giovedì 17 aprile 2008

Umberto Bossi e la Lega chiedono il pagamento del conto.

Umberto Bossi e la Lega, è inutile nasconderlo, hanno vinto.
E' ora normale che chiedano il pagamento del conto.
Dicono che lo stesso Bossi abbia ammesso a Montecitorio che nel vertice di ieri del centrodestra non si è combinato «niente» proprio perchè agli alleati sono forse sembrate eccessive le richieste del Carroccio.
Pare infatti , da indiscrezioni di stampa, che la Lega abbia reclamato 4 ministeri.
"Parlano i numeri delle elezioni", hanno spiegato al Cavaliere gli esponenti leghisti; parleranno anche, però 4 su 12 non è un richiesta da poco.
Direbbe il Principe di Salina che tutto doveva cambiare perché tutto potesse rimanere come prima; gli accordi sui programmi si trovano subito, quello per cui ci si scontra veramente è solo sulla spartizione del potere, in fondo è quello che conta.
In ogni caso ora anche il Cavaliere si ridimensiona un po' e, dovendo inevitabilmente passare dalle promesse ai fatti, precisa "Ci saranno momenti difficili e servirà un forte rinnovamento per fare quelle riforme necessarie al Paese. Alcune di queste avranno anche caratteri di impopolarità". E' il sano realismo che ritorna dopo le ubriacature della campagna elettorale.
Però noi qui rischiamo di smarrirci, pensiamo sarebbe stato molto meglio, invece di tante promesse prima, essere più modesti, più realisti, più chiari, e dire agli italiani, che ora si sono caricati di tante aspettative, che non li aspettano momenti facili, che il tunnel è sicuramente lungo e buio, la traversata difficile, il risultato incerto e costellato di lacrime e sangue.
La mia però è una considerazione inutile visto che si prefiggevano "solo" di vincere le elezioni.

4 commenti:

sparkaos ha detto...

difficile non esssere d'accordo ma non credo che altri volessero qualcosa di diverso da vincere le elezioni

ivan ha detto...

forse è vero ma devo giudicare questi che le hanno vinte, le avessero vinte gli altri giudicherei loro. ciao

bruno carioli ha detto...

E' come dici.
Ma chi sarà chiamato a fare i sacrifici se non i soliti noti.

http://statali.blogspot.com ha detto...

Caro ministro Roberto MARRONI,
Ella viene da una formazione politico-culturale federalista che si è sempre dichiarata contro l'istituto prefettizio.
Come si sente oggi che ne è diventato il CAPO?

Ministro: tiri fuori i "marroni", cacci via i mangia pane a tradimento che stanno affossando lo stato italiano!

La democrazia comincia dal comune, che è cosa dei cittadini, i quali non solo eleggono i loro consiglieri e sindaci o presidenti, ma da sé, senza intervento e tutela e comando di gente posta fuori del comune senza la longa manus di Roma .
Il sindaco se amministra bene efa prosperare il comune viene rieletto!
Se lo manda in malora viene rispedito a casa.
Invece il Prefetto imposto da Roma resta sempre lì: monumento all'inefficienza e all'incapacità delle istituzioni!

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