quanto costano all'amministrazione dello Stato, in pratica ad ognuno di noi.
Ci piacerebbe poi avere "trasparenza" anche negli stipendi.
Alla fine, come si vede Onorevole, la trasparenza ci prende la mano, ho il dubbio che rischi di sfuggire al controllo anche delle sue, pur lodevoli, intenzioni.
Se per esempio, Onorevole Brunetta, si dovesse appurare che, seduti tra quegli scranni del Parlamento, ci sono assenteisti (basta vedere le votazioni di ieri) e fannulloni, gente che magari timbra e poi se ne va o a casa od al bar tutto il giorno, non potrebbe pensare di licenziar anche loro, come pensa di fare con i dipendenti pubblici ? Pensi ai risparmi di noi "azionisti".
La legge ed i regolamenti dovrebbero essere uguali per tutti Onorevole.
Si comincia sempre dall'altro Onorevole per essere credibili, si ricordi, mai dal basso, non ci devono essere caste ed esclusi, non ci devono essere privilegi e privilegiati in democrazia, sono tutti uguali, anche i "fannulloni".
Del resto io sono convinto che sui Parlamentari abbia ragione Grillo quando dice che non sono altro che "pubblici impiegati", alle dipendenze dei loro datori di lavoro, gli italiani.
Anche e sopratutto qui Onorevole, deve valere il suo motto, "colpirne qualcuno per educarne cento".
Ci faccia i nomi Onorevole Brunetta, "colpisca" e renda pubblici in internet i nominativi e noi cominceremo davvero a seguire il suo esempio e non solo le sue chiacchere.

3 commenti:

Gigi Cogo ha detto...

Figli di un Dio minore.
I dipendenti pubblici non sono più difendibili da nessuna parte politica. Nemmeno AN credo lo farà.

Comunque, i consulenti rinnovati per trent'anni son dipendenti pubblici?

L'outsourcer di servizi è dipendente pubblico?

Da me ci son più privati che pubblici a dirigere la baracca, ma quando le cose van male quelli si salvano sempre.

Ah si è vero. Li ha messi dentro il politico, quelli sono "unti"!

Franca ha detto...

Sparare nel mucchio è sempre sbagliato. Si facciamo controlli seri e si punisca chi è da punire

Anonimo ha detto...

Ma come si fa, a dare una funzione del genere a persona colpita da grave nanismo, in fondo di sventura si tratta e va rispettata, am è ovvio che è incazzato con il mondo. Ma pensate quanti rospi da giovane, avrà dovuto ingoiare per il suo aspetto. Infatti la sua arrabbiatura contro il mondo e i lavoratori normodotati, presta il fianco a azioni che di politico hanno poco, ma hanno molto di pefido. E’ inevitabile pensare che la rabbia gli provenga dalla poca generosità, nei suoi confronti, di madre natura. Credo ci siano anche degli studi di settore, a tal proposito.Da ciò il dwcreto per licenziare tutti gli statali, alti più di 1,29 cm.Sono questioni personali profonde, non pensate al percorso di autoaccetazione che tocca a chiunque sia così? Molte sue iniziative nascono da questo, poi la funzione di economista è una copertura. E credo di non essere troppo lontano dal vero.